ACQUA

Essenziale per vivere

Oggi a Marsiglia il 6° Forum mondiale

Gli occhi del mondo sull’acqua. Iniziano oggi, 13 marzo, a Marsiglia, il 6º Forum mondiale dell’acqua (Fme) promosso dal Consiglio mondiale dell’acqua e in concomitanza il Forum alternativo mondiale dell’acqua (Fame). Al primo Forum partecipa anche una delegazione del Pontificio Consiglio giustizia e pace che presenterà un testo dal titolo "Acqua, un elemento essenziale per la vita". Il secondo Forum accoglie invece organizzazioni e movimenti della società civile che si oppongono allo sfruttamento della risorsa acqua secondo la logica del profitto da parte delle imprese private e pubbliche, e lottano per una gestione ecologica, sociale e partecipata di questa risorsa, per la sua conservazione e per la sua giusta ripartizione fra i cittadini.

"L’acqua non è una mercanzia". "C’è ancora molto da fare. Troppe persone sono senz’acqua. Ancora oggi – osserva il Pontificio Consiglio nel documento preparato per Marsiglia -, in contesti diversi, molte persone non possono vivere dignitosamente e sono particolarmente esposte a morbilità e mortalità. Manca, infatti, un sufficiente accesso all’acqua potabile in quantità e qualità adeguate". La Santa Sede fa notare come le cifre relative all’accesso all’acqua comunemente presentate nelle sedi internazionali non rispecchiano la complessità del fenomeno. La realtà "è ancor più preoccupante: 1,9 miliardo di persone avrebbero a loro disposizione solo acqua insalubre, mentre 3,4 miliardi di persone utilizzerebbero saltuariamente acqua di qualità insicura. Secondo queste ultime statistiche, l’accesso all’acqua potabile non verrebbe, in definitiva, garantito a circa la metà della popolazione mondiale". Ciò che sta particolarmente a cuore alla Santa Sede è che di fronte ad una simile ed "urgente sfida", "la comunità internazionale non si esprima solo con dichiarazioni di intenti", ma "prospetti soluzioni sostenibili e che vengano applicate efficacemente a vari livelli". Nel lungo documento vaticano, vengono indicati alcuni suggerimenti: il primo è quello di superare "i rischi di una visione mercantile" dell’acqua. "Purtroppo – fa invece notare il Pontificio Consiglio -, sul piano della prassi, permane talvolta una concezione eccessivamente mercantile dell’acqua che rischia di cadere nell’errore di considerarla come una qualsiasi mercanzia, pianificando gli investimenti secondo il criterio del profitto per il profitto, senza tener conto della valenza pubblica dell’acqua". Tra i paragrafi del documento spicca anche quello relativo al "principio di giustizia". "Il principio di giustizia – si legge – deve aiutare a individuare i danni causati al bene dell’acqua e a proporre possibili riparazioni o sanzioni. A tale scopo appaiono funzionali corti di giustizia abilitate alla ricezione di reclami da parte di coloro il cui diritto all’acqua non è garantito". La delegazione del Pontificio Consiglio giustizia e pace al Forum mondiale dell’acqua a Marsiglia è composta da Flaminia Giovanelli, sotto-segretario del dicastero, Tebaldo Vinciguerra e Christine Jeangey.

La voce delle società civile. Da anni l’insieme dei movimenti della società civile che s’impegnano per la conservazione della risorsa "acqua" e per la sua gestione da parte dei cittadini, hanno elaborato piattaforme, proposte e azioni che sono state presentate sia anche nell’ambito dei Forum Sociali Mondiali, come a Proto Alegre, Caracas, Nairobi o Betlemme. Non è da meno in Italia la rete interdiocesana "Nuovi stili di vita". "Le parole d’ordine – afferma Antonio De Lellis della rete – sono sobrietà e bene comune e non le si possono relegare all’utopia, ma devono incarnare un cammino culturale alternativo attraverso cui l’uomo può e deve relazionarsi alla terra. Oggi quasi un miliardo di persone resta senza facile e sicuro accesso ad acqua potabile e 2,5 miliardi non ha ancora accesso a servizi igienico sanitari; in secondo luogo vi è disparità fra regioni e paesi (oltre il 40% della popolazione che non ha accesso all’acqua potabile vive nell’Africa sub-sahariana) e fra città e campagna (950 milioni del 1100 che defecano all’aperto vive in aree rurali, 626 in India). Gli eventi connessi ai cambiamenti climatici antropici globali, in terzo luogo, rendono più gravi e diffusi i fenomeni di scarsità d’acqua, soprattutto nelle aree già con minori precipitazioni medie, le aree secche (drylands), aggravando fame e povertà, inducendo migrazioni e conflitti".

Un’unione solida. A Marsiglia molte forze sociali, il sindacato e vari soggetti anche istituzionali ribadiranno lotte e progetti contro la privatizzazione dell’acqua in sintonia con la Santa Sede. Dalla Colombia agli Stati Uniti fino all’Italia, anche attraverso l’impegno del Fame si è resa possibile la nascita di reti nazionali o continentali e l’arretramento della privatizzazione dell’acqua in America Latina, in Africa e in Europa. Anche in Francia, culla delle principali multinazionali del settore, con il ritorno di Parigi alla gestione pubblica.

a cura di Giovanni Perilli, inviato Sir a Marsiglia