ELEZIONI USA

La sfida dei vice

Biden e Ryan, che si dichiarano cattolici, nel confronto tv di ieri

Per la prima volta nella storia due candidati alla vicepresidenza cattolici si sono confrontati in un dibattito presidenziale. Il numero due dell’amministrazione Obama, Joe Biden, e il suo sfidante repubblicano, Paul Ryan, si sono fronteggiati sul terreno della politica estera, dell’economia, del deficit pubblico e sul ruolo della loro fede nell’approccio ai temi sociali.

Economia e politica estera. Alla fine ad apparire più efficace è stato forse Biden, partito fin dalle prime battute in modo molto aggressivo per far dimenticare la fiacca performance del presidente Barack Obama una settimana fa. Se il presidente contro il candidato pretendente, Mitt Romney, aveva preferito un approccio soft, Joe Biden ha decisamente cambiato tattica. Ha ricordato a Ryan come Romney abbia dichiarato che il 47% degli elettori è composto da "scrocconi, gente che vive sulle spalle di quelli che lavorano", e questi "parassiti", secondo Romney, "sono gli elettori di Obama". Biden ha anche criticato Romney per aver aggredito il governo Obama sulla vicenda dell’uccisione dell’ambasciatore americano Chris Stevens in Libia invece di far fronte comune in un momento difficile. E il numero due di Obama ha più volte rinfacciato a Ryan di voler adottare una ricetta economica imperniata sul taglio delle tasse ai super-ricchi, la stessa che ha provocato la grande recessione del 2008. "Questa crisi non è caduta dalle nuvole, l’avete creata voi", ha buttato benzina sul fuoco a un certo punto Biden, che durante i novanta minuti del dibattito ha spesso interrotto Ryan, preso l’iniziativa e riso platealmente alle risposte dell’avversario. La principale missione di Biden nel corso della sfida dell’11 ottobre era cambiare la tendenza che vede Romney in ripresa nei sondaggi dopo un dibattito molto positivo contro Obama il 3 ottobre scorso; e secondo molti commentatori americani ci è riuscito. Rivolgendosi spesso direttamente ai telespettatori, parlando in modo semplice, come si esprimerebbe un amico al bar, Biden è risultato più alla mano e appassionato del suo avversario.

Due diverse sensibilità. Per il quarantaduenne Paul Ryan un buon dibattito significava mostrarsi un vicepresidente credibile, e anch’egli ha centrato l’obiettivo. È anche apparso posato, sicuro di sé e allo stesso tempo rispettoso dell’avversario. Tutto bene, insomma, tanto da risultare vincente secondo un sondaggio a caldo della Cnn. Ma Ryan è a tratti apparso come un primo della classe un po’ "grillo parlante", un tipo preparato che però non buca lo schermo. Del resto gli esiti dei dibattiti televisivi sono molto soggettivi… Al di là del peso del duello televisivo nel contesto della campagna elettorale – di solito lo scontro tra vice non muove molti voti – il dibattito destava interesse perché i due esprimono altrettante sensibilità cattoliche. "Biden è un irlandese working-class, un cattolico liberal", spiega al Sir Francine Cardman, professoressa di Teologia storica al Boston College. "Il repubblicano Ryan proviene da una famiglia più benestante ed è un cattolico per così dire più conservatore".

Aborto e riforma sanitaria. Alla domanda dell’intervistatrice, Martha Raddatz, su come la religione cattolica abbia influenzato il loro punto di vista sul tema dell’aborto, entrambi hanno risposto senza giri di parole. "Quando mia moglie e io siamo andati all’ospedale per una ecografia", ha detto Ryan, "abbiamo visto un piccolo bambino grande come un fagiolo. Ancora oggi chiamiamo la nostra prima figlia Liza ‘fagiolo’. Io credo davvero che la vita cominci dal concepimento". Ryan ha precisato di rispettare chi ha idee differenti, ma ha ribadito che la posizione di un’eventuale amministrazione Romney sarebbe quella di opporsi all’aborto, fatti salvi i casi di stupro, incesto e circostanze in cui la vita della madre è in pericolo. Ryan ha pure attaccato la riforma sanitaria di Obama perché, ha detto, prevede che i lavoratori dipendenti di qualsiasi ente (compresi ospedali o scuole cattoliche) abbiano un piano assicurativo che comprende servizi tra cui anche il rimborso di contraccettivi. Biden ha spiegato che la sua fede lo ha sempre spronato ad aiutare chi si trova in difficoltà. "Per quanto riguarda la questione dell’aborto", ha aggiunto, "accetto la posizione della Chiesa. L’ho accettata nella mia vita personale, ma non la voglio imporre ad altri devoti cristiani, musulmani, ebrei". Biden ha negato che la nuova riforma sanitaria costringe istituzioni religiose a pagare o avallare pratiche che possono favorire la contraccezione.

Per chi votano i cattolici? Il voto cattolico si concentra in stati chiave per vincere le elezioni, come Ohio e Wisconsin. Ma cattolici americani non votano in blocco, sono una galassia complessa. "Parliamo di circa un quarto della popolazione", spiega William Dinges, ordinario di Storia della Chiesa alla Catholic University of America. "Ma si tratta di un elettorato diviso tra le due forze in campo, e molto spesso fluido, passibile di cambiare partito a seconda dei candidati in lizza".