DON LUIGI GIUSSANI

Con forza profetica

Ieri sera, nel duomo di Milano, chiesta l’apertura della causa di beatificazione e canonizzazione

Don Luigi Giussani in cammino verso la santità. Ieri sera, al termine della celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, nell’anniversario dalla morte del "Gius", don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e liberazione (Cl), ha reso noto di avere presentato all’arcivescovo di Milano la richiesta di apertura della causa di beatificazione e canonizzazione di don Giussani. "La richiesta – si legge nel comunicato di Cl – è stata inoltrata oggi stesso, 22 febbraio 2012, giorno dell’anniversario e festa della Cattedra di san Pietro, attraverso la postulatrice nominata dal presidente della Fraternità, la professoressa Chiara Minelli, docente di diritto canonico ed ecclesiastico nell’Università degli studi di Brescia".

L’educazione all’uomo integrale. A sette anni dalla scomparsa di don Giussani, dunque, è iniziato l’iter verso "l’onore degli altari". E l’arcivescovo di Milano, che ha percorso accanto al fondatore di Cl un tratto di strada importante del suo cammino prima di formazione giovanile, poi di sacerdozio, ne ha tracciato il profilo spirituale ricordando i passaggi fondamentali della sua vita con le parole dell’omelia: "Un aspetto geniale della proposta educativa di mons. Giussani non è stato forse l’efficace riproposizione della verità cristiana che nessuno può salvarsi da sé? Mons. Giussani ha espresso questa sensibilità ambrosiana con forza profetica fin dalla fine degli anni ’50, educando all’assunzione integrale di ogni aspetto dell’umana esistenza. Per la logica dell’incarnazione il cristiano è colui che testimonia – in famiglia, al lavoro, nel sociale a tutti i livelli fino ad arrivare all’impegno politico – l’opera salvifica del Crocifisso Risorto".

Dentro la Chiesa ambrosiana. L’arcivescovo di Milano ha esortato dunque Comunione e liberazione a vivere pienamente all’interno della Chiesa di Milano i propri tratti peculiari: "Il carisma cattolico che lo Spirito ha dato a mons. Giussani, che la Chiesa ha universalmente riconosciuto, e di cui decine di migliaia di persone in tutto il mondo possono oggi godere, è fiorito in questa santa Chiesa ambrosiana. L’amore che mons. Giussani le portava è documentato da mille e mille segni e testimonianze. Per i fedeli di questa diocesi appartenenti al movimento di Comunione e liberazione – ha aggiunto il card. Scola – questo dato di fatto costituisce una responsabilità che chiede di essere sempre rinnovata: praticare, nella cordiale assunzione del principio della pluriformità nell’unità, una profonda comunione con tutta la Chiesa diocesana che vive a immagine della Chiesa universale. Questa comunione è con l’arcivescovo, con i sacerdoti, con i religiosi e le religiose, con tutte le aggregazioni di fedeli, con tutti i battezzati e con tutti gli abitanti della nostra ‘terra di mezzo’".

Lo stile di un’amicizia. Infine il card. Scola si è lasciato andare a un ricordo personale: "L’incontro dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità del 30 maggio 1998 con il beato Giovanni Paolo II ha segnato un irreversibile passaggio a una nuova fase che gli eventi che si stanno producendo nel nostro Paese e nella Chiesa ha confermato. Come ricorda incessantemente Benedetto XVI, questo è il tempo della nuova evangelizzazione a cui tutte le realtà ecclesiali debbono concorrere in armoniosa unità. L’uomo post-moderno domanda salvezza, consistenza: per questo ha bisogno di testimoni di quella forma bella del mondo (Ecclesia forma mundi) che è la santa Chiesa di Dio".