GIORNALI FISC

L’opinione del territorio

L’elezione del Capo dello Stato, la crisi socio-economica, la Giornata di preghiera per le vocazioni, il convegno Fisc a Chioggia: gli editoriali delle testate cattoliche

L’elezione del Capo dello Stato, la crisi socio-economica, la Giornata di preghiera per le vocazioni, il convegno Fisc a Chioggia, i 50 anni della “Pacem in terris”, i gesti di Papa Francesco… Sono gli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

Situazione politica. Usciti alla vigilia del voto per il presidente della Repubblica, diversi giornali si concentrano sull’elezione. “Se lo scontro frontale continuerà nell’elezione del presidente – osserva Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona) -, potrebbe causare una situazione di rifiuto della politica, di disprezzo dei partiti, a tutto vantaggio dell’antipolitica”. Per Cammino (Siracusa), “il nuovo capo dello Stato non potrà fare altro che mettere in campo un governo fuori dai partiti” ponendo “in agenda tre punti: riforma della legge elettorale, alcuni provvedimenti economici di massima urgenza e alcune riforme istituzionali condivise e poi ritornare al voto”. Dello stesso parere è l’Eco del Chisone (Pinerolo): “Un’Italia profondamente divisa attende un presidente autorevole, capace di convincere le diverse coalizioni ad accantonare il conflitto e a mettersi al servizio del Paese, almeno per il tempo necessario alla riforma della legge elettorale”. Marco Zeni, direttore di Vita Trentina (Trento), osserva che, “da Sandro Pertini in poi soprattutto, i presidenti che si sono succeduti al Quirinale (Cossiga, Scalfaro, Ciampi e Napolitano) sono risultati tutti di straordinaria levatura”, e quindi “c’è da augurarsi che anche in quest’occasione le trattative preliminari fra i partiti diano i loro frutti migliori”. Secondo Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), “in questa fase convulsa (…) ai credenti (e non solo a loro) si può chiedere laicamente che si facciano carico trasversalmente di una ‘cittadinanza responsabile’ per il ‘bene comune’, abdicando a ogni riflesso condizionato dalle logiche partitiche che bloccano un po’ tutto”. Per Adolfo Putignano, direttore dell’Ora del Salento (Lecce), “emerge fortemente l’esigenza di una reale e chiara etica per i responsabili della cosa pubblica, chiamati a ispirarsi ai grandi valori della giustizia e dell’equità nell’articolata ricerca delle soluzioni ai problemi dell’individuo e dei popoli”. Ai cristiani, aggiunge Angelo Sconosciuto, direttore di Fermento (Brindisi-Ostuni), “spetta innanzitutto riannodare i fili di una speranza e intervenire lì dove è possibile, senza delegare, in questa fase di emergenza, che è tale da qualunque punto di vista la si guardi”. E sul Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli) il vicedirettore Giovanni Barbieri cita la “lezione di coerenza e di servizio” che viene da Benedetto XVI e Napolitano, “due grandi vecchi” che “scompaiono dalla scena internazionale lasciando il segno di una straordinaria dignità che li ha accomunati in questi ultimi anni seppur con ruoli diversi”.
Passando alla politica locale, sul Popolo (Concordia-Pordenone) il direttore Bruno Cescon parla del prossimo voto amministrativo in Friuli Venezia Giulia, ricordando che “è un dovere e un diritto” e “chi non entra in cabina elettorale lascia scegliere il suo futuro, quello dei figli ad altri”. Dal Nord al Sud… Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), guardando alla “politica ad Avellino e in Irpinia”, osserva che “è lontanissimo il gesto compiuto da Giorgio La Pira, che (allora sindaco di Firenze) passeggiando per la città, nel vedere un bisognoso infreddolito che chiedeva l’elemosina, si tolse il cappotto nuovo e lo adagiò sulle spalle del poveretto”. Oltralpe rivolge invece l’attenzione Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), concentrandosi sulla “decisione della Francia di ‘riscrivere’ il matrimonio” – proprio nel Paese dove “nasce l’istituto del matrimonio civile” con la Rivoluzione francese – eliminando “qualsiasi riferimento all’identità sessuale dei coniugi”. “Esiste davvero il ‘diritto’ della maggioranza di cambiare per legge persino il significato delle parole?”, è la domanda che si pone il direttore del settimanale patavino, auspicando una risposta negativa. “Le grandi sfide del nostro tempo sembrano convergere tutte verso la famiglia”, rileva la Vita Cattolica (Udine), riprendendo una nota del Sir a firma di Sergio Belardinelli.

