GENFEST 2012
Da ieri 12 mila giovani da tutto il mondo a Budapest: il messaggio del Papa
E’ iniziato ieri sera con un concerto dell’Arena Sport di Budapest la X edizione del Genfest,manifestazione promossa dal Movimento dei Focolari. In 12 mila da tutto il mondo hanno raggiunto la capitale ungherese per partecipare all’evento. Solo qualche numero: 104 le nazioni rappresentate: quasi 8.500 dall’Europa (3.700 dell’Europa Orientale), 850 dall’Asia, 1.300 dalle Americhe, un centinaio dall’Africa e un piccolo gruppo anche dall’Oceania; 250 dal Medio Oriente. Due terzi sono cristiani di diverse chiese, circa cento sono i giovani che appartengono ad altre religioni, consistente il numero di quanti provengono da altre culture. "Let’s Bridge", cioè costruiamo ponti, è il titolo della manifestazione. E i giovani che nella giornata di oggi prenderanno la parola, racconteranno il loro impegno a favore della pace, della giustizia, della fraternità: dall’Egitto, città cuore della primavera araba; alla Tailandia, al Giappone, dalle terre colpite dalle catastrofi naturali. Ma anche le azioni svolte in Italia a favore degli immigrati.
Il messaggio del Papa. Che la città di Budapest con i suoi numerosi ponti che attraversano il Danubio possa essere "un segno di speranza per ispirare tutti i giovani presenti per offrire la mano dell’amicizia a quelli che vengono da altre origini e culture, così da dare forma di unità e pace alla città dell’uomo e renderla in qualche misura anticipazione prefiguratrice della città senza barriere di Dio". E’ l’augurio che papa Benedetto XVI ha fatto arrivare ai 12 mila giovani del Genfest. In un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, che è stato letto ieri sera in una gremita Arena, il papa nota come la città stessa di Budapest "è un simbolo eloquente, su tanti livelli, delle aspirazioni che portano così tanti giovani insieme per la celebrazione" del Genfest. Ed aggiunge: "I numerosi ponti che attraversano i Danubio" sono stati "distrutti come conseguenza della Seconda Guerra mondiale. Eppure dalle ceneri di quel terribile conflitto è sorta una determinazione di costruire la pace su fondamenti duraturi". "I ponti del Danubio sono stati ricostruiti e la comunità internazionale si è data una meta di eliminare una volta e per sempre tutte le condizioni che potrebbero condurre ad un conflitto futuro".
Una delegazione al Parlamento ungherese. Ieri mattina al Parlamento ungherese è stata accolta una delegazione internazionale del Movimento dei Focolari, per la metà giovani, con la presidente Maria Voce. Presenti anche Katalin Bogyay, presidente della Conferenza Generale dell’UNESCO, il cardinale di Budapest e il nunzio, il vescovo luterano, l’ambasciatrice italiana in Ungheria. Il ministro degli Affari Esteri Martonyi Jànos ha rivolto un messaggio di benvenuto: "Le sfide sono globali, ha detto, la risposte sono universali, legate ai valori universali. (…) A tutti i livelli constatiamo la cultura del sospetto, dell’odio. A questo bisogna rispondere con la cultura dell’amore. (…) Grazie ai 12.000 che hanno portato qui questa straordinaria iniziativa. Attraverso il loro amore, riscopriamo il nostro".
Il ricordo del card. Martini. Nel pomeriggio di ieri si è svolta l’inaugurazione dell’ "angolo della fraternità", un angolo in un giardino pubblico nel cuore della capitale che i giovani hanno voluto e realizzato essi stessi, con la collaborazione del comune di Budapest. L’intento: lasciare una traccia nella città del messaggio che dal Genfest 2012 partirà per il mondo. "Vogliamo dare speranza alla nostra città", ha detto Rita, ungherese di 25 anni, davanti alle autorità e a una colorata folla di diverse centinaia di giovani. Il Genfest ha preso avvio proprio nel giorno della scomparsa del card. Carlo Maria Martini. E in una nota diffusa a margine della manifestazione, così i focolarini scrivono: "Del suo straordinario amore per la Parola di Dio e della sua capacità ed esercizio di dialogo con la cultura contemporanea vogliamo farne tesoro. Due perle che vogliamo possano essere raccolte anche dalle nuove generazioni, mentre ci apprestiamo a dare inizio al Genfest, insieme ai 12.000 giovani arrivati a Budapest dai cinque continenti".