MEDITERRANEO
Da Mazara del Vallo ”un modello da esportare in tutta l’Europa”
Far conoscere il patrimonio culturale arabo cristiano, incentivando il dialogo fra due modi apparentemente distanti. È l’obiettivo di padre Samir Khalil Samir, gesuita di origini egiziane, esperto di islamologia e teologia arabo cristiana. Intervenendo al seminario di alta formazione "Il dialogo possibile: le religioni e il Mediterraneo", in corso a Mazara del Vallo (Trapani), p. Samir si è soffermato sul contributo fornito nei secoli dal cristianesimo al mondo arabo, di cui in tanti ignorano l’esistenza. "L’espressione arabo-cristiano – ha chiarito – sembra a prima vista antinomica, ma non lo è affatto, visto che il cristianesimo arabo è addirittura anteriore all’islam arabo. Il lascito della nostra religione alla cultura araba è innegabile, in primo luogo dal punto di vista culturale: i cristiani, ad esempio, hanno introdotto in Oriente l’ellenismo e la distinzione fra politica e religione, l’una non sottomessa all’altra". "Al giorno d’oggi – ha evidenziato il gesuita – i cristiani rappresentano la tendenza modernista, di fronte a quella tradizionalista dell’islam".
La minaccia del fondamentalismo. Cosa chiedono i cristiani arabi? "Semplicemente di vivere come tutti gli altri cittadini – ha spiegato p. Samir – senza privilegi di sorta, ma anche senza discriminazioni". Di fronte al fenomeno della primavera araba, esploso in tutta la sua forza nel dicembre 2010, "i cristiani hanno espresso dapprima un certo entusiasmo per la caduta delle dittature, a cui è subentrata adesso la perplessità e direi pure il timore per un’inattesa deriva del fondamentalismo, che sta interessando anche Paesi tradizionalmente moderati". Per questo "si vive nell’incertezza, aumentano le emigrazioni, e ci si chiede con preoccupazione cosa succederà in futuro". Ad aiutare una riflessione sull’argomento è giunta l’esortazione apostolica di papa Benedetto XVI, in occasione della sua recente visita in Libano. "Non posso che fare mie – ha sottolineato padre Samir – le parole del Pontefice sulla minaccia del fondamentalismo religioso, che vuole impadronirsi delle coscienze per ragioni politiche, utilizzando le Sacre Scritture e il nome di Dio per giustificare le proprie scelte". Tutti i responsabili religiosi devono dunque "impegnarsi al massimo per allontanare questo pericolo".
La situazione a Gaza. Riferendosi alla drammatica situazione che si vive in queste ore nella striscia di Gaza, il sacerdote egiziano ha puntato il dito sulle "responsabilità del mondo occidentale, sordo davanti alle ingiustizie subite dai più deboli". "La mancanza di una protesta immediata e vigorosa di fronte a ogni attacco è una forma di silenzio-assenso insopportabile". "Finché gli interessi politici ed economici prevarranno sul diritto e la giustizia – ha aggiunto – non ci sarà mai pace". "Da sessantaquattro anni una decisione è stata presa – ha ricordato – eppure nessuno la rispetta: gli israeliani occupano sempre nuove porzioni di territorio, e i palestinesi rispondono a loro volta nel modo peggiore, con attacchi terroristici". "Occorre oggi più che mai rispettare quanto stabilito dall’Onu – ha ribadito p. Samir – stabilendo due Stati confinanti, con frontiere fisse e intoccabili. Solo allora si potrà cominciare ad avere un po’ di tranquillità e magari, fra qualche decennio, pensare a forme di cooperazione".
L’esempio di Mazara del Vallo. Se la strada da seguire è la diplomazia, Mazara del Vallo, "crocevia di popoli diversi, può lanciare a tutti un messaggio di coesistenza pacifica, basata sulla giustizia: da decenni gli immigrati maghrebini rendono un servizio ai pescatori italiani, e in cambio ricevono un salario giusto". L’integrazione così sperimentata "può rappresentare un modello vincente da esportare in tutta l’Europa", continente "in difficoltà di fronte a un’immigrazione troppo intensa e veloce". "Ognuno – ha esortato p. Samir – è obbligato a fare la propria parte: chi emigra deve accettare il principio dell’integrazione; chi accoglie deve essere aperto e tollerante".
a cura di Graziella Nicolosi, inviata Sir a Mazara del Vallo