Crisi socio-economica. La crisi e i suoi effetti continuano a tenere banco sui settimanali diocesani. “La crisi economica mondiale o le catastrofi naturali – si legge sulla Cittadella (Mantova) – hanno messo a nudo una parola e una realtà, la povertà, che nelle nostre zone sino a pochi anni fa sembrava ridotta a minimi termini. (…) Sarà necessario un supplemento rinvigorito di vigilanza e perseveranza. Saranno necessari pazienti tirocini di formazione e sensibilizzazione delle coscienze. Eppure sarà possibile affermare ancora che nel buio è possibile accendere qualche luce che prospetti un cammino di speranza”. Anche Camminare Insieme (Rossano-Cariati), occupandosi della sanità nella Sibaritide, invita a “non rassegnarsi” e a “pensare che proprio dai momenti di crisi possono sorgere prospettive e modelli organizzativi migliori dei precedenti”. Di fronte alla crisi, annota il Ticino (Pavia), “dobbiamo cominciare a guardare al nostro mondo con uno sguardo nuovo, che sa meravigliarsi di fronte alla bellezza e alla ricchezza di ciò che ci è donato”.

Giornata vocazioni. Domenica 21 aprile viene celebrata la 50ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, il cui tema quest’anno è “Le vocazioni segno della speranza fondata sulla fede”, mentre “Progetta con Dio… Abita il futuro” è lo slogan scelto dalla Chiesa italiana. “Oggi – scrive Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste) – molti riscontrano una crisi della vocazione: crisi delle vocazioni sacerdotali e religiose, crisi delle vocazioni matrimoniali, crisi delle vocazioni politiche per esempio. Non sempre, però, si amplia sufficientemente il concetto di vocazione fino a legarlo alla capacità stessa di leggere nella realtà una parola di senso, che ci precede”. In altri termini, “abbiamo perso il codice, non è che la realtà abbia cessato di parlarci”. “La speranza – scrive il vescovo di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, sul Nuovo Giornale, riprendendo il tema scelto da Benedetto XVI – è un tesoro prezioso che oggi sembra scarseggiare anche nel cuore dei credenti. La fonte della speranza è l’amore di Dio: apriamoci all’orizzonte di Dio che ci è stato svelato in Cristo. Questo vale per la nostra vita personale come per l’attività pastorale, e vale in particolare per dare una decisa accelerazione alla pastorale vocazionale: abbiamo bisogno di una mobilitazione di fede, di preghiera e di affetto per le vocazioni”. “Entriamo dentro noi stessi – esorta Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) – e cominciamo a contare i doni grandi che abbiamo ricevuto attraverso quelle persone che hanno consacrato la loro vita e si sono innamorate di Dio”. Per il Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), “fidarsi di una chiamata, di una vocazione, è iniziare un cammino: non è una misteriosa e crudele astuzia di un Dio che si nasconde senza dire il perché, ma un cammino d’amore e di scoperta graduale”. Seguire l’invito di Gesù, rileva Voce della Vallesina (Jesi), “significa immergere la propria volontà nella volontà di Gesù, dargli davvero la precedenza, metterlo al primo posto rispetto a tutto ciò che fa parte della nostra vita”. Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), rimarca che “la vocazione è una dimensione che riguarda la vita di tutti, o meglio, di tutti quelli che credono che vivere in modo riuscito e pienamente umano la vita sia importante, che l’esistenza non sia casuale e che vivere per amore sia la strada che vale la pena percorrere”. La Voce Alessandrina (Alessandria) pubblica ampi stralci del messaggio per la 50ª Giornata mondiale, preparato dal vescovo Giuseppe Guerrini, incaricato della Conferenza episcopale piemontese per le vocazioni. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), riflette su di lui, “sacerdote da oltre cinque lustri”, e su un “novello presbitero”, mentre sul Nuovo Diario Messaggero (Imola) un parroco, don Marco Baroncini, si concentra sulla domenica, “giorno da dare al Signore”, “giorno di carità, di attenzione verso gli altri”, che invece oggi è divenuto “un giorno, come gli altri, per il guadagno e il lavoro”.

Carta e web. Non mancano, negli editoriali delle testate Fisc, alcune valutazioni a margine del convegno nazionale “Informazione in rete: carta stampata e web”, ospitato a Chioggia dall’11 al 13 aprile per i 100 anni del settimanale. “Le circostanze di questi giorni – rileva Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia) – ci sollecitano a riflettere sull’importanza – per ciascuno di noi, per il nostro giornale, per la nostra comunità diocesana, ma anche per quella civile – di saper coniugare particolare e universale, locale e globale, in un’armonia creativa capace d’innescare un circolo virtuoso, sicuramente positivo e produttivo, a vantaggio di tutti”. Sul legame con il territorio si sofferma Carlo Cammoranesi, direttore dell’Azione (Fabriano-Matelica), per il quale “quel che conta, carta o web, anzi carta e web, è far sentire l’odore della gente sui nostri fogli o sui nostri tablet, dove davvero poter riconoscere e abbracciare l’identità di una terra che sarà sempre un marchio vincente, anche navigando a fianco dell’ultima tecnologia multimediale”. “La Rete – rimarca Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro) – è un’opportunità: non va né demonizzata né santificata. Ma il nostro comunicare deve andare oltre, offrendo uno sguardo capace di ‘bucare’ il contingente”.

