TERREMOTO
Anche in agosto le comunità impegnate nella ripresa e nella ricostruzione
È stata una medaglia olimpica a riaccendere, almeno per un attimo, i riflettori sulle zone colpite dal terremoto. Jessica Rossi, la ventenne di Crevalcore (in provincia di Bologna) che il 4 agosto scorso si è distinta alle Olimpiadi di Londra vincendo l’oro nel tiro a volo, specialità fossa olimpica, e stabilendo un record mondiale con 99 colpi centrati su 100, ieri sera è stata festeggiata dai suoi concittadini e dalle autorità locali nella tensostruttura, ex bocciofila, al campo sportivo del paese. Ricevendo un regalo speciale: la possibilità di rientrare, con la sua famiglia, a casa, dichiarata da poco agibile dopo le scosse di maggio. Sempre a Crevalcore è stata annunciata una partita di calcio, che si terrà venerdì 31 agosto alle 20.30 allo stadio comunale: a scendere in campo, ex calciatori & artisti vs Team Solidarity Ferrari. Il ricavato andrà per la ricostruzione delle scuole.
A Carpi lavori in cattedrale. Ma anche senza il rumore mediatico dei primi tempi l’Emilia e le regioni vicine si stanno impegnando, nei mesi estivi, per ripartire dopo il terremoto: rimboccandosi le maniche e, dopo aver contato i danni, operando per la ricostruzione. Come a Carpi, dove sono iniziate le opere provvisionali di messa in sicurezza della cattedrale. "I lavori informa la diocesi interesseranno la cupola e la facciata, gravemente danneggiate dal sisma, che oggi provocano diverse inagibilità indotte". Martedì 7 agosto è stato allestito il cantiere, poi sarà la volta dei ponteggi; "dopo il 20 agosto prosegue si lavorerà a pieno ritmo con l’obiettivo di rispettare le scadenze temporali fissate dalla diocesi: eliminare entro la fine di settembre i problemi di agibilità nell’area circostante". Pure l’arcidiocesi di Modena-Nonantola sta lavorando al post-sisma e, nei giorni scorsi, ha presentato un bilancio della situazione, con 54 parrocchie danneggiate, oltre 100 edifici della Chiesa modenese colpiti, come pure 59 chiese e 33 campanili; l’ammontare dei danni è stimato in oltre 300 milioni di euro.
Ascolto e sostegno. In primo piano l’impegno della Caritas, a livello parrocchiale, diocesano, come pure attraverso i gemellaggi che coinvolgono tutt’Italia. "Il lavoro di queste settimane ha ricordato Giuseppina Caselli, direttore della Caritas modenese è stato di ascolto, affiancamento e sostegno, nello stile della sussidiarietà. La costruzione, grazie a Caritas italiana, dei centri di comunità in 7 parrocchie tra le più colpite permetterà di realizzare quanto prima l’obiettivo di dare uno spazio accogliente per incontri e celebrazioni". Il "Tavolo dell’animazione" modenese, che unisce realtà diverse, sta lavorando a pieno ritmo per garantire un’attività a fianco di bambini e ragazzi fino al loro ritorno a scuola, attraverso "centri estivi in 11 località, come sostegno alle famiglie". Dalla seconda metà di agosto scarseggiano, però, i volontari, e per questo lancia un appello "ai gruppi parrocchiali della diocesi che ne hanno la possibilità", cercando "gruppi tra le 5 e le 12 persone, disponibili a svolgere una settimana di servizio presso uno dei centri estivi attivati nell’ambito del progetto ‘Estate insieme’, in particolare presso le comunità di Cavezzo, Mirandola, San Prospero".
Gemellaggi dalla Lombardia e dalla Toscana. Tra i gemellaggi in corso, quello della diocesi di Crema con le comunità di Serravalle Po e Libiola, piccoli centri della bassa Val Padana. Nella chiesa di Libiola "è venuta giù parte della volta, ma per fortuna il vecchio campanile ha retto e la canonica è ben salda", spiega il parroco don Eugenio Ferrari chiedendo, in prospettiva per l’inverno, "una struttura provvisoria, utile anche per i momenti aggregativi". La risposta è venuta dalla Caritas di Mantova, che fornirà una tensostruttura, mentre Crema è intenzionata a farsi carico delle spese vive di luce e gas come "primo gesto concreto". Alle diocesi toscane sono state invece affidate le parrocchie di Concordia, San Possidonio, Fossa e Vallalta, tutte nella diocesi di Carpi. "Abbiamo sì visto una Chiesa terremotata nelle strutture di pietra annota Idalia Venco, direttore della Caritas di Prato , ma viva nella sua realtà di comunità ecclesiale. Quale stupore e canto di lode a Dio vedere parroci anziani poveri di ogni struttura, ma ricchi di amore per il Signore e la sua Chiesa. Non abbattuti e lamentosi, ma grati al Padrone della messe per averli resi così vicini al loro gregge, privati di ogni sicurezza umana come tutti; non seduti e stanchi a piangere su quello che non c’è più, ma pronti a ripartire con gli appuntamenti estivi già fissati per ragazzi e giovani, pronti alla celebrazione delle feste liturgiche come sempre, pronti a vedere nel distruttivo evento terremoto anche un’occasione di grazia per il rinnovamento della comunità ecclesiale. Questi sono i testimoni di cui abbiamo bisogno per un rinnovamento spirituale".