UNIVERSITÀ CATTOLICA
Quelli dello spot promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo per l’89ª Giornata dell’Ateneo. Realizzato anche un documentario con le testimonianze dei giovani. La parola anche a un gruppo di docenti
Il buio di un labirinto, simbolo dell’attuale crisi, illuminato solo dalla luce delle torce di dieci giovani che, insieme, cercano a tentoni e trovano la via d’uscita, mentre la musica di sottofondo da martellante si scioglie in sussulto liberatorio. Fuori del labirinto, i ragazzi si incamminano sorridenti attraverso il Parco Nord di Milano verso un orizzonte luminoso, il loro futuro. Ma non individualmente o facendo a gara per arrivare primi, bensì tenendosi per mano. Sono i 31 secondi dello spot "Le nuove generazioni oltre la crisi", promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo in occasione dell’89ª Giornata per l’Università cattolica che viene celebrata domenica 14 aprile. Protagonisti dieci studenti dello storico Ateneo. Insieme allo spot, il "Toniolo" ha promosso anche un documentario. I due video, affidati alla regia di Giovanni Calamari e prodotti dalla "Hannesfilm", sono su www.istitutotoniolo.it, www.facebook.com/associazione.amici.UC.
Lavoro. Giovani realisti, determinati e flessibili, che guardano al futuro con fiducia e, pur non nascondendosi le difficoltà che li aspettano, non sono disposti a rinunciare ai propri sogni. Come Annalisa, Giovanni, Vincenzo e Lelia, i "protagonisti" del documentario intitolato "Promuovere l’Università cattolica, servire la società e la Chiesa". Ventinove anni, di Ostuni (Brindisi), Annalisa è laureata in filologia moderna ed è appena rientrata da un’esperienza di otto mesi in Australia, dove ha insegnato italiano agli stranieri. La "grande occasione" che aspettava, dice riandando con il pensiero ai lavori di babysitter o alle lezioni private impartite durante gli anni universitari per non pesare sulla famiglia. "Oggi – racconta – cerco lavoro a Milano e per questo mi darò un tempo limite, ragionevole, ma se non trovo nulla sono disposta a partire nuovamente; questa volta però in Europa".
Famiglia. Sorridono Vincenzo e Lelia, insieme da poco più di due anni, mentre tenendosi per mano percorrono le strade cittadine. Entrambi studenti di giurisprudenza, lui ventiquattrenne di Taranto, lei ventiduenne di Palazzo San Gervasio (Potenza), sognano una famiglia solida e dei figli. "Voglio ricrearmi quello che nella mia vita è stato sgretolato", spiega Vincenzo che ha sofferto molto per la perdita del padre. "Nella famiglia crediamo davvero – assicura -, e ogni giorno facciamo tante piccole cose per arrivare al traguardo". "La mia idea di famiglia è ancorata nelle radici della mia famiglia", aggiunge Lelia, per la quale "avere dei figli sarebbe la ciliegina sulla torta". Il Signore, conclude fiduciosa, "ci indicherà la strada per raggiungere il nostro obiettivo".
Istituzioni. Ad un grande evento che richiami tutte le associazioni che hanno preso parte al primo biennio di "Attraversare la città" sta pensando Giovanni, ventisette anni, dottorando in sociologia. Giovanni, che da due anni coordina due percorsi di educazione alla cittadinanza attiva incentrati principalmente sui temi delle politiche giovanili e dell’intercultura, spiega che "partecipare significa essere protagonisti, poter manifestare le proprie idee e avere la possibilità di confrontarsi". L’associazionismo, prosegue, "è stato il canale per essere poi protagonista di quello che vivo. Partecipare significa anche assumere degli incarichi e quindi avere delle responsabilità da portare avanti". Inoltre, "il far parte di un’istituzione fa percepire quest’ultima più vicina".
La parola ai docenti. Nel documentario, quasi dieci i minuti girati nella sede dell’Istituto Toniolo e dell’Università cattolica, la parola anche ad alcuni docenti dell’Ateneo. Anzitutto Alessandro Rosina, professore di demografia statistica, che illustra il "Rapporto giovani", avviato dal 2011 dal "Toniolo" su un campione nazionale di 9mila ragazzi tra i 14 e i 29 anni, "indagine approfondita sulla realtà giovanile in Italia, base per un osservatorio permanente sulle nuove generazioni". Tra i principali temi indagati dalla ricerca il rapporto dei giovani con lavoro, famiglia e istituzioni, che ha dato lo spunto alle citate testimonianze della prima parte del documentario. "Gli studenti – assicura quindi Rita Bichi, docente di metodologia della ricerca sociale, presentando l’offerta formativa e i servizi dell’Ateneo – sono considerati ciascuno nella propria integrità di persona", e "il rapporto personale che riusciamo ad avere con ognuno di loro è una ricchezza della nostra università che i giovani riconoscono". Nel nostro ateneo, aggiunge Pierpaolo Triani, docente di didattica generale, "la centralità della persona si concretizza in una logica di accompagnamento e in un cammino di responsabilizzazione progressiva" attraverso l’offerta di servizi di tutorato ed esperienze di stage. Fondamentale la cura della "dimensione spirituale". Precisa Elena Marta, docente di psicologia sociale e di comunità: "Abbiamo in mente l’incontro tra territorio e università" e l’importanza di far conseguire agli studenti "competenze preziose come la capacità di lettura dei bisogni e di inserimento nei contesti". A concludere il documentario una "’call to action’ per continuare a costruire giorno dopo giorno l’Ateneo dei cattolici italiani".