IRAQ E SIRIA
L’Anno della fede e il 50° del Concilio in due Paesi segnati dalla violenza
L’11 ottobre si aprirà l’Anno della fede, in coincidenza con il 50° anniversario dell’avvio del Concilio Vaticano II. Nella stessa data ricorrono anche i 20 anni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa cattolica, testo promulgato da Giovanni Paolo II, allo scopo di illustrare a tutti i fedeli "la forza e la bellezza della fede". Dal 7 al 28 ottobre si celebrerà anche l’assemblea generale del Sinodo dei vescovi, convocata da Benedetto XVI, su "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana", "per introdurre l’intera compagine ecclesiale a un tempo di particolare riflessione e riscoperta della fede". Tutte le Chiese sono in fermento per questi appuntamenti e si stanno preparando a celebrarli degnamente con iniziative e incontri. Ma come vivono l’attesa due delle comunità cattoliche più vessate della regione mediorientale attraversata da gravi tensioni e da istanze di libertà e di rinascita democratica? Cosa si aspettano dall’Anno della fede i pastori di queste comunità? Daniele Rocchi, per il Sir, ha raccolto due testimonianze dall’Iraq e dalla Siria.
Pregare per avere coraggio (Iraq). Si chiama "Baghdad al Īmān", "Baghdad della fede", ed è il sito (in arabo) promosso dal Consiglio dei vescovi cattolici iracheni, guidato dal siro-cattolico di Baghdad, mons. Ephrem Yousef Abba, per promuovere l’Anno della fede (11 ottobre 2012 – 24 novembre 2013). È una delle tante iniziative messe in campo dalla comunità cattolica irachena per celebrare l’Anno della fede, che in Iraq si aprirà il 12 ottobre, un giorno dopo l’apertura ufficiale in San Pietro, nella cattedrale caldea di san Giuseppe, mentre la sua chiusura sarà celebrata il 22 novembre 2013 in quella armeno-cattolica di Nostra Signora dei fiori. Un anticipo del programma di questo Anno, intanto, si è avuto il 28 settembre con oltre 400 giovani che si sono ritrovati a Baghdad per ascoltare e condividere una relazione del parroco caldeo della chiesa di san Paolo, padre Albert Hisham, dal titolo: "La porta della fede: vocazione e missione". "Si è trattato – ha detto mons. Shlemon Warduni, vicario ausiliare caldeo di Baghdad – di un’iniziativa in preparazione all’Anno della fede, per il quale abbiamo già stilato un programma di eventi, riportato, tra le altre cose, anche sul sito ‘Baghdad della fede’, aperti a tutti i cattolici e i cristiani e a tutti coloro che vogliono partecipare. La situazione nel Paese è tale che non possiamo fare tutto ciò che ci prefiggiamo ma da quest’Anno della fede speriamo di ricevere il coraggio per andare avanti e per non lasciare la nostra terra". A conferma delle parole del vescovo poco meno di 48 ore dopo l’incontro dei giovani un’autobomba è scoppiata davanti alla chiesa del Sacro Cuore, fortunatamente senza causare morti e feriti, ma solo danni. "Ringraziamo Dio – dice il vicario caldeo – ma questo è il contesto nel quale dobbiamo muoverci. Parte anche da qui la nostra preghiera per ricevere coraggio da Dio, coraggio per restare, per testimoniare la nostra fede in mezzo a tante difficoltà, per essere più presenti come cristiani nella nostra società e contribuire a costruire ponti e basi di convivenza. Anche l’Esortazione ‘Ecclesia in Medio Oriente’ ci chiede questa missione e questo impegno". In attesa dell’apertura il 12 settembre, l’Anno della fede in Iraq conta già diversi appuntamenti: nella chiesa armeno-cattolica di Nostra Signora dei fiori si svolgerà, il 14 dicembre, un concerto poi replicato il 19 aprile 2013 nella chiesa siro-cattolica di Mar Benham. Per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani il 18 gennaio 2013 si terrà un incontro ecumenico nella chiesa siro-cattolica di Nostra Signora della salvezza, luogo che nel 2010 fu teatro della più orrenda strage di cristiani in Iraq. Un incontro di preghiera si svolgerà il 21 marzo nella chiesa latina di san Giuseppe, mentre questa volta nella chiesa caldea dedicata allo stesso Santo si terrà, dal 26 al 28 settembre 2013, un incontro per catechisti sull’Anno della fede.
Testimoni credibili (Siria). I tragici eventi in Siria hanno, almeno per adesso, impedito ai vescovi della chiesa greco-cattolica di elaborare un piano compiuto di iniziative per l’Anno della fede. Si attende il ritorno del patriarca greco-cattolico melkita di Damasco, Gregorio III Laham, dal Sinodo sulla nuova evangelizzazione, cui parteciperà insieme a un altro vescovo. "Non abbiamo ancora un programma definitivo per l’Anno della fede – spiega Gregorio III Laham -. Il nostro Sinodo ne aveva già discusso a giugno scorso ma in modo non approfondito, vista anche la situazione nel Paese. Abbiamo un documento, un sussidio per la preparazione che è stato distribuito nelle diocesi del Patriarcato". A una grave situazione del Paese corrispondono però grandi attese: "Da quest’Anno della fede ci attendiamo una fede rinnovata e coraggiosa per essere testimoni di Cristo in un contesto, è bene ricordarlo, musulmano. Non esistono Chiese mediorientali senza il dialogo con i musulmani. Il dialogo è un elemento essenziale per la vita delle nostre Chiese, dal dialogo discende anche la testimonianza di vita nel Vangelo. L’Anno della fede ci servirà per rafforzare la comunione e la testimonianza tra le nostre Chiese per essere più credibili nel mondo musulmano, non solo mediorientale. Da quest’Anno, infine, ci attendiamo di rinvigorire la fede delle nostre comunità parrocchiali, in modo particolare dei giovani e delle famiglie, che sono il nostro futuro".