"CRESCI ITALIA"

Il primato dei giovani

Uno degli impegni fondamentali del decreto del governo Monti

Le singole misure saranno meglio chiare nel dettaglio a un attento esame e ci sarà, comunque, il passaggio parlamentare. Tuttavia, il decreto che è stato annunciato come "cresci Italia" sembra riuscire ad armonizzare la necessità di innovazione, che è urgentissima, con il bisogno di equità e di stabilità sociale che è un bene essenziale, soprattutto in questo periodo di crisi.
In questa direzione, che è quella poi fondamentale, spiccano le misure tese a dimostrare una semplicissima, fondamentale, ma purtroppo dimenticata verità: che i giovani sono una grande risorsa per la società: non devono essere narcotizzati e dunque emarginati, ma invece stimolati a intraprendere.
I giovani, infatti, sono lo specchio della società e l’Italia si deve dare da fare molto (anche) in questo senso. I dati appena pubblicati dall’Istat nel tradizionale Rapporto "Noi Italia" di inizio anno, fotografano ancora una volta un Paese sparpagliato, con indicatori contraddittori, quasi appunto alla ricerca di riferimenti, che invece sembrano, volta per volta, sfuggire.
E allora, oltre le questioni economiche e di bilancio, che sono fondamentali e che Monti sta cercando di gestire al meglio, anche nella necessaria prospettiva europea, bisogna cominciare a riflettere sul problema della rappresentanza. Lo sollecita tra l’altro un movimento che si è dato un nome antico, quello dei forconi in Sicilia. Al di là delle forme e degli esiti segnala un malessere in ordine proprio alla rappresentanza. La decisione della Corte Costituzionale, peraltro largamente attesa e prevedibile, così come le indicazioni del Capo dello Stato, stanno riproponendo la questione dei sistemi elettorali, quasi curiosamente riportando l’orologio addirittura alla fine degli anni Ottanta, quando questo dibattito cominciò ad essere istruito. Tuttavia la questione non è meramente tecnica. Un sistema elettorale in fin dei conti vale l’altro, se c’è sostanza politica e capacità di rappresentanza.
Le misure "cresci Italia" sono necessarie, al di là dei possibili aggiustamenti, sono urgenti. Aprono, però, e reclamano una cornice politica più ampia. Per questo, i partiti innanzitutto, ma anche gli altri grandi soggetti sociali, come i sindacati e le organizzazioni rappresentative, da un lato devono ripensarsi e così ritornare propositivi, per giocare nuove chance, proprio su quel medio periodo che per decenni è stato trascurato, o, peggio, finanziato a debito. Anche a questo serve il governo "tecnico": a dare tempo, anche se il tempo stringe.