CONSIGLIO EUROPEO

Decisione rinviata

Unione economica e monetaria: nessun passo avanti

Qualche risultato va assegnato al Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre, ma è pur vero che sul principale punto in agenda, l’unione economica e monetaria (Uem), non si registra alcun passo avanti. La "road map" che sarebbe dovuta emergere dalle discussioni a Bruxelles fra i 27 leader Ue è rimandata.

Vigilanza sulle banche. Il summit dei capi di Stato e di governo ha dato il via libera al meccanismo unico di vigilanza bancaria sulla base dell’accordo determinato il 12 dicembre dai ministri economici e finanziari. Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha affermato che i responsabili dei governi nazionali "hanno accordato un sì unanime al sistema di vigilanza bancaria", i cui "obiettivi sono tutelare i risparmiatori e i sistemi economici". "Si tratta di una vera svolta, che spezza il circolo vizioso tra difficoltà delle banche e debito sovrano. Abbiamo raggiunto un accordo in soli tre mesi", che dovrà essere perfezionato nel corso del 2013 per poi entrare in funzione nel marzo 2014. Lo stesso Van Rompuy ha poi introdotto alcune riflessioni personali: a suo avviso "il grosso della crisi è alle spalle, ma molto resta da fare". "Eppure i primi risultati del nostro lavoro si vedono: il six pack, il fiscal compact, il sistema di vigilanza bancaria". E sulla Grecia, ha spiegato: "Gli ultimi aiuti decisi evidenziano che il Paese rispetta gli impegni ed è in grado di assicurare stabilità a medio termine". I fondi indirizzati ad Atene sono "segno di solidarietà verso il popolo greco". E il politico belga è tornato a scommettere sulla "irreversiblità dell’euro".

Uem, nuova tappa a giugno. "È stato un anno duro per i cittadini europei. Ma ora si intravvedono segnali positivi" sul piano macroeconomico, "mentre stiamo compiendo dei passi avanti per una più efficace governance economica". È il parere espresso da José Manuel Barroso, presidente della Commissione, incaricato di tracciare un "ruolino di marcia" per l’Uem, da presentare al summit di giugno e da discutere nei mesi successivi: il che equivale a un rinvio di ogni decisione a dopo le elezioni politiche tedesche del settembre prossimo. Barroso ha poi definito l’accordo sulla vigilanza bancaria "un tassello essenziale per la stessa unione economica e monetaria". Nelle "Conclusioni" del Consiglio (ossia il documento finale del vertice) si afferma che la riunione di giugno 2013 "esaminerà ulteriormente una serie di altri importanti aspetti concernenti il coordinamento delle riforme nazionali, la dimensione sociale dell’Uem", come aveva richiesto il Parlamento europeo, "la fattibilità e le modalità di contratti reciprocamente concordati per la competitività e la crescita, meccanismi di solidarietà e misure volte a promuovere l’approfondimento del mercato unico e a proteggerne l’integrità". Prima di ripartire per le rispettive capitali, molti leader hanno commentato la riunione, con toni più o meno soddisfatti, pur nella consapevolezza che – come è stato suggerito da alcuni di loro – la politica richiede tempo, pazienza, capacità di mediazione. I tempi brevi non sono, in effetti, una caratteristica della politica comunitaria. Sono inoltre emerse le posizioni "frenanti" dei Paesi che non fanno parte dell’eurozona e in particolare di Regno Unito, Svezia e Repubblica ceca, ossia quelli che non aderiscono nemmeno al meccanismo di sorveglianza bancaria.

Politica estera e sicurezza. Il summit ha peraltro affrontato altri temi di politica interna ed estera. Sempre nelle "Conclusioni" si legge: "Il Consiglio europeo ribadisce l’opinione che in Siria è necessaria una transizione politica verso un futuro senza il presidente Assad e il suo regime illegittimo". "Sosteniamo un futuro democratico e inclusivo che veda il pieno sostegno dei diritti umani e dei diritti delle minoranze". Fra le righe si scorge un sostegno indiretto alle opposizioni al regime. Nel documento finale si parla quindi di sicurezza e di difesa: "In un mondo in evoluzione come quello di oggi, l’Unione europea è chiamata ad assumersi responsabilità crescenti nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionali al fine di garantire la sicurezza dei propri cittadini e la promozione dei propri interessi". Il Consiglio ha così dato mandato all’Alto rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton, e al presidente della Commissione Barroso, "ognuno nella sfera di propria competenza e cooperando strettamente secondo necessità", di formulare "proposte e azioni di rafforzamento della politica estera e di sicurezza comune", e "a riferire su tali iniziative entro settembre 2013 in vista del Consiglio europeo di dicembre 2013". Inoltre il Consiglio "attende la presentazione, a cura della Commissione, di una nuova strategia Ue per la regione adriatica e ionica entro il 2014".