50 anni della “Pacem in terris”. Alcune testate ricordano nei loro editoriali i 50 anni della “Pacem in terris”, l’ultima enciclica di Giovanni XXIII, suo “testamento spirituale”, come la definisce Paolo Busto, direttore della Vita Casalese (Casale Monferrato). “I punti fondanti che il Beato Roncalli dipanò nella stesura – osserva il Portico (Cagliari) – aprono ancora oggi i cuori dei fedeli e di tutti gli uomini di buona volontà: l’inviolabilità della persona umana (…); il raggiungimento e la realizzazione del bene comune sulla terra (…); le relazioni tra i popoli basate sul dialogo, sulla cooperazione, sul rispetto delle minoranze e degli ultimi, sulla solidarietà e la verità, sul negoziato e non sulla legge delle armi e del più forte”. Testo “sconosciuto alle nuove generazioni”, per Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), rappresenta “una pagina indelebile nella storia dell’umanità, una sorta di ‘magna charta’ per la formazione a un’umanità libera e matura”.

Papa Francesco. Gli editoriali continuano a dare rilievo anche a Papa Francesco, a circa un mese dall’elezione. “È nel cuore dell’anno liturgico, il Triduo pasquale, che il vescovo di Roma ha progressivamente mostrato il suo volto di dolcezza e misericordia, grazie a parole e gesti semplici che hanno girato il mondo e sono arrivati a tutti”, evidenzia Alberto Cavallini, direttore di Voci e Volti (Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo), pensando alla “lavanda dei piedi a dodici giovani nel carcere minorile romano”, alle “omelie delle celebrazioni pasquali” e ai “discorsi pronunciati in occasione del Regina Coeli”. Sulla stessa linea Irene Argentiero, direttore del Segno (Bolzano-Bressanone), che riprende l’invito del Papa alla preghiera: “È lui per primo a pregare. E lo fa con la gente”. Per Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), “l’esempio di Francesco è trainante. Se ne accettiamo lo stile, ecco un programma di vita, un ardente desiderio di semplicità genuina”. Toscana Oggi (settimanale regionale) pubblica una nota di mons. Fausto Tardelli, vescovo di San Miniato e segretario della Conferenza episcopale toscana, dopo la “visita ad limina”. “È stato come stringere le mani a un padre, amorevole, pronto all’ascolto, gioioso – confida mons. Tardelli -. Ci ha chiesto di pregare per lui. Ha poi sottolineato la necessità per la Chiesa e in specie per i pastori, di camminare con la gente, ascoltando il popolo, accettandolo per quello che è, amandolo, e così accompagnarlo a riscoprire la speranza che non delude”.

Cronaca locale e attualità ecclesiale. Sui settimanali spazio anche alla cronaca locale e all’attualità ecclesiale. Il Nuovo Amico (Pesaro-Fano-Urbino), annuncia l’incontro con il cardinale Ravasi che si terrà, nel duomo di Pesaro, il 26 aprile. L’argomento sarà “Fede, cultura, società”, tema “di scottante attualità e d’interesse”, annota il direttore Raffaele Mazzoli, “oltremodo significativo sia per la conoscenza del mondo in cui viviamo e sia per individuare meglio le esigenze di una pastorale concreta e aggiornata”. La Voce del Popolo (Torino) parla della fine dei “soldi per la cassa integrazione in deroga” e sul rischio “che 400mila lavoratori delle Regioni del Nord (Piemonte compreso) rischiano di rimanere senza sussidi”, mentre l’asta per i Btp Italia “ha ottenuto un altro successo clamoroso”. “All”uomo della strada’ (come si diceva una volta) rimane il dubbio – riflette il settimanale – che a mancare sia soprattutto una cosa: la politica, cioè il servizio al bene comune esercitato e diretto dagli eletti del popolo”. La “sicurezza” in città è a tema sul Cittadino (Monza e Brianza). Mentre la Guida (Cuneo) parla delle iniziative in programma domenica 21 aprile, giornata mondiale della terra, ribadendo “la necessità di presidiare il territorio, senza deleghe né esitazioni”. Su Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina) il direttore Giuseppe Rabita e i collaboratori del giornale salutano il vescovo Michele Pennisi, che passa alla guida dell’arcidiocesi di Monreale. Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano), si occupa di religiosità: “La religione, il culto e ancora di più la fede sono atti dell’uomo che volge il suo sguardo verso l’alto, cerca il suo Signore per affidarsi a Lui, consegnarsi nelle sue mani”; invece “la magia, l’occultismo, la superstizione sono aspetti di una ricerca del trascendente, di una religiosità malata che si volge anch’essa all’assoluto ma per mercanteggiare salvezza, futuro, benessere, affetti e salute”. Sulla sinodalità intesa come “partecipazione, corresponsabilità, presenza attiva”, affermata dal Concilio Vaticano II “nei riguardi della vita interna della Chiesa”, infine, l’editoriale di Giordano Frosini, direttore di Vita (Pistoia).