FOLIGNO

Dalle aule alla città

Mille studenti in un percorso educativo dedicato alla custodia del creato

Oltre mille studenti di sei scuole medie inferiori e sei superiori di Foligno, in Umbria, da sette anni, ogni anno, vengono coinvolti nel progetto "Cittadini del mondo" promosso dalla diocesi. Per l’anno scolastico 2012-2013 i ragazzi rifletteranno sul tema della salvaguardia del creato, prendendo spunto dal Messaggio dei vescovi italiani sul tema "Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra" e sul bene comune. Gli studenti dialogano in classe con esperti, attraverso conferenze, visioni di film, lettura di libri, laboratori. L’inaugurazione del progetto sarà il 9 ottobre. Ne abbiamo parlato con don Luigi Filippucci, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale del lavoro e salvaguardia del creato e coordinatore del progetto.

Come è nata questa iniziativa?
"È nata a seguito del Sinodo dei giovani della diocesi di Foligno nel 2004, una proposta operativa per lavorare sui temi della salvaguardia del creato e della cittadinanza. Il progetto ‘Cittadini del mondo’ propone questi due temi alle scuole. Il risultato è eccellente. Ogni anno c’è grande attesa, anche da parte dei dirigenti scolastici. Abbiamo un forte sostegno dall’ufficio regionale scolastico. E abbiamo trovato disponibilità anche nel mondo ecclesiale, negli uffici Cei. Molti ci hanno incoraggiato e indirizzato. È un progetto sinodale ed ecumenico perché vi aderiscono anche studenti di altre religioni e confessioni, musulmani e ortodossi".

Come reagiscono gli studenti?
"Gli studenti sono molto partecipi, si impegnano molto e si sentono liberi nella scelta. Anche chi non viene dal mondo ecclesiale trova giusti spazi di riflessione e attuazione. Un numero così alto è un segno importante. Il progetto è utile anche per far incontrare le scuole tra loro, per avviare delle collaborazioni. Inoltre abbiamo avuto collegamenti con Bruxelles, con i vescovi europei e il Parlamento europeo".

La Chiesa di Foligno è dunque in prima linea nell’educazione…
"La Chiesa di Foligno e il nostro vescovo sono in prima fila nell’educazione, insieme agli insegnanti di religione. In questi anni si sono aggiunti insegnanti di altre materie, filosofia, lettere, matematica… Negli ultimi due o tre anni abbiamo fatto in modo che ogni dirigente scolastico fosse protagonista di un settore. Hanno dimostrato disponibilità e competenza. Il tutor del corso di formazione degli insegnanti – sono 60/80 ogni anno – è un dirigente scolastico di cinque o sei istituti di scuola superiore di Foligno. Inoltre c’è una buona collaborazione con le istituzioni (comune, regione, provincia). Il comune, ad esempio, mette a disposizione la struttura dell’auditorium. La regione ha dato risorse e ci ha messo in rete sul sito".

Come si svolge il progetto?
"Le lezioni si fanno in orario scolastico. Organizziamo laboratori nelle classi e in città. Abbiamo avuto, negli anni, la presenza di personalità e organizzato visite al laboratorio del Gran Sasso, all’agenzia spaziale di Matera, al museo interreligioso di Bertinoro".

Perché la scelta di questi temi?
"È molto importante educare i giovani al rispetto dell’ambiente e al bene comune. Quest’estate i ragazzi hanno fatto volontariato nel sito archeologico di Cancelli, gestito dalla sovrintendenza, che ha trovato di recente reperti del VI secolo a.c.. Erano impegnati e curiosi. Vale veramente la pena aiutarli a scoprire e conoscere sempre di più. Dopo sette anni l’esperienza è ancora valida. I giovani sono molto ricettivi. Noto, invece, una certa indifferenza degli adulti, anche a livello ecclesiale. Si parla tanto di giovani ma alcuni non vogliono essere giovani. Bisogna anche respirare un po’ la loro aria".

Quest’anno quale sarà l’approccio?
"L’anno scorso si è parlato di alberi e piante, quest’anno ci soffermeremo sul tema dei disastri ambientali e del rispetto della natura come stile di vita. Organizzeremo incontri e lezioni nelle classi, proporremo libri, film, gite e iniziative. A fine progetto tutti i ragazzi ‘abbracceranno’ metaforicamente la città, per coinvolgere i cittadini e comunicare ciò che hanno fatto a scuola. Vogliamo dire che il creato è un grande dono di Dio. Quando viene vissuto come spazio di salvezza diventa un bene".

È una esperienza replicabile anche in altre diocesi?
"Certamente, dobbiamo sempre proporre e mai imporre perché solo così si può stare nella scuola".