CRISI E ITALIA

Il tono che serve

Gli incoraggiamenti del Papa e di Napolitano

Suggestivo, il concerto offerto dal Capo dello Stato al Papa per festeggiare l’anniversario dell’inizio del pontificato. É stata una bella occasione di festa. Per ribadire il legame speciale tra il Papa e l’Italia e per incoraggiare il Paese "in questo momento arduo e impegnativo". Ma anche per riflettere su come superarlo.
In questo senso, avrà aiutato il registro musicale impeccabile del maestro Muti e il binomio Vivaldi e Verdi, applicato alla musica sacra, si respirava un’atmosfera di fiducioso impegno.
Che è appunto il tono che serve, prima ancora delle decisioni tecniche e delle alchimie politiche: un Paese supera i momenti di crisi se si respira e si lavora in un clima operoso.
Da questo punto di vista è opportuno sottolineare alcuni passaggi del breve discorso del presidente Napolitano, che ha ricordato come la crisi morda proprio sul benessere e ha sottolineato la dimensione etica e culturale di una crisi che va superata guardando a nuovi parametri di benessere sociale e civile da perseguire".
La crisi morde di più proprio se la società è "liquida", fatta di tanti soggetti frammentati che inseguono un utile a breve e non perseguono la strada più ardua dell’investimento sociale.
Si parla tanto di coesione sociale, a proposito dei problemi del lavoro e del welfare, giustamente. Ma è evidente che la coesione non si crea con le provvidenze, aiuta a metterle a frutto, ma richiama un orizzonte, un quadro appunto morale e culturale.
Questo piano rischia di rimanere in ombra, stretto tra le urgenze economiche e i vecchi riflessi di una cultura radicale ed edonistica. Né si può pensare di cavarsela declamando valori e principi. Questi devono diventare realtà, si devono calare nella vita concreta delle nostre città, delle tante Italie alle prese con le tante sfaccettature di un passaggio storico di ristrutturazione profonda. E qui giustamente, si spende, si esercita la presenza della Chiesa e dei cattolici.
E non basta.
L’Italia è in Europa, è in un Mediterraneo che nuovamente si infiamma nella polveriera siriana, ove ancora una volta la religione diventa strumento di lotta politica e i cristiani rischiano di pagar prezzi altissimi: due temi che sono stati evocati nel breve colloquio tra Benedetto XVI e Giorgio Napolitano. Riscontrando ampia convergenza di vedute e dunque l’impegno a lavorare, tanto, tutti.