POLICLINICO GEMELLI
Oggi in conferenza stampa lanciato l’allarme sui tagli lineari e sui crediti con la Regione
A causa del taglio quantificabile in 29 milioni di euro, previsto dai decreti del commissario ad Acta della regione Lazio Enrico Bondi (n.348 e n.349) al budget per l’anno in corso di 529 milioni sottoscritto con accordo dello scorso 14 settembre tra il Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma e la regione Lazio, sono a rischio i servizi erogati dal polo sanitario e l’avvio delle nuove attività assistenziali programmate con la stessa Regione. A lanciare l’allarme sono stati questa mattina in conferenza stampa il direttore amministrativo dell’Università Cattolica, Marco Elefanti, il direttore del Gemelli, Maurizio Guizzardi, e il preside della Facoltà di medicina e chirurgia, Rocco Bellantone.
No a tagli lineari e retroattivi. Di "tagli lineari e per giunta fatti in via retroattiva" ha parlato Marco Elefanti, sottolineando che "da un anno e mezzo il Gemelli aveva intrapreso autonomamente un percorso quinquennale di razionalizzazione in collaborazione con la Regione, che porterà entro il 2014 alla riduzione dei costi globali di oltre 70 milioni di euro", realizzata in particolare attraverso "interventi di ridefinizione dell’offerta, riduzione di oltre 200 posti letto, diminuzione dei costi di beni e servizi e del costo del lavoro, e questo grazie anche all’impegno di tutto il personale", senza tuttavia diminuire il numero delle prestazioni erogate e prevedendo "un aumento della complessità della casistica trattata". Secondo Elefanti, su questo impegno per il risanamento e il riequilibrio economico-finanziario "pesano i crediti di oltre 800 milioni di euro vantati dal Gemelli verso la regione Lazio" che, uniti a qualsiasi nuovo "taglio lineare" delle risorse a disposizione per l’erogazione dell’offerta assistenziale "rischiano di vanificare gli sforzi a oggi sostenuti". Per questo, ha annunciato, "molto probabilmente faremo un’impugnativa del provvedimento del commissario Bondi".
Il rischio di non farcela. "Con questa nuova ondata di tagli – ha ribadito Maurizio Guizzardi – il rischio è che prima o poi non ce la facciamo più, soprattutto perché non abbiamo fatto la scelta di comportarci da ‘privati’ selezionando la casistica da trattare e i pazienti sulla base della redditività delle patologie da trattare", bensì quella di "svolgere un servizio identico a quello delle strutture pubbliche di pari alta complessità". Precisando di non "voler prendere in considerazione" l’ipotesi d’interrompere i ricoveri ordinari e le prestazioni ambulatoriali, Guizzardi ha assicurato: "Finché ce la faremo l’assistenza sarà garantita, perché non possiamo far pagare ai cittadini il prezzo di questa vicenda. Tuttavia, se si cumuleranno ulteriori perdite importanti, il gioco finirà fatalmente per rompersi". Anche perché, ha spiegato il direttore del Policlinico, dei 529 milioni concordati, ridotti a 500 dai tagli dei decreti commissariali, "ad oggi la regione Lazio ne ha erogati solo 152, e forse a fine anno si arriverà al massimo a 230". Di qui le difficoltà sottolineate da Guizzardi per il pagamento degli stipendi del personale e "l’impossibilità di onorare scelte già fatte". Tra queste il potenziamento delle terapie intensive neonatali, "un reparto in cui sono già stati investiti 5 milioni di euro, ma che non saremo più in grado di attivare", e l’avvio di "un Centro nazionale per pazienti affetti da Sla".
Coraggio e responsabilità. Il Gemelli, ha aggiunto Rocco Bellantone, "è stato messo allo stesso livello di strutture più piccole", mentre "è la prima realtà ospedaliera della regione Lazio per numero di ricoveri (circa 100 mila l’anno)". Con i suoi 20 mila pazienti oncologici l’anno "è il più grande ospedale oncologico del Paese", ed è struttura di riferimento principale (hub) in numerosi ambiti d’intervento. Nel sottolineare che la conferenza stampa odierna, "prassi inusuale" per il Policlinico, "è segno di grande sofferenza", Bellantone ha detto che per la politica questo "è il momento del coraggio e della responsabilità con cui affrontare seriamente il problema della sostenibilità del nostro sistema sanitario, uno dei più avanzati del mondo". Di grave contraddizione con gli "obiettivi dell’Unione europea secondo i quali la salute è una priorità anche dal punto di vista economico", ha parlato Teresa Petrangolini, tra i fondatori della Onlus Cittadinanzattiva e oggi direttore della rete internazionale "Active Citizenship Network". "Il fatto di non avere un governo – ha aggiunto con riferimento alla particolare situazione della regione Lazio – costituisce un danno soprattutto per i cittadini che vedono calpestati i propri diritti senza che alcuno se ne assuma la responsabilità".