GIORNALI FISC
Gli editoriali delle testate cattoliche
La vicenda del bambino di Cittadella (Padova), il 50° del Concilio e l’Anno della fede, l’attualità politica e il Nobel per la pace all’Unione europea… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.
Bambini strappati. “Una ferita alla fiducia dei bambini”. È il commento che accomuna molti editoriali dedicati alla vicenda del bambino di Cittadella, nel padovano, prelevato dalla Polizia, nei giorni scorsi, davanti alla scuola, in esecuzione a un’ordinanza della sezione Minori della Corte d’appello di Venezia, che ha disposto l’affidamento in via esclusiva al padre, con collocamento in una comunità. Per la Guida (Cuneo), il bambino “sta già pagando il prezzo della crisi che attraversa e stravolge i rapporti e le relazioni. Alla sua fiducia è stata inferta una ferita profonda, di cui si conosceranno meglio gli esiti quando sarà adulto. Una ferita alla fiducia è stata inferta indirettamente anche ai bambini che hanno seguito la scena nella scuola”. Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), ripropone “il messaggio che il nostro vescovo ha inteso inviare nei giorni scorsi”, nel quale viene indicato “un orizzonte d’impegno e di senso in cui tutti dovremmo sentirci coinvolti: nella valorizzazione dei legami comunitari, nella riscoperta del valore del matrimonio, nella tutela dei diritti dell’infanzia. Perché è a valle e non a monte, insieme e non da soli, che si costruiscono le condizioni minime necessarie a far sì che i figli non restino vittime di una separazione, caricandoli di un doppio fardello di dolore”. Giampiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), invita ad “aprire bene gli occhi e il cuore ai drammi dei figli che stanno dietro a ogni separazione. Ci sono gli strattonamenti psicologici non meno dolorosi di quelli fisici. Non si gridi allo scandalo di Cittadella, mentre si continuano a esaltare i diritti alla libertà dei coniugi a scapito dei figli e si fa di tutto per diminuire il valore della famiglia”. Dello stesso avviso è Giulio Donati, vicedirettore del Piccolo (Faenza-Modigliana), il quale critica il comportamento di “tv e grandi giornali che si accaniscono per mandare in onda il filmato e pubblicare foto invocando il diritto di cronaca”. Ma “è diritto di cronaca – riflette Donati – dimenticarsi del diritto di un bambino a non finire sotto i riflettori per forza, in base a una tragedia che non ha voluto, ma che gli è piovuta addosso come doccia fredda per colpa di due genitori poco attenti a lui?”. Frontiera (Rieti) ritiene “opportuno rimanere all’immediata evidenza: nessun adulto si è fermato di fronte al dolore di questo bambino. Nessuno dei presenti è stato in grado di controllarsi. Nessuno ha fatto un passo indietro per salvaguardarlo. (…) Il conflitto tra gli adulti è stato vissuto e agito sul bambino. Dovrebbe bastare. Non c’è da aggiungere nulla”.
50° del Concilio e Anno della fede. I giornali Fisc ritornano sul 50° del Concilio ecumenico Vaticano II e sull’Anno della fede, aperto da Benedetto XVI l’11 ottobre, giorno dell’anniversario dell’apertura dell’assise conciliare. Sul Portico (Cagliari) l’arcivescovo della diocesi sarda, mons. Arrigo Miglio, osserva: “Mi pare che la decisione di Benedetto XVI d’indire l’Anno della fede sia una decisione che vuole proiettarci oltre le discussioni e oltre le polemiche suscitate inevitabilmente dall’evento conciliare. Guardare avanti per vivere nella prospettiva della speranza. Guardare alla nostra missione di evangelizzazione”. Secondo Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), “che l’Anno della fede abbia avuto il suo inizio nel giorno stesso in cui, cinquant’anni fa, cominciò il Concilio è un fatto significativo e, insieme, un’indicazione di lavoro”. Per Filippo Curatola, direttore dell’Avvenire di Calabria (Reggio Calabria-Bova e Locri-Gerace), “non possiamo pensare di ‘celebrare’ i 50 anni dall’inizio del Concilio – nel contesto dell’Anno della fede – senza avvertire l’urgenza – nella Chiesa – di un personale e comunitario, globale, cammino di conversione”. Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), ricorda che “l’Anno della fede vive anche e soprattutto là dove si condividono ‘le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce’ (per dirla con la ‘Gaudium et Spes’) che ci attraversano oggi e che si situano dentro il percorso da credenti, giorno dopo giorno, trasformando in passi che valgono e che magari non fan rumore”. Luce e Vita (Molfetta) pubblica la testimonianza di padre Felice Volpicella, missionario Pime della diocesi, appena partito per il Mato Grosso (Brasile). “L’Anno della fede – scrive il missionario – è un’occasione per ricentrare la mia fede. Così ritorno in Brasile innanzitutto cercando di mantenere e riscaldare la mia relazione consacrata a Cristo”. Sempre in tema di missioni, Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), dedica l’editoriale alla Giornata missionaria mondiale (21 ottobre). “L’evangelizzazione – sottolinea il direttore del settimanale piacentino – parte sempre da se stessi, procede per contagio e il suo motore è l’amore, quella forza che sostiene in tante parti del mondo i cristiani perseguitati per la loro fede”. Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo), evidenzia che “dalla fede possono venire cristiani liberi e gioiosi e, cioè, persone in grado di dare alle persone quello che manca più di tutto”. La Voce Alessandrina (Alessandria) pubblica il messaggio del card. Giuseppe Versaldi, amministratore apostolico della diocesi piemontese, in occasione dell’apertura, sabato 20 ottobre, dell’Anno della fede. “Sull’onda della Missione cittadina che abbiamo da poco concluso – scrive il cardinale – ogni comunità si senta interpellata dalla grazia a riflettere sulla propria adesione a Cristo per sentire forte l’impulso alla nuova evangelizzazione”. Il Momento (Forlì-Bertinoro) richiama le parole pronunciate dal Papa nell’apertura dell’Anno della fede quando, “ricordando il 50° del Concilio, ha invitato i cristiani a intraprendere un ‘pellegrinaggio nei deserti del mondo, portando con sé solo l’essenziale'”. Emmaus (Macerata) spiega “che cosa è il Concilio per noi”: “È una lezione di stile; lo stile che caratterizza chi ha conosciuto la fedeltà di Dio e perciò può guardare ai marosi che scuotono la nave senza paura”. Secondo Emilio Pastormerlo, direttore dell’Araldo Lomellino (Vigevano), “la gente, oggi, ancora oggi, è interessata alle proposte e alle novità indicate cinquant’anni fa dal Concilio. (…) La gente chiede risposte vere e capaci di ‘interessare’. Molte le ritroviamo, oggi, non solo nei documenti, ma soprattutto nello spirito del Concilio”. Per Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), “il Concilio chiama ancora oggi tutti a essere ‘testimoni del Vangelo in un mondo che cambia’”. Da qui l’auspicio di mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia, che firma l’editoriale del settimanale diocesano il Ticino, a “celebrare i cinquant’anni dall’apertura del Concilio stringendo tra noi di nuovo il patto contenuto nel nostro battesimo, rinnovato a ogni Eucaristia: edifichiamo insieme la comunità cristiana, viviamo da testimoni del Vangelo e della vita buona che promette”. Marco Piras, direttore dell’Arborense (Oristano), parla del recente convegno ecclesiale “Da cristiani credenti a cristiani credibili”, durante il quale sono state approfondite le quattro costituzioni fondamentali del Concilio ed è stato verificato “come la nostra comunità diocesana ha vissuto il rinnovamento conciliare”. Dopo questo convegno, dice Piras, “resta il desiderio di continuare la lettura dei documenti conciliari, nella certezza che essi abbiano molto da dire al presente”. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), si sofferma sul Sinodo dei vescovi, che si sta svolgendo in questi giorni in Vaticano. “Questo Sinodo – afferma il direttore del giornale marchigiano – si caratterizza per il suo legame con il Concilio nel 50° della sua apertura. Il 12 ottobre, nell’incontro con i pochi vescovi tuttora viventi che hanno partecipato di persona al Concilio, il Papa ha ripetuto la parola ‘aggiornamento’ usata già da Giovanni XXIII nell’aprire il Concilio nel 1962. Il cristianesimo è contrassegnato dalla presenza eterna di Dio. Quindi il cristianesimo semina nella storia umana i connotati dell’eternità”.
Attualità politica. Sui giornali Fisc spazio anche all’attualità politica internazionale, nazionale e locale, con particolare riferimento alle notizie di corruzione e malaffare. Per la Voce del Popolo (Brescia), “gli scandali chiudono nel peggiore dei modi una stagione politica che ha portato al fallimento il progetto federalista. (…) C’è bisogno di unità per parlare con autorevolezza di bene comune e di politica, per riconquistare giovani e non all’impegno. Non basta indignarsi”. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), si rivolge ai “politici del malaffare” e a loro assicura che “le persone rette non cederanno alla stoltezza dell’antipolitica”. Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), commenta il disegno di legge “anticorruzione” approvato nei giorni scorsi dal Senato: “Non c’è dubbio – annota – sul valore di questo primo passo legislativo contro il malcostume dilagante della corruzione che (…) altera l’economia minando alle radici il principio di uguaglianza e sovvertendo il diritto alle pari opportunità di tutti i cittadini, ponendo al tempo stesso – come ben sappiamo e avvertiamo – gravi ipoteche di carattere etico allo sviluppo armonico della società”. Il Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina) si occupa, invece, del disegno di legge di stabilità, recentemente emanato dal Governo, rilevando che “sembra sollevare ben poco famiglie e imprese”. Al riguardo viene ricordato che “cinque anni fa furono raccolte più di un milione di firme dal Forum delle associazioni familiari con questo slogan: ‘Un fisco ingiusto significa famiglie povere, famiglie che non ce la fanno, figli che non nascono. Un Paese che non si rinnova’. Quest’appello rimasto del tutto inascoltato è da portare in cima all’agenda di governo. Prima che sia troppo tardi”. Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), nota come “ancora una volta” nelle misure varate “il cosiddetto Terzo settore viene trascurato, mentre in situazioni di crisi svolge un compito molto importante di ammortizzazione sociale”.
