UNITÀ DEI CRISTIANI
Il dialogo e la preghiera di questi giorni come seme di speranza nel mondo
Pregare per l’unità dei cristiani è una necessità e un compito. Siamo tutti consapevoli, infatti, che essa è dono di Dio il quale, solo, può sanare alla radice le nostre ataviche divisioni; e sappiamo anche che pregare diventa già impegnarsi a camminare verso l’unità.
I testi della "Settimana" di quest’anno imperniati attorno alla frase paolina "Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo" sono stati scelti dalle comunità cristiane della Polonia ed è significativo il richiamo alla "vittoria" per una nazione più volte provata da drammi e sconfitte. In Polonia (e in Ucraina) come ci ricorda la stessa introduzione ai testi si svolgerà in questo 2012 il campionato mondiale di calcio, ed è un altro riferimento significativo, a diverso livello, alla dinamica di vittoria-sconfitta. Quando uno vince, qualche altro perde. Eppure la "vittoria di Cristo" che è vittoria contro il male può abbracciare tutti, vincitori e vinti, poiché si pone in una logica differente: non quella del trionfo e del dominio, ma quella dell’umiltà e del servizio.
È questa la vittoria che salva il mondo. È questa la vittoria che può trasformare la nostra storia e la storia delle nostre Chiese fino a condurle a unità: Chiese non in competizione, ma pronte reciprocamente ad accogliere doni le une dalle altre; non in alternativa, ma in cammino sincero verso Cristo, unico "nostro Signore".
Guardando all’esperienza nostra personale e a quella delle nostre Chiese si coglie quale radicale e costante trasformazione sia richiesta. Come l’unità è opera di Dio, ogni divisione è opera dell’uomo, di uomini e donne concreti che non sanno o non vogliono trovare punti d’incontro perché hanno privilegi da difendere o sono troppo orgogliosi per ammettere i propri errori.
Vivere nell’unità intanto almeno tra noi, famiglie, comunità; ma tendenzialmente verso tutti i credenti in Cristo e verso tutti gli uomini significa ricercare sintonie (non vuoto unanimismo) nelle parole, nelle azioni e nelle scelte quotidiane; significa vivere nel servizio reciproco con lo sguardo e il cuore attenti perché nessuno si senta solo o sia privo del necessario; significa seminare speranza là dove non c’è e ispirare fiducia anche a chi è desolato.
Per questo è urgente pregare, anche e soprattutto oggi in cui la preghiera rischia di non essere apprezzata dalla mentalità corrente. La vittoria di Cristo, in realtà, è e sarà la vittoria di tutti dei cristiani, certo; ma, in definitiva, anche di tutti gli uomini sulle forze del peccato e sulle tenebre del male con la potenza dell’amore e con la luce della verità.
(*) direttore "Nuova Scintilla" (Chioggia)