ODOARDO FOCHERINI

Ha preso sul serio la fede

Ieri a Carpi la messa nell’anniversario della morte a Hersbruck e a pochi mesi dalla beatificazione

Migliore occasione per vivere con intensità e profondità l’Anno della Fede la diocesi di Carpi non poteva attendere. La beatificazione di Odoardo Focherini è un dono di inestimabile valore per la Chiesa, perché viene riconosciuto in lui un testimone che "ha preso sul serio la fede: ciò significa che egli l’ha accolta come unica norma di vita e di condotta, ritraendone una grande serenità ed una profonda gioia spirituale". Con queste parole il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, ha ricordato il Venerabile Servo di Dio Odoardo Focherini nel corso della messa celebrata ieri a Carpi, nell’anniversario della morte, a cui ha fatto seguito una fiaccolata per le vie del centro storico di Carpi fino alla casa natale di Focherini. Centinaia i fedeli accorsi per partecipare a questo evento prima tappa del percorso di avvicinamento alla solenne beatificazione che avverrà a Carpi il 15 giugno 2013. A testimoniare l’importanza del momento anche la presenza dei vescovi monsignor Bassano Staffieri, emerito di La Spezia, Sarzana e Brugnato, e monsignor Elio Tinti, emerito di Carpi, e che hanno avviato e sostenuto tutte le tappe del processo di beatificazione prima in diocesi e poi presso la Congregazione per le Cause dei Santi. Oltre ai familiari numerose la autorità intervenute in rappresentanza delle istituzioni locali e dei comuni del Trentino di cui la famiglia Focherini è originaria.
La morte di Focherini avvenne nel campo di concentramento di Hersbruck, uno dei sottocampi Flossenburg in Germania, nel 1944, a seguito di una setticemia. L’arresto prima e la prigionia poi furono causati dall’impegno di Focherini, marito e padre di sette figli, dirigente dell’Azione Cattolica, giornalista e amministratore dell’Avvenire d’Italia, per mettere in salvo centinaia di ebrei perseguitati dalle leggi razziali. Quest’anno il ricordo dell’anniversario della morte di Focherini apre di fatto il programma delle celebrazioni che la Diocesi di Carpi e altre istituzioni stanno organizzando in preparazione alla solenne beatificazione che avverrà il 15 giugno 2013 dopo la pubblicazione del decreto del Papa che nel maggio scorso ne ha riconosciuto il martirio "in odio alla fede". Sempre nel corso dell’omelia monsignor Cavina ha esortato ad assumere Odoardo Focherini come esempio di vita cristiana soprattutto in questo Anno della Fede: "Egli è un esempio raggiante di come in un cristiano – consacrato al Signore mediante i sacramenti del Battesimo, della Cresima e del Matrimonio, e che partecipa quotidianamente all’Eucarestia – Cristo possa divenire la forza ispiratrice, fattiva ed operante della sua vita coniugale, professionale, culturale, religiosa e civile". Toccante il passaggio in cui monsignor Cavina ha ripreso il brevissimo testamento, raccolto da alcuni testimoni nell’infermeria del campo di concentramento, segno di una fede vissuta eroicamente fino all’ultimo istante: "I miei sette figli… vorrei vederli prima di morire… tuttavia, accetta, o Signore, anche questo sacrificio e custodiscili tu, insieme a mia moglie, ai miei genitori, a tutti i mie cari… Dichiaro di morire nella più pura fede cattolica apostolica romana e nella piena sottomissione alla volontà di Dio, offrendo la mia vita in olocausto per la mia Diocesi, per l’Azione Cattolica, per il Papa e per il ritorno della pace nel mondo". In queste parole c’è tutto lo spessore di un credente autentico per il quale "il sacrificio della sua stessa vita – ha concluso monsignor Cavina – non è stato un atto di eroismo o di fanatismo religioso, ma la ‘naturale’ risposta all’amore del Signore che ci ama come Lui solo sa amare".

Direttore di "Notizie" settimanale della diocesi di Carpi – www.carpi.chiesacattolica.it