GIORNALI FISC

L’opinione del territorio

La situazione politica, gli effetti della crisi, il primo mese di Papa Francesco, la tensione nella penisola coreana: gli editoriali delle testate cattoliche

Lo stallo della situazione politica italiana, gli effetti della crisi, un bilancio del primo mese di Papa Francesco, la tensione nella penisola coreana, la cronaca locale e l’attualità ecclesiale… Sono gli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

Situazione politica. “Uscire dal caos”. È l’invito che accomuna molti editoriali dedicati allo stallo che sta vivendo la politica italiana dopo le elezioni del 24-25 febbraio. “I diversi soggetti politici – si legge sul Ticino (Pavia) – devono liberarsi dalla loro altezzosa sufficienza e non continuare, invece, quasi incuranti del tempo che passa, a contendersi in una perenne campagna elettorale, con vecchi e nuovi rancori”. In questo momento, aggiunge Gino Mecca, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), “è tutto il Paese-Italia che ha bisogno di recuperare una dimensione di normalità, dalle istituzioni ai cittadini”. Purtroppo, dice Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), “i principali protagonisti della vita politica proseguono imperterriti in una commedia delle parti che davvero ha stufato tutti”. Per Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), “è ora di finirla con questa insensibilità, con questo assurdo stordimento collettivo nel gioco delle parti, con questa totale abulia che svuota il senso stesso delle istituzioni democratiche”. Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), invita ad “abbandonare inutili atteggiamenti di supponenza” e a “ricordare che la politica è prima di tutto l’arte del possibile. Si potrà allora individuare una soluzione di alto profilo da cui ripartire per una nuova stagione”. Il Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina) auspica “una rinascita morale e civile su cui costruire un futuro per tutti”. Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), ribadisce la necessità di “una guida politica ferma, coesa e sapiente, diretta esclusivamente al Bene Comune”. Al riguardo Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) spiega che “la ricerca del bene comune non è astratta, richiede idee, anche ben pensate e strutturate, ma soprattutto vuole l’abbraccio della realtà. Ognuno guardi all’altro come concorrente: cioè che corre come lui per costruire qualcosa di buono”. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), si rivolge agli elettori del M5S dopo aver letto “i tre disegni legge per ‘progettare’ la nuova Italia”: “Siete soddisfatti di questo inizio di ‘servizio’ politico-istituzionale? Se non lo siete, fatevi sentire”. Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto), ritorna sulla decisione del presidente Napolitano di nominare dieci saggi: una scelta che “ha, senza dubbio, il merito di avere ‘rispolverato’ un termine, la saggezza, caduto nel dimenticatoio, in una società in cui tutto viene misurato in termini d’immagine ed efficientismo”. Analizzando il quadro politico, secondo Ettore De Faveri, direttore della Valsusa (Susa), “lo snodo decisivo, che può aprire delle prospettive, può essere il nuovo presidente della Repubblica. Ma anche qui tutto deve essere alla luce del sole. Senza trattative sottobanco. Ci vuole un presidente che sia una garanzia per tutti. Che abbia un solo interesse: servire il Paese”. Anche la Cittadella (Mantova) è convinta che “la figura e il modo di esercitare il ruolo del successore del presidente Napolitano saranno un elemento molto importante della vita futura del Paese”. Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), pone l’accento su un’altra questione politica: “Tutte le forze sociali dovrebbero finalmente porsi la domanda di come disegnare un Paese in cui i giovani abbiano voglia di rimanere a vivere, a lavorare, a costruirsi e costruire futuro”. L’Eco del Chisone (Pinerolo) si occupa di welfare e famiglia, ricordando che “la politica che antepone i conti alle persone, alle famiglie, è una politica contro la vita”. Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), guarda invece alle elezioni regionali previste per il 21 e 22 aprile, evidenziando ai candidati che “governare vuol dire discernere, indirizzare i cittadini verso il bene, favorire il bene e disincentivare il male”. La Vita Cattolica (Udine) propone “la terza e ultima parte della nota sociopolitica dell’arcidiocesi alla vigilia delle elezioni locali”, in cui viene esaminato “il cruciale e complesso capitolo delle riforme”.

