MEDAGLIA D'ORO DEL CONGRESSO
La più alta onorificenza civile americana attribuita all’economista e banchiere bengalese, inventore del microcredito, insignito del Premio Nobel per la Pace nel 2006
Nei giorni scorsi, il Premio Nobel per la Pace 2006, Muhammad Yunus, ha ricevuto dalle mani di John Boehner, speaker del Congresso degli Stati Uniti, la Medaglia d’Oro del Congresso, la più alta onorificenza civile americana, espressione dell’apprezzamento nei confronti di persone che si sono distinte per il loro contributo all’umanità. È un’onorificenza istituita subito dopo la rivoluzione americana del 1776 e che ha visto premiati, tra gli altri, George Washington, il Primo Presidente degli Stati Uniti, Harry Truman, il quale è stato il Presidente che guidò gli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale alla vittoria, Madre Teresa di Calcutta, Nelson Mandela, Papa Giovanni Paolo II, Ronald Regan, il Dalai Lama, Norman Borlag, il padre della Rivoluzione Verde e vincitore di due Premi Nobel. "Yunus è stato decorato – ha dichiarato lo Yunus Center – per le sue acquisizioni ed i risultati conseguiti nell’arco della sua vita nella causa dell’alleviare la povertà in Bangladesh, ma anche da un punto di vista di carattere globale. Attraverso le sue idee creative, il duro lavoro e la brillante implementazione dell’idea del microcredito sia in Bangladesh sia globalmente, il professor Yunus ha dato un brillante contributo nella causa del migliorare la vita di milioni di poveri, specialmente donne, tenendo particolarmente in conto delle loro vite spese per superare le barriere della povertà".
La Banca dei piccoli prestiti. Muhammad Yunus è l’inventore della Grameen Bank, la banca dei piccoli prestiti, quelli che servono per finanziare le piccolissime iniziative economiche necessarie alla crescita degli strati più poveri della società. Studiando il funzionamento dell’economia in un villaggio del suo paese, il Bangladesh, Yunus si era accorto che, come nelle economie più ricche, ciò che impedisce la crescita è la mancanza di credito alle attività economiche e che sarebbero stati sufficienti dei piccolissimi prestiti per espandere questa economia di sussistenza e far crescere il reddito dei più poveri. È stata abolita la banca come ente burocratico a cui rivolgersi per ottenere un prestito: è invece la banca che, tramite i suoi funzionari, si sposta per andare dai clienti. Gli impiegati della banca girano per i villaggi e parlano con la gente per spiegare come funziona il microprestito. Sia per abbattere i costi che per andare incontro ad una clientela in maggioranza analfabeta, è stata soppressa ogni documentazione cartacea e i prestiti vengono concessi sulla fiducia e senza alcuna garanzia. Per ridurre ulteriormente i costi e rendere più sicura la restituzione attraverso la mutua solidarietà, i crediti vengono concessi solo a gruppi di cinque richiedenti. Il tasso di restituzione dei microcrediti è in media del 99%, superiore a quello di qualsiasi banca occidentale.
Alle donne vengono riconosciute tenacia e motivazione. Un’altra caratteristica dei microprestiti è che vengono concessi di preferenza alle donne, i soggetti più deboli e meno garantiti della società, ma nello stesso tempo giudicate più tenaci e più motivate a migliorare la propria situazione economica. Un prestito di quaranta dollari viene restituito entro un anno con rate settimanali da un dollaro, che vengono subito utilizzate per nuovi prestiti. È sufficiente questo piccolo prestito che viene dato sulla fiducia e che viene sempre restituito, per aumentare sensibilmente il reddito reale di una famiglia. Nonostante alcune critiche che nel corso degli anni sono state rivolte rispetto alla gestione concreta dei prestiti, occorre prendere atto che la Grameen Bank oggi è molto diffusa ed è stata replicata in decine di paesi in tutto il mondo. Dovunque questa formula è stata applicata, gli effetti sono gli stessi, così come il tasso di restituzione dei prestiti. Banche che si finanziano da sole, che si espandono, che favoriscono la crescita dell’economia e il bene dei loro clienti.
Il business sociale. Durante una recente visita in Tunisia, Yunus ha sottolineato come uno dei suoi scopi principali sia la lotta alla disoccupazione. Le soluzioni che vengono esperite localmente, si fondano spesso sulla base delle idee del Premio Nobel, come il Movimento del Business Olistico Sociale: un progetto pilota adottato in Tunisia, Togo e Uganda, che ha come punti principali: il sostegno alle imprese e la creazione di incubatori di business sociale; la costruzione di capacità locale nel business sociale e la cosa più importante, la creazione di posti di lavoro. Yunus sottolinea spesso che nonostante la sua natura dichiaratamente filantropica, un business sociale non significa fare la carità. Nel fare carità, uno dà via il proprio denaro senza aspettarsi che torni indietro nelle mani del benefattore. Al contrario, in un business sociale – egli sostiene – uno investe denaro in una attività che ha una specifica meta filantropica e si aspetta dei ritorni economici sui propri investimenti.
Porre la persona al centro del sistema creditizio. Se è vero che il sistema economico occidentale vive su due concetti errati, la sovranità della "moneta" e della "speculazione finanziaria" come principi base e si poggia su operazioni virtuali, svincolate da attività reali e concrete, è vera l’esigenza di concentrarsi su dinamiche diverse. Negli Stati Uniti la chiamano "finanza alternativa", in Gran Bretagna e in Italia "finanza etica". Le esperienze alle quali si riferiscono sono diverse, ma l’esigenza è unica: dar vita a un sistema finanziario che si ispiri non solo a logiche di natura economica, ma anche, e principalmente, a criteri etici e di natura sociale. Senza condannare il sistema capitalistico, la finanza etica pone nuovamente "la persona" al centro del sistema creditizio e i prestiti etici finanziamo attività imprenditoriali, idee commerciali o piccole attività lavorative che altrimenti non avrebbero accesso al credito tradizionale. Il risvolto etico consiste proprio in questo: dare l’accesso al credito a tutti, senza vincolarsi troppo al profitto e recuperando una delle caratteristiche principali, presente nelle prime forme di economia bancaria: il prestito concesso dalle banche di un tempo era soprattutto sulla conoscenza della persona e sulla fiducia.