CARD. ANGELO BAGNASCO
L’omelia al cimitero di Staglieno e il ricordo dei militari caduti. Un accenno alla situazione politica
“Il senso del bene comune è incompatibile con gli interessi individuali e di parte” e “richiede un distacco da se stessi che sembra oggi essere merce rara”. Così oggi l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nell’omelia pronunciata cimitero di Staglieno in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti.
“Siamo qui per dire una parola alla nostra Città, e, se volete, al Paese", ha detto il porporato spiegando che "sarebbe una preghiera povera e incompleta la nostra, se non porgessimo ascolto alle voci dei nostri defunti che ci ricordano i valori che hanno ispirato le loro vite, valori come il senso del dovere che ha come premio la coscienza di compierlo con onestà e sacrificio; il senso del bene comune che è incompatibile con gli interessi individuali e di parte”.
“Il bene comune – ha detto ancora il cardinale – richiede, infatti, un distacco da se stessi che sembra oggi essere merce rara, ma che regna fecondo nella vita umile della nostra gente e delle famiglie. Richiede di avere il senso della misura, il gusto delle relazioni virtuose nutrite con il pane della dedizione e della abnegazione personale. Richiede di saper dire di no ai calcoli facili ma ambigui. Richiede di non vivere sull’onda delle apparenze ma nella bellezza e serietà dell’amore donato e ricevuto”.
In precedenza il card. Bagnasco aveva ricordato quanti sono caduti per la patria e la libertà. “Noi siamo qui, come ogni anno – ha detto – perché la Chiesa ci chiede di non dimenticare coloro che ci hanno preceduto negli affetti e negli ideali, coloro che ci hanno consegnato una terra libera e unita, che si sono spesi perché potessimo vivere in una società sicura e ordinata nella giustizia”. In particolare, “siamo qui a pregare per i nostri militari e per i defunti delle Forze dell’ ordine: quanti di loro, dedicandosi con generosità al loro dovere, hanno perso la vita! La luce della fede illumina il mistero della morte e dice che con la morte non finisce la vita, ma si trasforma nella eternità di Dio”.
Al termine della Messa celebrata per i defunti delle Forze Armate e rispondendo a chi gli chiedeva una considerazione sull’opportunità della permanenza dei militari italiani in zone di guerra, il cardinale ha ricordato che “se il nostro mondo dev’essere sempre più una comunità di popoli, non possiamo chiudere gli occhi dove ci sono dei problemi”. Il porporato ha anche parlato di questioni politiche affermando che la voglia della gente di partecipare alla politica “cresce, sta crescendo, nonostante che alcuni segnali possano fare pensare il contrario”. “La coscienza generale del popolo e del nostro paese – ha sottolineato – sta crescendo non solo nel sentire il bisogno di un rinnovamento globale della politica affrontando tutti i temi spinosissimi della nostra società, ma anche nella necessita di partecipare”.