GIOVANI E RICERCA

Le stelle in aula

Teologia e scienza a scuola: un percorso di aggiornamento culturale

"La scienza senza la religione è zoppa, e la religione senza la scienza è cieca". In questa affermazione di Albert Einstein, richiamata il 20 gennaio dall’astrofisico Roberto Battiston (Infn Università di Perugia) nel corso del convegno "Il dialogo tra teologia e scienza nella scuola d’oggi – Una proposta per un percorso di aggiornamento culturale", promosso a Roma (Camera dei deputati) dalla Facoltà teologica del Triveneto e dal Dipartimento di astronomia dell’Università di Padova, si potrebbe riassumere il senso stesso dell’incontro. Ad inaugurare i lavori don Andrea Toniolo, preside della stessa Facoltà, che ha affermato: "Occorre mettere in dialogo le diverse razionalità: scientifica, etica, antropologica, filosofica e religiosa".

Anche a livello nazionale. Il convegno ha inteso tracciare il bilancio del progetto "Se guardo il cielo…. Per un dialogo tra scienza e teologia oggi", promosso in gennaio e febbraio 2011 dalle due istituzioni padovane con il patrocinio dell’Ufficio scuola della Regione Veneto come ciclo di conferenze di aggiornamento per gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado. Ulteriore obiettivo dell’incontro romano, analizzare la possibilità di estendere l’esperienza patavina a livello nazionale. Per Valentina Aprea, presidente Commissione cultura, "dobbiamo educare al senso religioso i nostri studenti". Di qui l’auspicio che l’esperienza veneta costituisca un "modello da riproporre a livello nazionale", prospettiva cui ha assicurato il proprio appoggio. Sulla stessa linea Carmela Palumbo, direttore generale ministero Istruzione, intesa a "sostenere la prosecuzione della sfida intrapresa".

Educazione scientifica. I giovani hanno diritto ad "una valida ed efficace educazione scientifica". Ne è convinto Michele Pellerey (Pontificia Università Salesiana), secondo il quale "la drammaticità che alcune conquiste scientifiche inducono nelle scelte umane" esige che "i cittadini siano messi in grado non solo di comprendere" ma anche di "giudicare e orientare i poteri pubblici nelle loro decisioni". Ripercorrendo i tentativi dell’uomo di scrutare il cielo – a partire dal 2.500 a.C. con Stonehenge, "primo tentativo ciclopico di costruire un osservatorio astronomico", all’attuale Hubble Ultra Deep Field, il telescopio spaziale più avanzato – Battiston sottolinea che "il 95% di ciò che ci circonda risulta ancora oggi misterioso, ed è proprio dell’uomo continuare a cercare risposte". Dall’astrofisico l’invito a "stupire nel senso buono del termine" i ragazzi con la bellezza delle immagini del cosmo trasmesse dalle stazioni spaziali orbitanti per aiutarli a capire l’affermazione di Einstein.

Quale teologia? Di "esperimento" e "sfida" che "in prospettiva vede la possibilità di istituire un master in scienza e fede" ha parlato Piero Benvenuti, del CdA dell’Agenzia spaziale italiana e docente di astrofisica all’Università di Padova, coinvolto nell’iniziativa che si replicherà quest’anno nei mesi di febbraio e marzo. Ai giovani, prosegue, dobbiamo "comunicare che più indaghiamo più scopriamo cose che non riusciamo a comprendere e che richiederanno tempo e fatica". Per l’astrofisico occorre inoltre recuperare "la capacità di appassionarli alla scienza". Alla scienza e ai giovani deve saper parlare la teologia: ma quale? Non ha dubbi Simone Morandini (Facoltà teologica Triveneto e Fondazione Lanza): "deve essere caratterizzata da un proprio rigore metodologico", capace di "presentarsi come sapere credibile"; "duttile e critica" al tempo stesso, in grado di mostrare "la coerenza delle sue prospettive con il vissuto del mondo", capace di "dialogo con le altre religioni e culture" e attenta al bene comune.

Portale della cosmologia. Nel corso del convegno mons. Melchor Sánchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura; mons. Tomasz Trafny, del medesimo dicastero; e Fabrizio Zucchini (Asi) hanno presentato il progetto di un "Portale universale della cosmologia", nato nell’ambito del Progetto Stoq del dicastero vaticano. Spiegando l’obiettivo di promozione dei rapporti tra scienza a fede del Progetto Stoq di cui è direttore generale, mons. Sanchez ha informato che "proprio ieri (19 gennaio, ndr) il Santo Padre ha concesso la sua approvazione alla Fondazione Stoq creata appositamente in Vaticano per promuovere questo dialogo". Tra le iniziative della Fondazione, che annovera tra i suoi consultori anche l’astrofisico Benvenuti, il Portale. "L’idea di base del progetto, ancora all’inizio e in fase sperimentale, è molto semplice – spiega mons. Trafny -: offrire agli insegnanti di religione e scienze naturali un rigoroso percorso di informazione e riflessione sul concetto di scienza, sulla materia, sull’azione divina sul mondo e sulle domande che da sempre accompagnano l’uomo". Il progetto si avvarrà della collaborazione di astronomi, cosmologi, teologi e filosofi e si articolerà in tre livelli: "uno più divulgativo, uno più articolato, ed uno più specialistico rivolto agli ‘esperti’". Per ora limitato a cosmologia, teologia e filosofia, "è destinato ad un futuro ampliamento anche alla dimensione estetica del creato e alla visione delle altre religioni". Garantito "l’impatto immediato, la facilità di consultazione, la semplicità e chiarezza delle informazioni".