CRISTIANI E POLITICA
Legge anticorruzione, un primo passo. Edificare la ”città” è compito di tutti
L’approvazione da parte del Senato del disegno di legge anticorruzione è un primo segnale che va colto: la stessa politica prova ad assumere contromisure rispetto al malaffare che ne mina la credibilità e la capacità di agire a favore dei cittadini. Ma una legge da sola non basta. Serve ben altro: vigilanza e capacità di reazione di fronte alla "corruzione dilagante" e "alle infiltrazioni mafiose" nel sistema politico; presa di coscienza del dovere civico di partecipare alla costruzione del bene comune; impegno prioritario dei cristiani sul versante della formazione per un competente servizio alla "polis". È quanto sostiene mons. Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura, la carità, la missione e l’azione sociale della diocesi di Milano, in un articolo che appare in prima pagina il 21 ottobre sull’inserto "Milano 7" di "Avvenire".
La normativa che ha avuto il via libera a Palazzo Madama va colta, sostiene Bressan, come "un avvenimento che merita di essere evidenziato, inserito come è in un contesto politico che ormai da mesi trasmette segnali di malessere e fatica ad assumere comportamenti adeguati alla crisi", non soltanto economica "ma espressione di un più ampio travaglio culturale", con la quale si stanno misurando l’Italia e l’Europa intera. Alla politica si chiede uno scatto di orgoglio e di responsabilità, una reale "volontà di rinnovamento", ritrovando "la sua vocazione originaria: essere lo strumento che permette, attraverso il buon governo, la custodia e la difesa del bene comune, e soprattutto la tutela dei diritti dei più deboli".
Ma non è solo il "palazzo" che deve muoversi e le regole anticorruzione da sé non sono sufficienti per edificare la "città". È necessario, ricorda il sacerdote ambrosiano, ritrovare "la capacità e la volontà da parte di ognuno di interessarsi del bene di tutti, collaborando in modo diffuso e gratuito alla costruzione di un’azione politica" che sia "il frutto della società nel suo insieme". Su questa strada vanno coltivati e alimentati quei "valori essenziali della persona umana" che costituiscono "il collante del nostro vivere insieme".
Mons. Bressan, rifacendosi al magistero ecclesiale, richiama quindi il dovere della Chiesa ambrosiana ma la riflessione va oltre questi confini – a rinnovare il proprio "sforzo educativo". "Ogni cristiano, in un momento così delicato afferma -, deve essere educato a sentire in un modo ancora più forte la responsabilità che porta verso tutti gli uomini, suoi fratelli, nella costruzione con loro del tessuto sociale, e nella custodia del bene comune".
Dunque vigilanza, valori, partecipazione, formazione. I processi politici richiedono tempo, competenza e "dono di sé": la strada è lunga, ma va doverosamente percorsa.