Crisi socio-economica. La crisi e i suoi effetti continuano a tenere banco sui settimanali diocesani. In modo particolare, in questi giorni, con la notizia del suicidio di tre anziani (marito, moglie e fratello di lei) a Civitanova Marche, a causa – pare – della situazione economica non più sostenibile. Riflettendo su quanto accaduto, Sandro Vigani, direttore di Gente Veneta (Venezia), nota che “il problema è grave per quelle persone che non riescono a manifestare il proprio disagio e a chiedere aiuto. La comunità cristiana deve alzare le antenne per poter intercettare queste difficoltà nascoste tra le mura della casa e farsi presente, con rispetto e discrezione, perché non accada ciò che è accaduto a Civitanova Marche”. Per il Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), “al di là del risalto mediatico che il gesto estremo dei tre anziani ha ottenuto, non può essere sottaciuto il clima che si sta respirando nel Paese, con una società che va sempre di più caratterizzandosi per una forbice ricchezza/povertà che si allarga e, soprattutto, con situazioni che appaiono di difficile controllabilità, anche sul piano delle tensioni che possono scatenare”. Concorda Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone): “Nessuno ha il diritto di attizzare il fuoco della disperazione. È da irresponsabili”. Anche Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), registra “il clima teso nel Paese e la crisi dei piccoli e grandi risparmiatori, una crisi che danneggia le imprese e colpisce le famiglie, negando ogni prospettiva futura alle nuove generazioni”. Per Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), “il ‘mostro’ sgusciante della crisi non deve essere incentivato dalle nostre divisioni. Faremmo il gioco del sempre peggio. ‘Insieme’ se ne esce, non da soli”. Dello stesso avviso è Verona Fedele (Verona) che propone di creare una “piattaforma comune delle forze cattoliche per affrontare la crisi”: “Ne risulterebbe la vivacità innovativa dell’evangelizzazione del sociale”. Toscana Oggi (settimanale regionale) chiede un “riequilibrio retributivo” per far fronte alle “disparità sociali” e alle “condizioni salariali”. Nella situazione attuale, lamenta il Portico (Cagliari), “non abbiamo ancora incominciato a interrogarci seriamente sull’urgenza di un nuovo modello, dove il giudizio sulla bontà delle scelte, avvenga secondo il criterio della giustizia, della solidarietà e dell’interesse comune, dell’amore, in definitiva. Con il coraggio di remare anche controcorrente”. La Voce del Popolo (Brescia) commenta i dati Istat sull’occupazione: negli ultimi 5 anni i disoccupati sono passati da 1 milione e 506mila del 2007 a 2 milioni e 744mila del 2012. “Cifre spaventose, ma che non hanno sorpreso nessuno”, osserva il settimanale.

Il primo mese di Papa Francesco. Non manca negli editoriali delle testate Fisc una carrellata d’immagini, parole e gesti del primo mese di Pontificato di Francesco. “Fin dai primissimi momenti il Pontificato di Francesco – sintetizza Ferdinando Sallustio, direttore dello Scudo (Ostuni) – è stato ricco di segni e di significato: l’inchino a Dio davanti al popolo, lo stile colloquiale, l’andare incontro alla gente, l’apertura al dialogo, rendono tanto più universale la sua figura quanto più vicina a ciascuno dei più piccoli tra i fratelli”. Per Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), “il Papa venuto ‘quasi dalla fine del mondo’ ogni giorno di più si qualifica come l’araldo della misericordia infinita di Dio. Una voce che risuona in un mondo dove regnano ben altre categorie di pensiero e di comportamento. La rivoluzione silenziosa di Papa Francesco continua”. Secondo Marco Piras, direttore dell’Arborense (Oristano), “le parole di Papa Francesco devono trovare anche nelle nostre comunità occasioni di testimonianza e d’impegno che vadano oltre i confini delle nostre parrocchie o delle nostre associazioni. Le forme per coltivare il terreno della fede sono tante”. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), parla della presa di possesso della Basilica Lateranense, avvenuta domenica scorsa. “Questa – spiega – è la cattedrale di Roma. È la sede ufficiale del Papa perché contiene la cattedra papale. La sede del Papa non è San Pietro, ma San Giovanni in Laterano”.

