ILVA TARANTO

Appello alla coscienza

La dichiarazione dell’arcivescovo Filippo Santoro dopo il nuovo provvedimento del Tribunale del riesame

Dopo lo spiraglio di speranza dei giorni scorsi la situazione dell’Ilva è tornata ad altissimo livello di preoccupazione per il provvedimento del Tribunale del riesame che ha riaperto la fabbrica ma non ancora ha consentito la produzione. La nuova ordinanza impone di "avviare tutte le misure tecniche per scongiurare situazioni di pericolo". Torna così l’incubo disoccupazione per oltre 11.000 lavoratori. L’arcivescovo Filippo Santoro, che nei giorni scorsi era intervenuto sulle prospettive di ripresa dell’attività produttiva, ha reso noto ieri il suo pensiero sugli sviluppi della situazione.
 
Alla luce di quel che accade in questi giorni in una Taranto che non ha pace, continuo a ribadire la mia vicinanza e il mio impegno in questa situazione di rinnovata incertezza.
Solo pochi giorni fa, volendo condividere il sollievo per non aver chiuso repentinamente gli impianti siderurgici, conservando al contempo i posti di lavoro, ho voluto insistere sul fatto che quella che stiamo vivendo "è una partita ancora aperta e tutta da giocare". Ora ne sono più che mai convinto per la complessità che man mano viene manifestandosi e che richiede sempre sforzi maggiori.
Sono però fortemente persuaso, e mi appello alla coscienza di ciascuno, che l’unica via che ci condurrà fuori dal dedalo delle problematiche è quella del sacrificio di tutti per il bene comune.
È il momento in cui il discernimento e l’azione sono più che mai necessari per rischiarare orizzonti nuovi e inediti. È logico che questo può avvenire quando arretra ogni interesse di parte a favore del bene della città e del futuro dei nostri figli.
È il momento dell’amore per la nostra terra, ma attuato nella verità (caritas in veritate!) perché la verità (quella che è messa a chiare lettere nei provvedimenti della magistratura), è che la salute dei tarantini non deve essere più minacciata. E questo è un aspetto della questione imprescindibile.
Allo stesso tempo sono fiducioso e continuo a pregare lo Spirito Santo perché guidi tutti coloro che hanno responsabilità per tutelare le famiglie dei nostri operai e per evitare quella tanto scongiurata disoccupazione di massa. Alle famiglie degli operai, che vedono a rischio il loro lavoro, rinnovo la mia personale vicinanza in questo momento di incertezza.
Invoco la Madonna della Salute perché vegli su ogni tarantino e dia luce , serenità e conforto a tutti come una mamma che difende il dono della vita, della salute e si preoccupa del lavoro dei suoi figli.
Non siamo soli e il Signore non ci abbandona. Allo stesso tempo deve continuare il grande lavoro comune visto negli ultimi tempi attraverso l’impegno della magistratura, dell’ azienda, della politica, del sindacato, di ogni persona di buona volontà.
“L’ occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore” (Sal 33,18).

Il mio saluto e il mio abbraccio.

Dom Filippo Santoro.