BAMBINI IN ITALIA
Il 5° Rapporto del Gruppo Crc formato da 85 associazioni
Aumento di povertà, dispersione scolastica, lavoro minorile ed esclusione sociale. Sono i drammatici effetti della crisi e del progressivo calo di risorse destinate alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza: un mix che in Italia sta compromettendo i diritti di molti bambini. A lanciare l’allarme è il quinto Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, presentato oggi a Roma dal Gruppo di lavoro Crc (Convention on the rights of the child). Pur sottolineando la carenza di un sistema di raccolta dati rappresentativi e uniformi tra le varie regioni, il Gruppo, che riunisce 85 associazioni e organizzazioni del settore, pubblica annualmente rapporti sulla condizione infantile nel nostro Paese, ne valuta le criticità e formula raccomandazioni alle istituzioni competenti.
Povertà e lavoro minorile. Dai dati dal Rapporto 2012 emerge che l’Italia si colloca ai primi posti in Europa per abbandono scolastico e incremento della povertà. Sono infatti 1.876.000 in minori in condizioni di povertà – di cui 1.227.000 al Sud. Tra essi 359 mila bambini vivono in condizioni di povertà assoluta, cioè privi dei "beni essenziali per il conseguimento di standard di vita accettabili". In questa cornice, i più esposti alla piaga del lavoro minorile sono "maschi in età compresa tra gli 11 ed i 14 anni, di nazionalità straniera, che risiedono in territori ad alto tasso di disoccupazione". Al riguardo il Gruppo Crc chiede al Governo di approvare un Piano straordinario nazionale di contrasto alla povertà minorile, di implementare un sistema statistico del lavoro minorile a livello nazionale e locale e di valutare l’impatto che le politiche economiche e le riforme legislative hanno sui più giovani. Sul fronte della dispersione scolastica, il Gruppo raccomanda al ministero dell’Istruzione di implementare il sistema informatico relativo all’anagrafe nazionale degli studenti e di finanziare progetti di sostegno e incentivazione allo studio. Il Rapporto esprime inoltre forte preoccupazione per la cancellazione del Fondo nazionale straordinario per i servizi socio-educativi per la prima infanzia e per la mancata previsione delle allocazioni delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali.
Minori stranieri. Al 31 dicembre 2011 sono 7.750 i minori stranieri non accompagnati in Italia, di cui 1.791 "irreperibili". Oltre alla "mancanza di un sistema nazionale di accoglienza", il Rapporto segnala alcuni casi in cui i minori sono stati accolti in modo "inadeguato", hanno vissuto "in condizioni di promiscuità con gli adulti, privati di adeguate cure e della libertà personale". Particolarmente allarmante la condizione dei minori stranieri di origine rom o provenienti dal Nord Africa. Il Gruppo raccomanda il riconoscimento della cittadinanza per i bimbi nati in Italia da genitori immigrati e una riforma della Legge 91/1992 per agevolarne l’acquisizione.
Violenza e abusi online. Riguardo alla violenza sui minori e agli abusi su Internet, il Rapporto sottolinea come in Italia tali fenomeni continuino ad essere "drammaticamente" gravi ed estesi. Sul primo punto il Gruppo chiede tra l’altro alle istituzioni di "varare un sistema informativo nazionale di monitoraggio dei maltrattamenti". L’armonizzazione delle leggi tra i Paesi e la cooperazione reciproca sono "fondamentali per interventi di contrasto efficaci", ma il disegno di legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote del Consiglio d’Europa (2007 – primo strumento internazionale che prevede che gli abusi sessuali contro i bambini siano considerati reati) è ancora in discussione in Parlamento. Per le vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale il Rapporto chiede, all’interno dei programmi di protezione speciale, azioni specifiche.
Minori e giustizia. Al 30 giugno 2011, si legge ancora nella ricerca, "su un totale di 503 minori detenuti, 212 avevano ottenuto una condanna definitiva, 9 erano ricorrenti, 27 appellanti e 255 in attesa di primo giudizio". Insufficienti "rispetto alle reali necessità" le "comunità per minori". Alcune categorie, inoltre, sono discriminate: "i minori migranti, i rom e i sinti, gli italiani provenienti dalle regioni del Sud Italia". "A tutt’oggi segnala ancora il Rapporto non è stata ancora approvata una legge di ordinamento penitenziario minorile, benché sollecitata dal Comitato Onu, dal Consiglio d’Europa e dalla Corte costituzionale italiana". Di qui le raccomandazioni ad adottare "senza ingiustificate proroghe" il ddl in materia, a destinare al settore "risorse umane, tecniche e finanziarie adeguate", e ad "istituire un sistema di monitoraggio indipendente".
Minori e salute. Il Gruppo Crc raccomanda inoltre al ministero della Salute di recepire quanto gli operatori di settore ed i tecnici delle Regioni propongono: prevedere l’iscrizione obbligatoria al Ssn, o almeno garantire il pediatra di libera scelta e il medico di medicina generale, a tutti i minori stranieri presenti sul territorio nazionale, a prescindere dalla loro condizione giuridica. Il Gruppo chiede infine che il Parlamento ratifichi al più presto il nuovo Protocollo opzionale alla Convenzione Onu, che prevede la possibilità per i minori di denunciare al Comitato Onu fenomeni di abuso o violazione di propri diritti.