MONS. MARIANO CROCIATA

Bisogno di paternità

Famiglia: il segretario generale della Cei a Caltagirone

Mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, è intervenuto stasera sul tema della paternità, in occasione dell’incontro diocesano delle famiglie, promosso, presso la parrocchia Madonna della Via, dall’Ufficio per la pastorale familiare della diocesi di Caltagirone per la festa della S. Famiglia.

Figura necessaria. "Di paternità oggi c’è estremo bisogno – ha detto mons. Mariano Crociata -, ma non è facile trovare padri. Non tanto per la riduzione che il calo demografico denuncia, da alcuni decenni inesorabile, collocando l’Italia tra i Paesi senza ricambio generazionale o al di sotto del livello di sostituzione, quanto piuttosto per la cultura diffusa, per lo stile di vita, per i cambiamenti intervenuti nella concezione dell’uomo e nella sua esistenza". In realtà, ha sottolineato il segretario generale della Cei, "il bisogno di paternità risulta particolarmente evidente nell’ambito educativo". E in tale prospettiva si vede subito come "non sia possibile pensare l’educazione cristiana separatamente dalla più generale educazione umana, e come la questione del padre non tocchi solamente la famiglia, ma anche la società intera e la vita della Chiesa". Per il presule, "c’è un paradosso": mentre infatti "la rivolta contro il padre ha raggiunto la sua massima espressione nella condanna senza appello dei totalitarismi del Novecento" e "nella contestazione del ’68 del secolo scorso", "comincia a farsi strada la deplorazione per una ‘società senza padri’ e l’esigenza di un ‘ritorno del padre’". L’assenza della figura paterna, simultanea all’indebolimento della famiglia, è "da alcuni salutata come una conquista quando è, invece, una sconfitta. È una illusione che possa nascere una società fraterna, che possano esserci dei fratelli, senza un padre. Poiché solo un padre può ‘porre e riconoscere dei limiti, delle norme che, come segnali stradali, accompagnano e orientano il cammino’. Quando mancano norme e limiti non c’è più società; fuori della famiglia c’è solo il branco".

Il futuro che si schiude. "In presenza di una esperienza positiva del padre naturale – ha sostenuto il segretario della Cei -, diventa più facile scoprire in Dio il significato del suo essere creatore, il sentimento della sua compagnia e vicinanza, del non essere soli ma conosciuti, dell’affondare le proprie radici in una compagnia originaria forte, della presenza rassicurante di Dio e, grazie a lui, dell’affidabilità della realtà". Rientra "in questa esperienza affidabile della realtà e di Dio, a partire dalla presenza positiva del padre naturale, il superamento dei condizionamenti biografici e la possibilità della libertà. Con la libertà è il futuro che si schiude, così che colui che entra nella vita non rimane a guardare indietro, al passato, ma si sente chiamato ad abitare e trasformare il mondo. Il padre è colui che presiede al viaggio della vita, che spinge a muoversi e ad andare".

Vocazione alla paternità. "Senza padre e senza famiglia – ha dichiarato mons. Crociata – non c’è futuro per l’essere umano, non solo per la fede e per i credenti". Sul piano sociale, "non bisogna rassegnarsi alla cultura dominante, segnata soprattutto dall’assolutizzazione del consumo e degli oggetti, dell’individuo e dei suoi diritti sganciati da ogni relazione interpersonale e sociale, privi di riferimento al bisogno dell’altro e alla responsabilità nei confronti del bene di tutti e di ciascuno. Attrezzati da una dottrina sociale che traduce la visione credente dell’uomo e della collettività, siamo chiamati a generare cultura e animare pensiero fecondo sulla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, sulla responsabilità educativa". Accanto a quest’opera di tipo culturale, "è possibile e insieme necessario promuovere quelle alleanze educative indicate come compito specifico di questi anni e per il futuro dagli Orientamenti pastorali dei vescovi". Ci sono "forze e istituzioni che attendono di poter condividere iniziative e progetti, poiché il bene educativo è cercato e apprezzato ben oltre i confini ecclesiali". Sul piano ecclesiale, "innanzitutto è necessario continuare a investire risorse e persone negli spazi già impegnati nell’opera educativa, dall’iniziazione cristiana alla pastorale giovanile a quella pre-matrimoniale e familiare, alla catechesi degli adulti e alla formazione teologica, alle molteplici attività legate alle finalità pastorali della presenza e della vita della Chiesa". Sul piano personale, "bisogna che noi adulti ricominciamo dal risvegliare il nostro personale senso di responsabilità, là dove siamo collocati, ben sapendo che ci sono situazioni e relazioni che hanno comunque una portata educativa nei confronti delle nuove generazioni". A questo scopo, "bisogna verificare con coscienza veritiera il proprio grado di maturità, per scoprire che, comunque, abbiamo bisogno di crescere ancora". "La coscienza, ormai sempre più avvertita, che c’è bisogno di padri è già di per sé – ha concluso mons. Crociata – suscitatrice di rinnovate vocazioni alla paternità intesa come dedizione alle nuove generazioni perché si aprano responsabilmente all’appello della vita".

L’impegno della diocesi. L’incontro con mons. Crociata era stato preceduto da una riunione dell’ufficio regionale per la famiglia. I lavori sono stati aperti dal vescovo delegato, mons. Calogero Peri (Caltagirone), e dai direttori regionali, don Antonio Carcanella e Lorena e Pino Busacca, appartenenti alla stessa diocesi. Dopo la presentazione del nuovo documento della Conferenza episcopale italiana sulla preparazione dei fidanzati al matrimonio, è stata proposta una bozza del programma quinquennale dell’ufficio, che prevede di intensificare la pastorale familiare per riscoprire il valore della "chiesa domestica". "Fondare, formare, accompagnare, aiutare, riunire e pregare" sono le parole chiave che accompagneranno il lavoro dell’ufficio regionale della famiglia nei prossimi cinque anni. Fra tutte le iniziative spiccano la creazione di una scuola per genitori e la adeguata formazione di animatori per la pastorale familiare.