Dal nazionale al locale… Il Corriere Eusebiano (Vercelli) informa che “martedì la Regione decide sulle Province” e che “i vercellesi sono pronti a mobilitarsi per sfilare davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio”. Anche Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), interviene nel dibattito sulla riforma delle Province: a fine mese, infatti, scade il termine ultimo dato dal Governo a ogni Regione per presentare proposte per il riordino. “La regione Friuli Venezia Giulia – fa sapere Pensa – ha presentato ricorso alla Corte costituzionale. Ancora una volta la specialità verrà utilizzata come giustificazione per non fare nulla, mentre poteva essere un’ottima occasione per dimostrare (…) che la specialità è uno strumento che ci mette in grado di fare meglio di tutti gli altri”. Cammino (Siracusa) guarda, invece, alle elezioni regionali in Sicilia (28 ottobre): “Per il rinnovo dell’Assemblea regionale, i vescovi dell’Isola – con il documento ‘Amate la giustizia voi che governate’ – hanno saggiamente invitato i siciliani ad andare a votare e a operare scelte responsabili tra candidati e programmi. I siciliani, in disagio crescente, constatano che queste scelte di partecipazione non sono facili, in un contesto di diffuso e grave degrado”. Anche Condividere (Mazara del Vallo), in una nota del vescovo, mons. Domenico Mogavero, parla del documento dei vescovi siciliani, in cui c’è “l’appello alla responsabilità di ciascuno ‘affinché la partecipazione al voto sia ampia, piena, consapevole, libera da occulti e fuorvianti condizionamenti, soprattutto di natura criminale, e affrancata da logiche clientelari o di mera tutela di rendite parassitarie o privilegi prevaricanti’. È la necessaria premessa per un vero cambiamento delle istituzioni regionali”. Insieme (Ragusa) rileva che “forse, da cattolici, abbiamo una responsabilità in più. La ricerca e la costruzione del bene comune ci chiedono impegno e coerenza. (…) Anche a cominciare dall’espressione di un voto libero, sincero, senza compromessi, che guardi solo al futuro della Sicilia”.
Nobel per la pace all’Ue. Non mancano, sulle testate diocesane, riflessioni sull’assegnazione del Premio Nobel per la pace all’Unione europea. Per il Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli) si tratta di “un messaggio straordinario contro il ritorno della paura di un passato di guerre e di totalitarismi. Il Premio parla ai giovani per caricarsi dell’ideale europeo che ha appassionato i non più giovani e per ritrovare tutti interesse alla politica”. Il Nobel, osserva Adolfo Putignano, direttore dell’Ora del Salento (Lecce), “è giunto con sorpresa degli stessi cittadini. Dopo la guerra mondiale, a sei decenni dal Trattato di Roma stipulato dai primi Paesi nel 1957, si rilancia così con maggiore vigore, nonostante l’attuale crisi economica, l’obiettivo di realizzare l’Unione in modo sempre più coeso. Già la caduta del muro di Berlino, il Trattato di Maastricht nel 1992, la nascita dell’euro nel 1999, con l’emissione delle prime banconote tre anni dopo, hanno dato un notevole impulso all’Unità. È evidente che ora occorre proseguire nel fare in modo che tutti gli abitanti dei Paesi membri si sentano europei con maggiore convinzione e soddisfazione. E tendere a una reale solidarietà tra i Paesi”. Secondo Toscana Oggi (settimanale regionale), il Nobel “simbolicamente se lo meritano tutti gli europei che in cento anni, seppure a prezzo di cinquanta milioni di morti, hanno cambiato professione. Hanno smesso progressivamente di combattere per la guerra e hanno cominciato a combattere per la pace”. Questo Premio, si legge infine sulla Cittadella (Mantova), “è un riconoscimento doveroso (e forse tardivo) per un’istituzione che oggi è bersaglio di tante critiche ma che ha accumulato tanti e decisivi meriti nel corso degli ultimi decenni”.