SOCIETÀ E POLITICA
Si conclude oggi LoppianoLab l’Expo del Movimento dei Focolari in Italia
In una Italia alle prese con una crisi politica ed economica senza precedenti, i cittadini prendono la parola e disegnano prospettive di impegno, già avviate sul territorio, per uscire dalla recessione e ridare un’iniezione di fiducia al Paese. Questo in estrema sintesi è stato LoppianoLab, manifestazione promossa dal Movimento dei Focolari presente in Italia nella cittadella focolarina di Loppiano, vicino, a Firenze, che dal 20 al 23 settembre ha raccolto oltre 3.000 persone da tutto il Paese. Un programma articolato di incontri, laboratori, expo. È la società civile organizzata che esce dal quotidiano e si presenta come alternativa possibile di ricrescita, di innovazione.
Partecipazione attiva. Legge elettorale, intercultura, educazione, legalità, arte, sviluppo sostenibile: 15 i laboratori che hanno impegnato in questi giorni i visitatori di LoppianoLab. Cittadini, esperti, professionisti raccontano l’Italia della crisi ma anche quella della risalita con un unico comune denominatore: la passione per la partecipazione civile. "Dateci educatori veri e vi daremo un mondo migliore" è il titolo del laboratorio nel quale si è ribadita la centralità del fatto educativo come risorsa per il futuro del Paese. Affollato il laboratorio sul tema "Lo stallo dei partiti. La politica dei tecnici. E i cittadini?" dove si è affrontata la questione della legge elettorale: "Occorre ricostruire una relazione sana tra istituzioni, cittadini e Parlamento è stato detto – per rinsaldare l’alleanza tra eletto ed elettore". Molte le testimonianze, le storie di lotta alla illegalità e di speranza che sono state raccontante nel laboratorio sulla legalità. Come quella di Salvatore Cantone, imprenditore impegnato in prima linea con un’associazione anti-racket e di Giuseppe Gatti, magistrato sotto scorta del pool anti-mafia di Palermo. "L’illegalità dice – è un modo di essere e purtroppo sta acquisendo sempre più la sua forza e la sua capacità di essere organizzata. È un problema forte: da un lato la cultura del favore, della raccomandazione; dall’altro la cultura mafiosa. Entrambe si fondono sull’idea che l’io debba schiacciare l’altro con la violenza e il favore. Un intreccio perverso che oggi rischia di attanagliare il nostro Paese. Di fronte a questo modello dobbiamo dare una risposta, contrapporre una legalità organizzata, una comunità che ha la consapevolezza del noi, che sa contrapporre al gruppo chiuso nella violenza dei propri interessi, una comunità che sa stare insieme sulla base della condivisione, della reciproca accoglienza, del noi. E questa è una forza capace di sconfiggere la potenza della mafia".
Il principio della fraternità in economia. Tra gli eventi centrali di LoppianoLab, si è tenuta presso il polo industriale Lionello Bonfanti di Loppiano la Convention italiana dell’Economia di Comunione: “EdC come impegno personale e collettivo: una possibilità per tutti”. Anche qui, diverse le tavole rotonde su giovani, donne e lavoro, con la presentazione di alcune delle scuole di Economia di Comunione che si sono svolte quest’anno nel mondo. Motore di questa iniziativa è l’Economia di Comunione, il progetto ventennale che su un’ispirazione della fondatrice dei Focolari Chiara Lubich, anima oggi 800 aziende in tutto il mondo e pone al centro una prassi e una cultura economica improntata alla comunione, alla gratuità e alla reciprocità. E per il terzo anno consecutivo, sempre al Polo Lionello, si è tenuta l’Expo delle aziende di Economia di Comunione (EdC) che ha raccolto la partecipazione di una cinquantina di aziende made in Italy. "Questa crisi dice il professore del’Università di Bologna, Stefano Zamagni – fa riferimento ad un principio quasi ancora sconosciuto nel nostro Paese, che è il principio della reciprocità. Ebbene, senza la reciprocità non si va molto lontano. La reciprocità non è altro che un presupposto concreto nell’agire economico e sociale fondato sulla fraternità". "La priorità incalza l’economista Luigino Bruni – è verso i poveri, con un invito cioè a misurare il bene comune sempre a partire da chi vive nell’indigenza. Poi l’EdC è un monito in questa crisi economico finanziaria, perché pone al centro la produzione e il lavoro, non la speculazione e la ricchezza di casta basata sulle rendite".
Ponti di fraternità fra tutti. Facendo con i giornalisti il punto della proposta che il Movimento dei Focolari vuole offrire al Paese, la presidente Maria Voce ha detto: "L’Italia credo come tutto il mondo, ha bisogno di una maggiore comunione, di una maggiore interazione fra le persone che vogliono veramente il bene del loro Paese. E che per il bene del loro Paese sono disposte, a volte, a sacrificare anche il bene personale o a perdere un’idea particolare per inserirsi su un piano più universale. Credo che di questo ha bisogno l’Italia, ma non solo l’Italia. Credo che il Movimento dei Focolari possa dare il suo contributo che è quello di contribuire a costruire ponti fra tutti, contribuire a creare legami di rapporti reciproci improntati alla fraternità". E nell’auditorium, parlando ai 3 mila visitatori del LoppianoLab, ha aggiunto: "È questo il momento di offrire il nostro modo di evangelizzare, la nostra testimonianza, la nostra vita, la nostra parola, senza temere di trovare una resistenza. Sono convinta che Dio conduce la storia, e allora di cosa abbiamo paura? Non ci teniamo a farci pubblicità, desideriamo piuttosto che le persone conoscano quel tanto di incisività positiva che riusciamo a mettere nelle realtà umane".