CARD. ANGELO BAGNASCO
Conferenza finale dell’assemblea Cei
In politica "siamo in mezzo a un guado", perciò "tutti dobbiamo chiederci seriamente se vogliamo andare avanti o andare indietro, perché i sacrifici ormai sono innescati, e devono avere dei risultati, portare dei frutti". Lo ha detto oggi il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti, durante la conferenza stampa conclusiva della 64ª assemblea generale dei vescovi (Vaticano, 21-25 maggio). A una domanda sull’emergenza lavoro, uno dei temi centrali della sua prolusione, il presidente dei vescovi ha osservato che "è stato messo in pista un cammino, sul piano politico, che dice di affrontare la situazione veramente grave non solo del Paese, ma di tutto l’Occidente, con le misure che tutti conosciamo". Adesso "bisogna che chi ha responsabilità nazionali a qualunque livello, non solo politico, ma economico, finanziario, e tutti noi nella vita quotidiana decida delle proprie azioni, in ordine al superamento il più tempestivo possibile di una situazione che pesa sulla gente". In particolare, per il cardinale, ci vuole "attenzione a non perdere il patrimonio industriale, ma semmai a potenziarlo; a non lasciarsi guidare prevalentemente dalla necessità di onorare i debiti, ma anche dalla necessità di avere una prospettiva industriale perché il Paese possa continuare e migliorare in questa prospettiva", partendo dalla consapevolezza che non c’è crescita, non c’è sviluppo, senza tecnologia o ricerca". "È fondamentale mantenere il lavoro, non perderlo ha ribadito il presidente della Cei ma credo che non si riesca a farlo senza intervenire sulla crescita, sulla ricerca, sull’innovazione". "Tra finanza e impresa ha affermato ancora ci deve essere un rapporto virtuoso, complementare, di reciproco sostegno, per un obiettivo, quello della crescita nello sviluppo, che è ormai l’obiettivo dell’intera Europa".
Equilibrio e trasparenza. "La finanza è un elemento del vivere sociale, ma deve rapportarsi in modo equilibrato all’economia in generale, e all’industria in particolare". Il card. Bagnasco è partito dai concetti di base della dottrina sociale della Chiesa, per rispondere alla domanda di un giornalista sulle questioni finanziarie, e sulla notizia delle dimissioni del presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, in merito alla quale il presidente della Cei ha risposto: "Ho appreso oggi la notizia dai giornali, non posso andare oltre". La finanza, ha precisato il cardinale, "deve rapportarsi nell’equilibrio" all’interno del quadro più generale del mondo economico, "altrimenti nascono mostri, sia sul versante personale, sia nell’ambito sociale, in ordine a quella sintesi che chiamiamo bene comune e che è lo scopo della giustizia, e quindi della società". "La finanza, l’economica, la politica, le industrie ha ricordato il card. Bagnasco hanno un criterio unificante e normativo che è la persona: quando si dimentica che tutto deve essere in funzione dei benefici, della positività della persona, la persona diventa uno strumento e non un fine, anche nella finanza e nell’economia, e così vediamo i disastri". Altra esigenza da salvaguardare, in ambito finanziario, è la "trasparenza", che va perseguita da "tutti gli attori in gioco, ai diversi livelli".
Appello alla partecipazione. "Non ci si può mai ritirare nel privato. Può essere difficile o impegnativo, ma fa parte della missione del credente, che quanto più cresce tanto più deve partecipare alla vita pubblica, ognuno secondo le proprie responsabilità". È l’appello alla partecipazione alla vita sociale e politica, rivolto dal card. Bagnasco ai laici cattolici, in risposta alla domanda di un giornalista sul cosiddetto "Todi due", in programma in autunno e al quale il presidente della Cei ha dichiarato di non sapere ancora se interverrà o meno. Al di là della sua partecipazione all’incontro, il card. Bagnasco ha fatto notare che "c’è bisogno di una presenza sempre maggiore, convinta, argomentata dei cattolici alla vita e alla costruzione del Paese per il bene comune". Da qui l’incoraggiamento "a partecipare alla vita sociale", affinché "i cattolici che hanno consapevolezza della propria fede, della propria coscienza cristiana, cattolica, si pongano nel meccanismo della democrazia e decidano, valutino in merito alle circostanze", formulando quel "giudizio di merito, di circostanze storiche che è peculiarmente affidato ai laici".
La "regola aurea". "Non vedere solo il male dimenticando il bene". È questa la "regola aurea" che "vale per tutti noi, nei rapporti personali, nella famiglia, nel lavoro, tanto più avendo responsabilità più ampie". Così il card. Bagnasco ha risposto a una domanda sul "clima di tensione" nel Collegio cardinalizio, secondo alcuni organi di stampa emerso anche nel recente pranzo del Papa con i cardinali, a cui il card. Bagnasco non era presente "perché impegnato nei lavori dell’assemblea", ha precisato. "Mi ha commosso ha detto questa semplicità profonda, tipica del nostro Papa, che in quell’occasione ha detto: ‘È bello avere dei buoni amici’". "Certamente il male, il peccato originale è presente in tutti ha commentato il presidente della Cei è il Papa stesso che ce lo ha detto tante volte in questi anni, mettendo in guardia dal peccato, che è realtà molto concreta che tocca tutti gli uomini, credenti e non credenti, ecclesiastici o laici". Il Papa "continua a ricordarci che siamo tutti in stato di conversione, e cioè che ci vuole un cambiamento di mentalità per poter cambiare la prassi, perché il peccato è sempre sinonimo di divisione". "Non si tratta di occultare la realtà, nel bene o nel male ha precisato il card. Bagnasco ma anche di non eccedere, enfatizzare, e vedere solo il male dimenticando il bene".
Un sistema di libertà. Come "sistema", l’otto per mille "tiene bene". Lo dimostra il fatto che, stando agli ultimi dati, "c’è stato un aumento delle firme a favore della Chiesa cattolica ed è aumentata anche la cifra finale, a fronte di un aumento anche delle firme a favore dello Stato". A renderlo noto è stato il card. Bagnasco, segnalando ai giornalisti che la rendicontazione dell’otto per mille è consultabile sul relativo sito (www.8xmille.it). "Il sistema dell’otto per mille ha commentato il card. Bagnasco tiene perché risponde al criterio di libertà fiscale", in base al quale "i cittadini sono liberi di affidare una parte delle loro risorse dovute a uno dei soggetti previsti". Il fatto che, oltre alle firme per la Chiesa cattolica, siano aumentate anche quelle per lo Stato, secondo il presidente della Cei dimostra che "persone che prima non firmavano per nessuno, adesso hanno firmato per lo Stato". Nella ripartizione dei fondi dell’otto per mille, la Cei ha informato il presidente ha aumentato di 20 milioni di euro la voce della carità: "Sono stati tutti dati alle diocesi, che sono i soggetti più vicini al territorio e in grado di rispondere in modo più diretto e concreto ai bisogni della gente".