ANGELUS

Un kit per il deserto

La preghiera quotidiana, la penitenza e le opere di carità fraterna

Il deserto possiede un fascino misterioso nella sua estensione di dune e di giochi di sabbia, di oasi e di carovane di cammelli. Di notte lo splendore delle stelle è ineguagliabile. Questo però, anche se non assomiglia alla Parigi-Dakar, non è il deserto di cui parla il Vangelo nella narrazione di Marco che Benedetto XVI commenta, perché è luogo di lotta, dove il nemico attacca e sferra ripetutamente i suoi colpi.
Senza cambiare luogo geografico per un’avventura momentanea, tentiamo di cogliere il senso dell’avventura quaresimale che ci fa attraversare il deserto del cuore della persona e la mette a nudo.
Lo spaccato che si apre palesa lo "stato di abbandono e di solitudine" in cui si versa o in cui volontariamente si entra, per sperimentare la potenza di questo "’luogo’ della debolezza dell’uomo dove non vi sono appoggi e sicurezze, dove la tentazione si fa più forte".
Sarebbe temerario voler attraversare questo deserto per sfida a se stessi o al proprio ambiente, per gettare un guanto di provocazione e misurare la propria tenuta. L’accento è ben diverso: la persona varcando la soglia della Quaresima abbandona quanto la circonda e sorregge (autenticamente o fittiziamente) la propria autostima, il proprio prestigio, per guardarsi nel profondo e scoprire se stessa e le tensioni vitali che l’abitano e la nutrono; per mettere a fuoco quelle punture che fanno scoppiare l’io e domandano di essere realisticamente guardate negli occhi.
Satana, cioè il nemico che non vuole la nostra salvezza, non demorde, dimenticando (o ottenebrandoci di tanto in tanto) che il deserto conosce un risvolto di estrema dolcezza e sicurezza, infatti "può indicare anche un luogo di rifugio e di riparo", e la viva esperienza del popolo d’Israele ha segnato la storia di chi cammina andando incontro all’Altissimo. Si scampa dalla schiavitù d’Egitto ma anche "si può sperimentare in modo particolare la presenza di Dio".
Il vuoto infatti creato dall’abbandono di ogni certezza, diventa propulsivo per comprendere e sperimentare che mai, durante i quaranta anni di vita nomade nel deserto, il sandalo si è logorato al piede. Non perché gli israeliti fossero bravi calzolai ma perché il Signore vegliava e provvedeva.
La grande tentazione epocale che innerva la nostra società esplode sulle dune del deserto del cuore: "… rimuovere Dio, mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità", attualmente si denuncia con alcune caratteristiche proprie e può sembrare inedita ma, Benedetto XVI, buon conoscitore della storia e della teologia, ammonisce che "è sempre presente nella storia dell’uomo".
La persona si centra su se stessa, si autoconvince di essere costruttrice di vita, produttrice di benessere e quindi non vuole apprendere pazienza e umiltà e radicarle fortemente nel proprio spirito per "seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita".
Il deserto, se la tentazione non viene vinta guardando a Gesù che ha vinto appellandosi alla Parola del Padre, può produrre anche questa devastazione personale e comunitaria.
Quale il kit per attraversare le dune con la guida del Salvatore?
– la preghiera quotidiana: che sposti l’autocentratura e rilanci la persona verso il Padre;
– i gesti di penitenza: che facciano toccare con mano i nostri limiti per ricondurci ad una misura che si conosce povera;
– le opere di carità fraterna: che spostino lo sguardo dal nostro interesse al bisogno altrui.
Sarebbe illusorio pensare al kit come al prodotto vincente e autoprogrammato, porterebbe la griffe dell’orgoglio smisurato della conquista umana, mentre deve portare il sigillo dello Spirito che plasma ogni nostro agire e sentire per diffondere nel mondo "il lievito evangelico della verità attraverso i gesti della misericordia, del perdono e della riconciliazione".
Come Maria Santissima lo sperimentò (a sue spese!), solo allora la nostra traversata quaresimale potrà godere della sua "protezione" e ci aiuterà "a imprimere nel nostro cuore e nella nostra vita le parole di Gesù Cristo, per convertirci a Lui".