GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO

Il creato come un fratello

Conclusa oggi a Termoli la due giorni promossa dalla Cei con il mondo agricolo

Si è conclusa questa mattina con la celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Gianfranco De Luca, vescovo di Termoli-Larino, la 62ª Giornata nazionale del ringraziamento, svoltasi a Termoli nei giorni 10 e 11 novembre per iniziativa della Cei tramite l’Ufficio per la pastorale sociale e il lavoro diretto da mons. Angelo Casile.

Essere grati. Nell’omelia mons. Gianfranco De Luca, ha richiamato il valore della "gratitudine". Il vescovo ha invitato a non cedere alla tentazione di "realizzare sé stessi" perché, spesso, questo atteggiamento apre al "culto della nostra immagine" che spinge a primeggiare" talvolta servendosi degli altri e dello stesso Dio". "Il nostro impegno – ha affermato mons. De Luca – è seguire l’esempio di Gesù che ha voluto servire e non servirsi degli altri". Ha quindi messo in guardia dalla tentazione di "guardare le cose e le persone per desiderarle e possederle" perché questo porta l’uomo a "finalizzare tutto a sé e al proprio tornaconto. Se, invece, ci poniamo nell’atteggiamento di ammirare e stupirci di ogni cosa siamo nella logica di Dio". "Nel primo caso – ha aggiunto il vescovo – vediamo l’altro quale un mezzo o un avversario e il creato diventa una realtà da sfruttare; l’altro sguardo, invece, porta alla relazione, alla cooperazione e fa di ogni individuo un fratello con il creato che diventa una realtà da custodire e coltivare".

I primi passi. "Fede e mondo rurale vivono un rapporto molto stretto che rinnoviamo ogni anno e questo incontro, soprattutto in questo particolare momento della nostra Nazione, ci chiama a recuperare i valori fondamentali dell’uomo e della terra. L’agricoltura in Italia è uno dei pochi settori che non ha trend negativo; è spiraglio per il nostro Paese e chiama tutti, soprattutto in questo periodo storico, a stabilire una vera unità d’intenti per andare avanti e accrescere questa nostra realtà". Così il presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini, che ha aggiunto: "La sfida dell’agricoltura è mettere insieme innovazione (rispettosa dell’ambiente) e tradizione; lo è sempre stato e, ancora una volta, sentiamo l’esigenza di dire ‘no’ agli ogm". "Oggi – ha concluso Marini – ci confrontiamo con progetti quali Campagna amica e la filiera corta: due sfide che partono dalla campagna per raggiungere le nostre case attraverso percorsi che generano fiducia e grandi vantaggi che devono essere un punto di partenza per costruire il futuro del mondo rurale nonostante la grande pecca cui si confronta l’Italia" cioè "la burocrazia, un qualcosa che spesso non aiuta le imprese ma serve soltanto a mantenere gli apparati".

Obiettivi comuni. "Come federazione, ha affermato Andrea Rotolo, segretario nazionale Feder.Agri – confidiamo nell’impegno a portare avanti tavoli di confronto comuni che possano unire le sigle nello stesso intento per affrontare e superare le sfide di oggi. Giovani e qualità del prodotto sono le nostre priorità e, rivolgendomi ai consumatori, vorrei invitarli a consumare prodotti di stagione e prodotti locali che assicurano qualità, rintracciabilità e una produzione adeguata e rispettosa". "Al termine di questa Giornata – ha aggiunto Michele Zannini, presidente nazionale di Acli Terra – vorrei individuare nella terra e nell’uomo le questioni fondamentali cui impostare i prossimi dialoghi. A questa urgenza va associato un mirato impegno politico, perché non possiamo accettare che un contadino vada in pensione con poche centinaia di euro. Qui, la politica è chiamata a difendere l’uomo e la sovranità del territorio ripartendo, appunto, dalla dimensione territoriale". Claudio Risso di Fai-Cisl ha individuato nelle parole "responsabilità" e "consapevolezza" le sfide da avviare. "Dobbiamo – ha affermato – far ripartire il lavoro, ne abbiamo bisogno ed è una nostra priorità. Orientarci a crearlo, a fornire innovazione e cambiamenti ed essere aperti a sperimentazione e sviluppo concreto è necessario per dare una svolta. Dal basso occorre suggerire nuove politiche del Governo che siano più attente al nostro mondo nell’interesse di tutti". Per Pietro Minelli dell’Ugl-Cisl "il problema, a partire da domani, sarà tradurre quanto affermato durante la due giorni in azioni concrete, affinché la speranza manifestata possa anche trasformarsi in progetti chiari e condivisi. La prevenzione, la capacità di utilizzare bene le risorse che abbiamo a disposizione sono la nostra sfida per affacciarci a un futuro migliore anche con l’aiuto della Chiesa".

a cura di Giovanni Perilli (Termoli)