MONS. GIUSEPPE CACCIAMI

La cultura del territorio

L’ultima nota scritta per il Servizio Informazione Religiosa

È morto la sera di sabato 17 marzo, all’età di 87 anni, mons. Giuseppe Cacciami, presidente del Sir, già presidente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), figura di spicco dell’Unione internazionale della stampa cattolica. Era ricoverato da alcune settimane presso la clinica de "I Cedri" di Fara Novarese, dopo l’aggravarsi del suo stato di salute. I funerali si svolgeranno domani, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di Grignasco, dove era nato il 5 settembre 1924 e qui era tornato, presso l’abitazione di famiglia, per trascorre i suoi ultimi anni dopo aver lasciato l’attività pubblicistica presso i settimanali della diocesi di Novara (Stampa diocesana novarese), di cui è stato direttore responsabile dal 1964 al 2001.
Pubblichiamo l’ultima nota scritta da mons. Cacciami per il Sir, nel 2006, in occasione del 40° anniversario di fondazione della Fisc.


Il territorio è il valore umano, sociale e culturale dentro il quale il settimanale diocesano "si costruisce" e "costruisce". Non delimitato dall’ombra del campanile è il luogo in cui la concretezza della vita misura ogni giorno i concetti e le teorie nel confronto con la fatica e la speranza della gente. Per questo motivo la cultura del territorio, che ispira e sostiene da oltre 40 anni l’esperienza dei settimanali della Fisc e da oltre 20 anni quella del Sir, non ha avuto timore di confrontarsi con la globalizzazione, le diversità, le nuove tecnologie. Come altre ha avuto momenti difficili ma questa cultura è uscita rafforzata dalla prova perché è nutrita dalla saggezza della gente.
I settimanali diocesani hanno sempre accompagnato e alimentato l’apertura della coscienza popolare perché sono espressione di un’esperienza – la Chiesa – che è nello stesso tempo locale, nazionale e universale. Nello stesso modo hanno saputo tenere vivo e fecondo il rapporto tra la memoria, l’impegno e il progetto. Un giornalismo serio, non afflosciato sui gossip e gli scoop ma ben diritto nell’ascoltare e raccontare la vita delle persone e delle comunità.
Questo esercizio professionale consente anche oggi di essere presenza critica nei confronti dell’informazione globalizzata e di aiutare i lettori a separare la finzione dalla realtà e il marginale dall’essenziale, lo spettacolo dal fatto. Con i suoi mezzi poveri continua ad avere la forza e l’intelligenza di stare a testa alta senza orgoglio ma senza complesso d’inferiorità.
Non per nulla anche in ambienti giornalistici qualificati si afferma che una professionalità seria nasce e cresce nelle redazioni dei giornali del territorio. Guai se venisse meno questa voce. Sarebbe un silenzio che priverebbe la Chiesa e la società di uno straordinario contributo di pensiero e di esperienze concrete per la costruzione del bene comune.
La storia insegna e apre vie al futuro. Fin dall’inizio della loro esperienza – per alcuni si parla di oltre 100 anni – i settimanali, ad esempio, si sono fatti "portavoce" della dottrina sociale della Chiesa sostenendo iniziative sociali ma anche promuovendo cultura politica, motivando nella gente la fiducia verso le istituzioni e incoraggiando i laici ad impegnarsi in esse per testimoniare il Vangelo.
Nondimeno sul piano culturale il contributo dei settimanali è stato fondamentale per la capacità di offrire le chiavi di lettura di temi complessi come quelli della vita, della famiglia, dell’educazione, della pace. La vita, anche per i media cattolici, è fatta di stagioni che sono unite dal filo rosso della speranza. Alcune si sono chiuse altre si stanno aprendo.
I settimanali diocesani e con essi la Fisc e il Sir hanno ancora un compito da svolgere e non dovranno essere le difficoltà, anche "interne", a spegnere entusiasmi, idee, progetti e iniziative. Si deve andare avanti con fiducia con il passo di una Chiesa che a Verona ha testimoniato la sua popolarità, la sua bellezza, la sua passione per l’umanità.
Si deve andare avanti con fiducia anche per offrire un contributo all’informazione che sta vivendo un tempo di credibilità debole. Proprio a questo riguardo si colloca un altro aspetto di estrema importanza perché la fiducia del lettore nel settimanale diocesano non è fine a se stessa ma offre indicazioni utili a ridurre la distanza esistente oggi tra la gente e i grandi media.

Giuseppe Cacciami – presidente Fisc dal 1981 al 1986