L'AQUILA

Una tenda da adottare

Appello di una parrocchia terremotata per la sua chiesa di tela

È allarme in questi giorni per una della parrocchie più popolose della città dell’Aquila, a tre anni dal terremoto. Si tratta della parrocchia di san Giovanni Battista di Pile, guidata da don Ramon Mangili. In vista dell’inverno, notoriamente rigido nel capoluogo abruzzese, don Mangili lancia, dalle pagine del quindicinale della diocesi aquilana "Vola", un appello a tutte le parrocchie italiane perché adottino la tenda-chiesa, le cui spese di manutenzione (soprattutto quando nevica) sono ormai diventate insostenibili per la comunità della periferia aquilana. In questi giorni infatti il sacerdote sta promuovendo l’iniziativa "Adotta la nostra tenda", per scongiurare lo smantellamento della tendostruttura.

"Adottate la tenda-chiesa". "Questa iniziativa equivale per noi a non dover smontare la tenda-chiesa e quindi ad avere un luogo di culto dove poter celebrare", spiega don Mangili. Parlando della situazione della parrocchia il sacerdote ricorda che la comunità ha a disposizione, oltre alla tenda, solo alcuni container per la catechesi, frutto di donazioni del post-terremoto e che i lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale dureranno due anni, anche se ancora non si può prevedere la data di apertura del cantiere. "In questi tre anni, dopo il sisma – afferma – per far fronte a tutte le spese sono state impiegate le offerte ordinarie della comunità, e anche quelle straordinarie pervenuteci da gruppi, associazioni, singoli, che ci hanno permesso di arrivare sino ad oggi". Ora però la parrocchia ha davvero bisogno di aiuto. "Chiedo di diffondere questo mio appello – dice il parroco – perché la comunità di Pile possa continuare ad avere ancora un luogo di culto". Le informazioni necessarie per l’adozione della tenda-chiesa su www.sangiovannibattista.eu

La parrocchia di Santa Maria Paganica torna a vivere. Mentre la parrocchia guidata da don Ramon sta cercando con ogni mezzo di fare fronte alle tante difficoltà causate dal sisma, nel centro storico dell’Aquila ce n’è un’altra che finalmente è tornata a vivere anche se tra le macerie; si tratta della parrocchia di Santa Maria Paganica, dove il 28 settembre scorso sono iniziati i festeggiamenti in onore della Madonna del Rosario, che si protrarranno fino al 7 ottobre. L’ormai celebre chiesa e l’intero quartiere, profondamente feriti dal terremoto, in questi 3 anni sono rimasti soli e abbandonati. Il tempio dedicato alla Vergine, per lungo tempo non ha udito voci, passi, non ha visto i suoi fedeli. In questi giorni però qualcosa è accaduto: un gruppo di "ex ragazzi", che hanno vissuto la parrocchia come luogo di crescita umana e spirituale – supportati dal parroco mons. Renzo Narduzzi e dal vice parroco don Stefano Rizzo – ha sentito finalmente l’esigenza e il desiderio di dare un forte segnale di speranza e di attenzione alla comunità. Il recupero della statua della Madonna del Rosario effettuato pochi giorni dopo il sisma, non senza rischi, dai Vigili del Fuoco sotto un cumulo di macerie, è sembrato a tutti un segno, l’indicazione chiara del punto da dove ripartire.

Le iniziative nel quartiere aquilano di Quarto. Così il 28 settembre la statua – rimasta intatta nonostante i danni riportati dalla chiesa, custodita poi nei locali della curia e restaurata grazie al contributo del gruppo aquilano di azione civica "Jemo ‘nnanzi" – ha fatto il suo ritorno in parrocchia: nel pomeriggio è stata portata nel monastero agostiniano di sant’Amico per l’inizio della novena di preghiera. Domenica 7 ottobre, così come avveniva ogni anno prima del terremoto, alle ore 12 si svolgeranno la supplica e Messa in piazza Santa Maria Paganica; alle ore 17, seguirà la solenne processione per le vie del quartiere e la Messa alle ore 18. Accanto alle cerimonie religiose sono state organizzate anche alcune iniziative collaterali per consentire ai parrocchiani e a tutti gli aquilani di tornare a popolare per qualche giorno lo storico Quarto. Tra conferenze, concerti, mostre fotografiche, il quartiere aquilano ha potuto accogliere di nuovo i suoi abitanti. E pian piano, passo dopo passo, l’intera città vedrà ancora la vita intorno alle sue piazze, alle sue chiese, alle sue fontane. Ma tutto questo sarà possibile anche grazie al sostegno di chi, condividendo la gioia dei parrocchiani di Santa Maria Paganica, risponderà con un gesto concreto all’appello di don Ramon.

a cura di Claudio Tracanna – direttore "Vola" (L’Aquila)