FEDE E CULTURA

Le parole ritrovate

Il card. Gianfranco Ravasi e nuova iniziativa di ”Famiglia Cristiana”

"Non solo un giornale, ma anche una teologia autentica non può essere solo speculazione, o contemplazione, deve essere anche analisi e giudizi sul reale e sulla contingenza". Lo ha affermato oggi, a Roma, il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, rispondendo alla domanda "Quale spiritualità per l’uomo di oggi?", titolo della conversazione con il direttore di "Famiglia Cristiana", don Antonio Sciortino. L’incontro è stato organizzato in occasione della presentazione della Biblioteca Universale Cristiana, nuova iniziativa editoriale di Famiglia Cristiana – Edizioni san Paolo: la prima serie "Le parole", sarà aperta proprio da un volume del card. Ravasi, "Che cos’è l’uomo?" allegato al settimanale da domani; seguiranno altri tredici libri di autori contemporanei e poi altre due collane, "I Narratori" e "I Testimoni", per un progetto che ha come obiettivo la creazione di una biblioteca che riunisca i testi più rappresentativi sul dialogo tra l’uomo e Dio.

Evangelizzare attraverso la "realtà concreta". Don Sciortino ha collocato questa iniziativa all’interno di vari eventi, l’Anno della fede indetto da Benedetto XVI, la celebrazione dei 50 anni del Concilio Vaticano II, il Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione, e ha notato che in fondo le polemiche di questi giorni hanno dimostrato che il "tema è attuale" e che "c’è una domanda di spiritualità che non sempre viene soddisfatta. Oggi si chiede a preti e frati di parlare di Dio e del paradiso, prima gli si chiedeva di essere più incarnati nella storia", in una riproposizione dello storico dibattito tra "fede incarnata e fede disincarnata". Per don Sciortino occuparsi dei poveri, degli immigrati e degli emarginati "è fare politica nel senso più alto: l’amore per il prossimo, l’attenzione alle ‘beghe quotidiane’, non è un optional, ma fa parte del dna dell’identità cristiana". E dunque anche i mezzi d’informazione d’ispirazione cattolica "non sono libri di catechismo, anche se ci sono pagine e pagine, e anche iniziative editoriali come questa, che parlano di Dio. La nostra missione è evangelizzare con i mass media attraverso la realtà concreta". Il direttore ha ricordato che in effetti, in questa epoca contemporanea, "fede e cultura fanno fatica a incontrarsi" soprattutto in una "società che vuole relegare Dio solo nell’ambito del privato".

"Il Messaggio con il massaggio". Il card. Ravasi ha notato che la categoria della spiritualità è "profondamente ambigua" perché da una parte ci sono tendenze, come la "new age" americana, che tentano di unire, in un certo senso, il "Messaggio con il massaggio", mettendo dentro anche "spiritualità orientali che sono tipiche nel loro ambito", che alla fin fine risultano "inoffensive"; dall’altra parte, c’è la vera spiritualità, per la quale "occorre ritrovare le radici strutturali della vera esperienza religiosa". In questa ricerca il cardinale ha individuato due percorsi: il primo è quello della "teoria dei due livelli". In pratica, dal 1900 in poi, si è teorizzato che ci sono due livelli di conoscenza, entrambi legittimi: il primo è la "via tecnico-scientifica, che descrive i fenomeni e risponde alla domanda: come?"; il secondo, "non conflittuale", è la via "filosofica, teologica, estetica e risponde alla domanda: perché?". Per il card. Ravasi, "questa concezione ha un grande valore, dato che "riconosce la dignità gnoseologica della spiritualità", ma fa sorgere delle obiezioni, perché esistono comunque degli "intrecci" e la "spiritualità non può prescindere dal dialogo con la scienza".

"Incrocio perfetto". Il secondo percorso individuato è, dunque, quello "dell’incontro, dell’incrocio e del dialogo" e "l’incarnazione è l’incrocio perfetto". In questo senso il cristianesimo è forse, secondo il cardinale, "la struttura più autentica di religione perché ha saputo tenere insieme le realtà ‘penultime’ con quelle ‘ultime’". Certo oggi si pone anche un problema di annuncio e linguaggio, perché per esempio, il "concetto di verità è totalmente ‘liquido’, come sostiene il sociologo Bauman, mentre per noi cristiani la verità è oggettiva". In effetti anche in coloro che frequentano regolarmente la Chiesa, immersi come sono in questo tipo di cultura, non c’è più quella "ramificazione profonda del messaggio": "Ma forse – ha aggiunto il cardinale – essere stati tanto tempo a bagno nella superficialità fa guardare adesso a ciò che è oltre".