MILANO

L’esempio di Nicolò

Mons. De Scalzi ai funerali oggi in duomo: ”un lavoro silenzioso e fedele”

(Milano) – Era gremito il Duomo di Milano questa mattina per dare l’ultimo saluto a Nicolò Savarino, il vigile urbano ucciso il 12 gennaio alla periferia Nord della città, mentre stava svolgendo il suo lavoro di vigile di quartiere. Ucciso barbaramente e con ferocia da un Suv che aveva tentato di fermare per un controllo. Seimila persone in tutto, tanta polizia municipale, gonfaloni da molte parti d’Italia – Biella, Torino e Reggio Emilia – hanno voluto portare il loro omaggio al vigile buono. E poi i familiari di Nicolò, le massime autorità civili della città, tra cui il sindaco Giuliano Pisapia e il prefetto Gian Valerio Lombardi.

Una morte che addolora. "Tutti ci sentiamo feriti, indignati e addolorati da questo gesto criminale che ha spezzato una giovane vita", ha detto nell’omelia dei funerali mons. Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare di Milano. "Pensando a quello che è accaduto, ci siamo chiesti e ci chiediamo: perché? Tutti portiamo in cuore questo struggente bisogno di risposte affidabili su cui fondare – in tanta sofferenza – una speranza che vada oltre la violenza, l’ingiustizia e la morte. Davanti a una vita così tragicamente interrotta, sentiamo che l’umana esistenza, con il suo vano agitarsi, con tutto lo spreco spesso inutile dei suoi riti e delle parole retoriche, fatalmente si scontra con la disperazione e l’assurdo". Mons. De Scalzi ha voluto sottolineare anche quanto sia centrale il tema della sicurezza per la città di Milano, soprattutto nella periferia, come quella dove Savarino ha trovato la morte. "La nostra città – ha chiarito – tante volte ha chiesto sicurezza per i suoi abitanti: è un diritto che va garantito a tutti i cittadini. Chi è responsabile della morte di Nicolò sarà consegnato alla giustizia, ma dovrà rispondere del suo gesto disumano soprattutto davanti alla giustizia divina, severa nella sua richiesta di conversione". Da qui l’appello del vescovo ambrosiano: "Chi lavora per garantire la pace e la sicurezza della nostra città, si deve sentire sorretto da una ‘comune coscienza civica’, che metta sempre al primo posto la dignità di ogni persona umana. Ognuno di noi, nessuno si senta escluso, è chiamato a fare la sua parte: le istituzioni come le singole persone".

L’impegno dei vigili. Per questo De Scalzi ha voluto ricordare l’instancabile e silenzioso lavoro di chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico nella città: "Penso a voi vigili – ha affermato rivolgendosi direttamente a chi esercita questo compito quotidianamente e sedeva questa mattina tra i banchi del Duomo – ma anche a tutti coloro che, in qualche modo, sono colleghi vostri e di Nicolò, perché svolgono una professione che tutela il bene di tutti noi. Il gesto di Nicolò mette davanti ai nostri occhi, in modo evidente, il lavoro silenzioso e fedele di tutti coloro che indossano una divisa per il servizio alla collettività. Nicolò, con dignità, indossava una divisa particolare, quella del vigile di Milano. Non la portava sentendosi sopra gli altri cittadini, ma al servizio di essi: questo ha fatto di lui una persona comune, ma non una persona qualunque. L’ha dimostrato fino in fondo, intervenendo in difesa di chi era in difficoltà, in quella circostanza che poi l’ha portato alla morte. Cari vigili, il vostro è un compito impegnativo, ma se è esercitato con la stessa generosa dedizione di Nicolò, vi fa oggetto di sincera gratitudine e riconoscenza da parte dei cittadini".

Il monito per la città. Un lungo applauso e i fischietti dei vigili hanno accompagnato il feretro di Savarino fuori dal sagrato del Duomo per l’ultimo saluto. Un sacrificio che lascia sgomenti tutti coloro che vivono ogni giorno la difficoltà ordinaria dei quartieri. Di qui l’auspicio, sincero, che questa morte non sia stata vana: "Dobbiamo unire le nostre forze migliori – ha concluso il vescovo De Scalzi – e impegnarci a ridare un’anima ai nostri quartieri, alla città, partendo dal cambiamento di noi stessi e traducendo in impegno quotidiano quella commozione sincera che proviamo pensando a Nicolò e alla sua famiglia".