I GIOVANI DI BRINDISI

Ecco la speranza

Ieri sera la marcia promossa con le parrocchie

La speranza dei giovani di Brindisi non è morta. Tutt’altro. Lo dimostrano le decine di iniziative, più o meno spontanee, che quasi quotidianamente vengono vissute in città per ricordare la giovane vittima Melissa Bassi e le altre cinque studentesse dell’Istituto “Morvillo-Falcone” coinvolte, loro malgrado, nell’attentato del 19 maggio scorso.
Tra gli eventi degli ultimi giorni, degno di nota è quello voluto e organizzato dai giovani delle parrocchie di Brindisi che ieri sera si sono dati appuntamento davanti alla scuola, luogo della tragedia, per gridare all’unisono che chi ha messo quelle bombe, seminando terrore, morte e distruzione, non è riuscito, però, a uccidere la speranza. Perché – come hanno più volte ripetuto i giovani intervenuti – “la speranza siamo noi, chiamati a farci coraggio l’un l’altro, senza avere paura”.
Molto toccante è stata la testimonianza, tra le tante che si sono succedute, di alcuni rappresentanti degli studenti dell’Istituto, i quali hanno ringraziato i giovani delle parrocchie brindisine per aver organizzato un momento di riflessione, invitando tutti “a rimanere sempre uniti per superare questo momento di dolore, proprio come avviene in una famiglia”. Con un accorato appello finale rivolto ai giornalisti e agli operatori dell’informazione che, in questi giorni, assediano luoghi e persone legate alla vicenda: “Abbiamo bisogno di pace e di tranquillità, per cui non fateci più domande, perché non sappiamo cosa rispondervi, per spiegare cose del genere non ci sono parole”. I giovani compagni di scuola di Melissa, infine, hanno voluto ringraziare l’arcivescovo per la sua presenza e le sue parole in queste giornate così difficili, ma hanno anche manifestato al pastore della Chiesa brindisina tutta la loro difficoltà e il loro disagio a perdonare gli assassini di Melissa.
Il momento di riflessione è stato aperto da don Angelo Amico, giovane sacerdote impegnato in una parrocchia di periferia di Brindisi, referente cittadino per la pastorale giovanile, il quale ha spiegato il senso del convenire come “un desiderio dei giovani brindisini di vivere un momento associativo pubblico nel segno della fede”. E i ragazzi hanno risposto in massa – un migliaio le presenze registrate – indossando magliette bianche e portando fiaccole accese e striscioni con messaggi di vita e di speranza. E sul significato di speranza si è concentrato l’intervento-testimonianza di don Raffaele Bruno, sacerdote della vicina diocesi di Lecce, impegnato al fianco di don Luigi Ciotti nell’associazione “Libera”, cappellano presso il carcere del capoluogo salentino.
“Nonostante le tenebre che sembrano avvolgere i nostri cuori, il sole tornerà a splendere presto”, ha detto ai giovani il sacerdote, “perché la morte di Melissa deve ricordare a ciascuno quale meraviglioso dono è la vita”. Richiamando il brano evangelico nel quale i discepoli chiedono a Gesù “dove troveremo il pane per sfamare tanta gente?”, don Bruno ha invitato i ragazzi a cercare la speranza insieme agli altri. “Il nostro deve essere un alfabeto del “noi”, ha detto ancora don Raffaele Bruno, da contrapporre all’alfabeto dell'”io” fatto di indifferenza, egoismo, regolamenti di conti, distruzione, morte…”. “La nostra – ha ammonito il sacerdote – non può essere la grammatica dell”io’ tanto cara ai mafiosi che in questi giorni, promettendo di risolvere a modo loro la faccenda, si stanno facendo avanti per aprirci strade di speranza”. Rivolgendosi loro ha detto: “Non abbiamo bisogno del vostro ‘ci penso io’, non vogliamo il vostro aiuto nel cercare la speranza”.
Infine, richiamando il significato della manifestazione, don Raffaele Bruno ha consegnato ai giovani un impegno: “Melissa in un compito in classe aveva scritto che “l’uomo è l’unico essere vivente capace di riflettere su se stesso”. Ecco, riflettere su se stessi significa che abbiamo bisogno gli uni degli altri”. E ha concluso: “A chi, in questi giorni, mi chiede come far sì che Melissa non sia morta invano, rispondo che è necessario stare insieme condividendo la fatica, ma anche la gioia del vivere quotidiano”.
La manifestazione è proseguita con la lettura di pensieri e poesie in memoria di Melissa e si è conclusa con la preghiera del Padre Nostro, recitata all’unisono da centinaia di voci nel luogo dove l’odore acre della morte è stato già spazzato via dal profumo dolce della Speranza.

(*) responsabile dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Brindisi-Ostuni