PERUGIA
Oggi, come ogni anno, la messa alla viglia di Tutti i Santi sulla pista di un autoscontro
Un vescovo che celebra messa sulla pista dell’autoscontro di un Luna park con le famiglie dei giostrai. In una città in festa per la consueta Fiera che si celebra ogni anno, durante le festività di Ognissanti e dei Defunti, a Perugia. La tradizione si è ripetuta anche oggi, con mons. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che ha presieduto la celebrazione, tra macchinette dell’autoscontro e giochi per bambini. Nelle 145 attrazioni fieristiche lavorano in questi giorni una ottantina di famiglie, circa 320 persone. Durante il mese trascorso a Perugia le famiglie frequentano regolarmente le attività della vicina parrocchia S. Giovanni Battista. Una dozzina di bambini e ragazzi si stanno qui preparando per la comunione e la cresima. Riceveranno i sacramenti il prossimo anno, in questa occasione. Quest’anno la messa si è svolta una decina di giorni prima del solito, perché mons. Bassetti guiderà il pellegrinaggio in Terra Santa delle diocesi umbre, che partirà con un charter dal rinnovato aeroporto di Perugia dal 3 al 10 novembre, con 187 partecipanti.
Vicinanza spirituale e affettiva. Una "vicinanza spirituale e affettiva che dura da 18 anni" è stata espressa oggi da mons. Bassetti alle famiglie di giostrai che hanno partecipato alla messa. L’arcivescovo ha fatto riferimento a "questo tempo di crisi morale ed economica che investe anche le fasce più deboli, ed ha ripercussioni anche sul lavoro dei giostrai e fieranti". "Il vostro essere nomadi, viandanti e in cammino ha detto -, affidandovi alla Provvidenza di Dio, vi dona sempre tanta forza e speranza". "Siete nel nostro cuore ha ribadito loro -, perché portate una nota di colore e calore nella nostra città, che ne ha tanto bisogno". Don Francesco Medori, parroco di San Giovanni Battista e responsabile della pastorale diocesana per i fieranti e i circensi, ha rivolto il suo saluto a tutta la "comunità in cammino" che vive "questo tempo di precarietà". Il responsabile della comunità Enzo La Scala ha ricordato quanto il loro lavoro sia "condizionato dal tempo e dal luogo in cui ci troviamo".
In attesa del pellegrinaggio a Roma. La Scala ha poi annunciato la partecipazione di numerose famiglie al pellegrinaggio a Roma e udienza dal Papa il 30 novembre e 1° dicembre, rivolto alla gente dello spettacolo viaggiante, circensi, fieranti, artisti di strada, bande musicali e madonnari in occasione dell’Anno della fede e del 25° della Fondazione Migrantes. L’evento, organizzato dalla Fondazione Migrantes e dal Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, si aprirà il 30 novembre con una messa nella Basilica di San Pietro presieduta dal card. Antonio Maria Vegliò, presidente del pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti. La sera, in piazza del Popolo, vi sarà una festa con spettacoli e musica. La mattina del 1° dicembre partirà un corteo da Castel Sant’Angelo fino a Piazza San Pietro. I partecipanti saranno ricevuti in udienza dal Papa alle 11, nell’aula Paolo VI. L’arcivescovo Bassetti spera di poter essere con loro.
In Italia circa 80.000 "artigiani della festa". In Italia i cosiddetti "artigiani della festa" sono quasi 80mila che lavorano in settemila imprese, di cui 140 circhi. Per fieranti si intendono gli esercenti di spettacolo viaggiante, in genere famiglie imprenditrici con attrazioni di diversa tipologia e grandezza e i loro dipendenti. Sono fieranti anche gli operatori di molti parchi di divertimento stabili, e piccole attività nei quartieri cittadini. Secondo l’ufficio per i fieranti e i circensi della Fondazione Migrantes, la loro religiosità "è ancora fortemente ancorata alla Chiesa cattolica, anche se vi sono alcuni segnali di penetrazione delle cosiddette spiritualità alternative attente alla ricerca di segni o miracoli". In Italia, non sono più di sessanta gli operatori pastorali che lavorano con una certa continuità in questo ambito. Si tratta di laici, religiosi, diaconi, preti di ogni età e di diversa esperienza pastorale. Le Chiese locali interessate alla sosta dei circensi e lunaparchisti generalmente riconoscono la necessità di una pastorale specifica per loro. Non di rado i vescovi diocesani visitano le strutture in sosta nelle loro diocesi, celebrano l’Eucaristia e i sacramenti, sostengono il lavoro pastorale degli operatori.