AZIONE CATTOLICA

Si fa presto a dire studenti

In mille a Fiuggi per diventare protagonisti del cambiamento, in un momento drammatico della vita del Paese. Con un messaggio, Papa Francesco li ha invitati a “impegnarsi sia nello studio sia nell’associazione, per essere lievito di una scuola e di una società degne dell’uomo”

Mille giovani che guardano al futuro. Con la speranza e l’entusiasmo dei "teenager" e la volontà di essere protagonisti. Niente affatto contagiati dal pessimismo e dalla disillusione che sembrano pervadere il Paese, specie in questo tempo di crisi. È un’onda che scuote Fiuggi la quinta Scuola di formazione per studenti (Sfs), in corso nella cittadina termale (dal 19 al 21 aprile) per iniziativa del Msac, il Movimento studenti di Azione cattolica. "La scuola che verrà" lo slogan dell’evento, il cui filo rosso è l’impegno dei giovani per gli ambienti in cui vivono, a partire proprio dalla scuola. Perché "è impossibile scindere l’impegno sociale, l’impegno politico, l’esercizio della cittadinanza dalla scuola", ha esordito Elena Poser, segretaria nazionale del Movimento.

Guardare al futuro con speranza. L’iniziativa, che il Msac organizza ogni tre anni, ha preso il via ieri pomeriggio in un Pala Terme pieno di giovani, mentre tra i banchetti con gadget e libri ne spunta uno dedicato alla "rassegna stampa", continuamente aggiornata: non solo dell’evento, ma di quanto sta accadendo in Italia e nel mondo, chiara dichiarazione d’intenti per giovani uomini e donne di domani che fin da oggi vogliono avere come riferimento "la Bibbia e il giornale". Il tema scelto "esprime la volontà di guardare al futuro con speranza", ha detto Papa Francesco nel messaggio, a firma del cardinale Bertone, indirizzato per l’occasione all’assistente generale di Azione Cattolica, monsignor Domenico Sigalini, incoraggiando i partecipanti alla Sfs "a impegnarsi sia nello studio sia nell’associazione per essere lievito di una scuola e di una società degne dell’uomo". E questi ragazzi vogliono "essere" e "fare" scuola, "dire forte e chiaro – ha affermato la segretaria del Movimento – che, nel carattere formativo della scuola, ci crediamo eccome".

Una generazione su cui contare già oggi. "Essere scuola", ha aggiunto Poser, "vuol dire essere esemplari nel comportamento, nelle relazioni e nello studio. Un compito arduo, ma quanto mai necessario, per imporci come generazione su cui contare tanto per il futuro, quanto per il presente". Già, perché "non siamo solo la risorsa per il domani, vogliamo i nostri spazi di protagonismo e partecipazione già oggi", è la richiesta del Msac, forte della "freschezza d’idee" e delle "energie di tanti giovani che non si arrendono", più che mai utili per "un Paese che si sta mostrando sempre più stanco di vecchi cliché e vecchie abitudini". Tre, a tal fine, le parole lasciate in consegna ai giovani del Movimento da Franco Miano, presidente nazionale dell’Ac. La prima è "partecipazione", ossia "passione, competenza, studio per conoscere i problemi e rendersi conto della vita"; poi "testimonianza", perché "a noi tutti è chiesto di testimoniare la gioia di vivere, che ci viene dall’incontro con Gesù e che dobbiamo portare a tutti"; infine "speranza", che "non è illusione, ma pensare che ciò in cui crediamo si possa realizzare e lavorare per questo", consapevoli che, alla fine, "la spunterà chi avrà la speranza più grande".

Essere consapevoli. Se è vero che "il futuro appartiene a coloro che hanno il coraggio di credere alla bellezza dei propri sogni", parafrasando Anna Eleanor Roosvelt, qui c’è una buona base di partenza. Con giovani desiderosi d’incontrare "maestri" e confrontarsi con loro. Tra questi, l’inviato ed editorialista del "Corriere della Sera", Aldo Cazzullo, che si è sottoposto a un dialogo "franco e schietto" per far emergere il meglio del nostro Paese. Di fronte a dati disarmanti come quelli sui "neet" (i giovani che non studiano, non si formano, né cercano lavoro) o sulla disoccupazione, il giornalista si è detto certo che "l’Italia se la può giocare a livello globale, ma dobbiamo lavorare sulla scuola, sulla formazione". "Il lavoro si troverà ancora, ma di qualità", ha precisato pensando a tanti mestieri che tendono a scomparire, come il casellante dell’autostrada (sostituito dal telepass) o, in parte, le agenzie di viaggi (che si trovano a fare i conti con le prenotazioni via web). L’importante è avere "fiducia in noi stessi e nel nostro Paese", essere "consapevoli di quel che siamo".

Protagonisti del cambiamento. Guardando al futuro, il Msac questa mattina ha indagato su "nuovi stili di vita" e "nuovi modelli di sviluppo" assieme ad Antonio Da Re (docente di Filosofia morale all’Università di Padova), Andrea Bonaccorsi (membro del consiglio direttivo dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, Anvur) e Matteo Mascia (specialista in Istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani presso l’Università di Padova). "Ci aspetta un tempo di cambiamenti dei quali noi possiamo essere i protagonisti per migliorare le condizioni di vita di chi verrà domani", ha rimarcato quest’ultimo, parlando di sobrietà da realizzare, ad esempio, con l’acquisto "di prodotti che rispettino i principi di sostenibilità". A tal riguardo Bonaccorsi ha esortato ad avere "menti creative e volontà etiche", capaci di cambiare abitudini ad esempio con i mezzi di trasporto. Certo, un nuovo stile di vita è impegnativo, "bisogna abituarsi attraverso atti quotidiani", gli ha fatto eco Da Re, invitando a riscoprire l’importanza delle relazioni anche in termini di "welfare". Di fronte, in platea, mille giovani attenti: vogliono essere loro i protagonisti di questo cambiamento e hanno le potenzialità per esserlo.

a cura di Francesco Rossi, inviato Sir a Fiuggi