LAICATO

Essere protagonisti

L’impegno sociale e politico al seminario Mcl in corso a Senigallia

Riappropriarsi di un impegno sociale e politico in prima linea, con fedeltà ai valori e autonomia rispetto alle gerarchie ecclesiastiche, senza lasciarsi ingabbiare da schemi che interpretano i valori come "di destra" o "di sinistra". L’impegno viene dal seminario nazionale del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) in corso a Senigallia (da ieri e fino a domani). "Gioia e speranza" il tema dell’appuntamento (riecheggiando la costituzione pastorale "Gaudium et spes" a 50 anni dal Concilio Vaticano II) che ha chiamato a raccolta i dirigenti nazionali del movimento; significativa, tra essi, la presenza dei giovani, ai quali è stato dedicato, venerdì mattina, uno specifico spazio. "Pur nella gravità della situazione, abbiamo motivo di coltivare la gioia e la speranza anche nel momento presente", ha affermato il vescovo di Senigallia, mons. Giuseppe Orlandoni, portando il saluto della diocesi e della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, della quale è membro.

 I laici e la Chiesa. "I laici non sono nella Chiesa; i laici sono la Chiesa", aveva esordito nel primo giorno di lavori mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, riprendendo quanto disse papa Pio XII nel primo concistoro postbellico. Chiamato a parlare della "corresponsabilità dei laici nella Chiesa", il presule ha esortato a superare "l’equivoco che i laici rappresentino un settore della vita ecclesiale", sottolineando invece come la corresponsabilità laicale non sia "una novità del Concilio Vaticano II, ma semmai questo è il luogo in cui si è presa coscienza di una tradizione già radicata nei secoli". Da qui l’invito a "uscire dalla tentazione di contrapporre" periodi significativi e differenti orientamenti nella vita della Chiesa: pre e post-Concilio, tradizionalisti e progressisti e così via. "Ci sono distinzioni – ha rimarcato – che non sono contrapposizioni". Avendo presente che "la Chiesa ha bisogno dell’intero popolo cristiano per portare l’avvenimento della fede negli spazi della vita", mons. Negri ha chiesto di "rendere cultura la fede" e recuperare "i valori dell’umanesimo cristiano", sapendo che "la Chiesa ci educa a una cultura che nasce dalla fede". Poi, il ricordo ai cristiani impegnati in politica che "ci sono principi non negoziabili" e "non possiamo avere come ideale l’andare d’accordo con tutti"; "un dialogo che nasca da confusione e relativismo dell’identità non è dialogo, ma un modo con cui i più forti impongono la loro volontà".

 Non siano una "stampella". Invece "i cattolici non devono e non possono più limitarsi a far da stampella a progetti politici gestiti da altri", ha ammonito il presidente nazionale dell’Mcl, Carlo Costalli, richiamando il protagonismo del laicato cattolico "che assume autonomamente le proprie responsabilità anche in politica alla luce della dottrina sociale della Chiesa".  Ha condiviso questa impostazione Domenico delle Foglie, giornalista e presidente del Copercom che ha usato l’immagine dei "lobbysti dei valori" per richiamare la necessità che "i cattolici con competenza ed efficacia tornino in forza nei luoghi dove si prendono le decisioni per il bene del Paese". "Un impegno irrinunciabile – ha aggiunto – per un laicato che in un tempo di crisi  avverte  il dovere di mettersi in gioco per costruire speranza anche attraverso il pensare e l’agire politici".  Sullo sfondo delle riflessioni, il Forum delle persone e delle associazioni che ha dato vita all’incontro di Todi dello scorso anno, al manifesto per una "buona politica" e che, tra poco, si ritroverà in "Todi 2". "Questa – secondo il presidente Mcl – è l’unica vera realtà esistente e organizzata nel mondo cattolico in questi anni" e che può aiutare i cattolici a superare quell’idea che li vede "camerieri al servizio di altri".

 Serve discontinuità. "Abbiamo bisogno di un’iniziativa politica che deve presentare un forte segno di discontinuità, soprattutto rispetto alla politica debole e vuota di questo periodo di transizione", ha precisato Costalli, mettendo in guardia da partiti che pensano di salvarsi limitandosi a cambi di simbolo e a "riverniciare vecchie case". Anzi, ha aggiunto, "la novità che va profilandosi rischia di essere orientata da forze economiche potenti" e c’è la "necessità di fronteggiare il pericolo di una semplificazione tecnica della complessità sociale". Serve, per Costalli, "un’iniziativa politica ampia" con "un contenitore partitico nuovo"; in tal senso Mcl e, più in generale, il Forum devono "rivendicare una centralità sociale e politica", sapendo che "la legittimità e la fiducia di Todi rappresentano un capitale sociale che non può andare disperso". Sulle "speranze straordinarie" suscitate da Todi è tornato anche Delle Foglie, rimarcando la centralità dei valori non negoziabili per i cristiani impegnati e come sia "impensabile che il bipolarismo sia quello dei valori". "Mai più i cattolici stiano fuori dalla scena pubblica", ha concluso, mentre il presidente del movimento ha chiarito ancora una volta come l’intendimento sia "creare le condizioni" perché i cattolici si mettano in gioco sulla scena politica. Non più in posizioni "irrilevanti", ma da protagonisti.

a cura di Francesco Rossi  (Senigallia)