TERREMOTO
Le iniziative di solidarietà di diocesi e associazioni
Raccolte fondi, gemellaggi, acquisto dei prodotti alimentari locali e, in particolare, del Parmigiano reggiano. Queste alcune delle iniziative che le diocesi italiane hanno messo in campo per sostenere le zone colpite dal terremoto: l’Emilia soprattutto, ma anche la "bassa" lombarda e il Polesine, in Veneto. Colletta e raccolte fondi. Buona, generalmente, la risposta alla colletta nazionale indetta dalla Cei, anche se non è ancora possibile quantificare l’importo complessivamente ricavato. Nella diocesi di Vicenza sono stati raccolti quasi 230 mila euro, consegnati dalle parrocchie alla Caritas diocesana; circa 68.500 euro ad Aosta, 50 mila a Savona-Noli, 8 mila ad Acireale (ma diverse parrocchie, annotano in diocesi, hanno versato i loro contributi direttamente sul conto corrente di Caritas italiana), 200 mila a Trento, 45 mila a Udine (però "parecchi parroci non hanno ancora effettuato il versamento, per cui è ipotizzabile che la cifra possa salire ancora sensibilmente"), 73 mila a Cesena-Sarsina, 13.500 a Mazara del Vallo, 11.500 ad Agrigento (più altri 5 mila euro messi a disposizione direttamente dalla Caritas diocesana), 10 mila a Isernia-Venafro, 28.250 a Napoli, 53.500 a Pisa, 23.500 a Livorno, 248 mila euro a Roma. "È un forte segno di speranza ha commentato, uno tra tutti, il vescovo di Vicenza, mons. Beniamino Pizziol vedere come anche in tempi di crisi e difficoltà economiche generalizzate non venga meno quel senso profondo di solidarietà che caratterizza la nostra gente". A questi importi vanno poi aggiunte le somme raccolte con specifiche iniziative di solidarietà, oppure in occasioni particolari, come i 10 mila euro di quanti hanno partecipato, il 9 e 10 giugno, al pellegrinaggio Macerata-Loreto. "Dalle parrocchie sta arrivando un contributo importante", rileva Mara Tanjol, responsabile per le emergenze e sostegni a distanza della Caritas di Concordia-Pordenone. I bonifici vengono accreditati giorno dopo giorno e non ci sono ancora cifre attendibili, ma oltre a privati e associazioni "significativa è la presenza di molti contributi arrivati dalle scuole della diocesi", mentre "tante persone e circoli osserva Tanjol si sono poi mobilitati per una raccolta di materiale che va dal cibo alle coperte e vestiti".
L’acquisto del Parmigiano. Per sostenere l’economia e la ripresa del lavoro un contributo viene pure dall’acquisto dei prodotti locali. Il formaggio Parmigiano reggiano (e pure il suo omologo Grana padano) è assurto a simbolo in tal senso: forme più o meno stagionate a terra nei magazzini ma assolutamente commestibili, in un primo tempo preda di sciacalli che proponevano acquisti "in blocco" per pochi euro, sono state messe in commercio e acquistate in grandi quantità dagli italiani, consapevoli che oltre a procurarsi un prodotto di qualità contribuiscono a dare un sollievo economico ai venditori e pure a risolvere problemi di stoccaggio non di poco conto con i capannoni inagibili. Un mercato di "Campagna amica" della Coldiretti, il 12 luglio, ha messo in vendita a Bologna "dal Parmigiano al miele, dai latticini ai meloni fino ai fiori, ai salumi tipici e al Lambrusco", facendo registrare il tutto esaurito, "incoraggiamento importante sul piano umano ed economico ha sottolineato Coldiretti per gli agricoltori che si sono rimboccati le maniche per ripartire con il proprio lavoro, in grado di avere anche un impatto positivo sul piano sociale ed ambientale per il territorio colpito". Analoga iniziativa, tenutasi a Pesaro e Fano, ha permesso di vendere in un’ora 15 quintali di formaggio provenienti dal caseificio "Begozzo" di Gonzaga (Mantova).
Un’opportunità per "rialzarsi con il proprio lavoro". Così pure le Acli provinciali di Rovigo nel corso di un viaggio nel modenese, fra le popolazioni colpite dal sisma, per consegnare ai responsabili locali quanto raccolto dalle Acli polesane nelle prime settimane di giugno hanno fatto sosta presso due aziende agricole. La prima, "La Cappelletta", spiegano alle Acli, "ci aveva contattati con una mail commovente nella quale ci pregava non di darle una mano, ma di darle l’opportunità di rialzarsi con il proprio lavoro, acquistando il formaggio che era stato danneggiato nel magazzino di stagionatura". La seconda, "Caseificio Azienda Caretti" di San Giovanni in Persiceto, "ci ha contattati tramite una volontaria polesana in servizio in zona". Fra queste due aziende, la delegazione ha acquistato circa 300 chili di formaggio rispondendo alla richiesta di un gruppo di soci. Da segnalare pure l’impegno di singole parrocchie, come quella di Gradisca d’Isonzo, nella diocesi di Gorizia, nel rispondere all’appello per l’acquisto del Parmigiano. "Abbiamo proposto l’iniziativa ai parrocchiani racconta il parroco, don Maurizio Qualizza pensando di poter fare qualcosa di concreto e immediato; la risposta è stata grande e si è allargata a macchia d’olio, ordinando un quantitativo di 850 chilogrammi di formaggio". All’iniziativa hanno aderito circa 140 tra famiglie e privati residenti su tutto il territorio isontino.
(1 – continua)