ACQUA

Il dovere di garantirla a tutti

Forum di Marsiglia: ribadita la necessità di affrontare le “molteplici sfide”

Come le sponde di un fiume, così si sono sviluppati – in parallelo – in questi giorni a Marsiglia i due Forum mondiali sull’acqua: da una parte il 6° Forum ufficiale, dall’altra l’alternativo. La situazione cui versa il pianeta è stata analizzata sotto molteplici aspetti, mettendo in luce la necessità di un intervento urgente e coordinato, volto alla ricerca del bene comune, senza penalizzare alcun individuo.

Accesso per tutti. Il documento conclusivo del 6° Forum mondiale dell’acqua, nei suoi oltre trenta paragrafi, evidenzia l’impegno a "raggiungere l’accesso all’acqua potabile sicura e a servizi igienici per tutti, con la necessaria disponibilità, qualità, accettabilità, accessibilità e costi contenuti", con la determinazione a "migliorare la situazione dei miliardi di persone" che oggi non vi hanno accesso attraverso "finanziamenti adeguati e investimenti robusti di regolamentazione, controllo e responsabilità che coinvolgano tutte le parti interessate", riaffermando l’intento a "garantire a tutti il benessere accelerando l’accesso ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari sicuri", secondo gli Obiettivi Onu del millennio. Nello stesso tempo, non si accenna alle richieste di quanti, aderendo al Forum alternativo, puntavano a focalizzare l’attenzione sulla riduzione dei costi e dei consumi. In linea di massima "il documento adottato – afferma Felipe Quispe Quenta, ministro dell’Ambiente della Bolivia – è lo stesso della prima stesura, non è frutto di una condivisione unanime". Con queste motivazioni, espresse in una nota, la Bolivia e l’Ecuador si sono tirate indietro dalla sua sottoscrizione.

Un’equa distribuzione. A tornare sul tema anche il vescovo di Marsiglia, mons. Georges Paul Pontier, che ha sottolineato l’esigenza di "avviare alleanze tra popoli per raggiungere il fine ultimo di un’equa distribuzione del bene". "In quest’ottica – ha aggiunto il presule – occorre orientarsi all’uso sobrio dell’acqua", legato più in generale a stili di vita improntati alla sobrietà. "L’acqua è fondamentale per l’agricoltura", riporta il documento finale nella parte centrale; "sviluppo rurale, agroalimentare e della nutrizione" sono correlati per cui "acqua e politiche di sicurezza alimentare devono essere integrati, garantendo un uso efficiente e la protezione delle risorse idriche". Il raggiungimento di quest’obiettivo, si dichiara nel documento, "in un contesto di cambiamento climatico globale, implica soluzioni su misura e innovative per affrontare la diversità delle situazioni, tenendo in considerazione la disponibilità e la qualità delle acque, del suolo e della terra, il livello dello sviluppo delle infrastrutture", "l’esposizione a inondazioni e siccità, l’utilizzo sostenibile delle risorse idriche e la capacità istituzionale dei soggetti interessati".

Affrontare le molteplici sfide. La parte conclusiva del documento ufficiale prende coscienza che "lo sviluppo delle capacità, basato su partenariati tra autorità pubbliche, organizzazioni internazionali e non governative, servizi pubblici, istituzioni private e comunità, è necessario per affrontare le molteplici sfide". "In questo contesto – ribadiscono i firmatari – intendiamo sostenere un meccanismo di helpdesk per permettere lo scambio delle migliori prassi". Dal canto suo, Catarina de Albuquerque, portavoce Onu sul diritto all’acqua, ha invitato a "essere vigili e attenti", lamentando "un passo indietro rispetto al 2010", "perché nella dichiarazione ancora non si riconosce il diritto umano all’acqua e ai servizi igienici, riconosciuto presso le Nazioni Unite".

Europa in prima fila. Intanto, nella mattinata di oggi è stato presentato il documento conclusivo del Forum alternativo, che annuncia la nascita di una rete europea dei Movimenti per l’acqua per "far rispettare i principi e gli obiettivi comuni che sono alla base dell’acqua come bene comune". "Sogniamo – ha affermato Tommaso Fattori del Movimento internazione per l’acqua – un’Europa equa e impegnata in prima linea nella difesa dei diritti umani". Piccoli passi verso la nascita di una coscienza tesa all’altro e non solo al profitto.

a cura di Giovanni Perilli, inviato SIR a Marsiglia