Questioni internazionali. Al centro degli editoriali anche alcune questioni internazionali, come ad esempio la situazione nella penisola coreana. “Proprio mentre stiamo celebrando il 50° dell’enciclica ‘Pacem in Terris’ di Giovanni XXIII (11 aprile 1963) – annota Giampiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto) -, si sentono insensate parole di guerra atomica. È il giovane dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un, che lancia minacce di aggressione atomica alla Corea del Sud e agli Stati Uniti. Fantasmi del passato evocati da una mente malata? Sta di fatto, però, che le bombe ci sono”. Anche Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), prende spunto dal 50° della “Pacem in Terris”, sottolineando come “in piena guerra fredda, il messaggio di Papa Giovanni segnò un’insperata primavera, aprendo per l’umanità un cammino di speranza. Cinquant’anni dopo, il cammino sembra appena iniziato”. Purtroppo, però, rileva Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), quella coreana “è la triste realtà di una guerra annunciata che speriamo non scoppi mai”. Marco Bonatti, direttore della Voce del Popolo (Torino), ripercorre, invece, gli anni del governo di Margaret Thatcher, primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990, morta lunedì scorso. “Le scelte (alcune, obbligate) della signora Thatcher – secondo Bonatti – anticipano la difficoltà profonda dei politici dell’Europa occidentale, chiamati a governare una società che invece è frammentata, fluida, individualista e solitaria: caratteristiche tutte che scoperchiano il ‘vuoto’ lasciato dalle vecchie società comunitarie basate su sistemi di valori condivisi”.

Cronaca locale e attualità ecclesiale. Sui settimanali spazio anche alla cronaca locale e all’attualità ecclesiale. Cammino (Siracusa), parlando di territori, indica nella “tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico un imperativo etico che impone di agire secondo un principio di sostenibilità, ambientale, sociale ed economica per garantire alle future generazioni condizioni minime di sussistenza culturale”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) pubblica la testimonianza di don Francesco Nanni, parroco di Dozza, che festeggia “le nozze d’oro sacerdotali”. “Vengono in mente – confida il parroco – i giorni di trepidazione prima dell’evento tanto atteso, la commozione per essere stato fatto partecipe di un qualcosa di assolutamente grande, indicibile, che ha risucchiato la nostra povera umanità in un progetto conosciuto solo da Dio, che ha voluto aver bisogno di noi per salvare gli uomini”. La Vita Picena (Ascoli Piceno) invita a pregare per il vescovo Silvano Montevecchi, colpito il 17 marzo da meningite viscerale. “La sofferenza – si legge nell’editoriale – ha bussato alla porta della casa del vescovo Silvano. Davanti al mistero della sofferenza di Colui che custodisce la nostra comunità diocesana noi siamo smarriti. Le parole non sono sufficienti per superare lo sconcerto del cuore. La sola attività in grado di gettare luce e speranza, è la Preghiera”. La Guida (Cuneo) ospita una riflessione sui concetti di “libertà, verità, finitezza”, che sono “madri di tutti gli interrogativi”. Voce della Vallesina (Jesi) informa che il 13 aprile si svolgerà a Villa Borgognoni di Jesi un laboratorio sul tema “Costruire partecipazione. Motivazioni e percorsi per una cittadinanza responsabile” con l’obiettivo di “sviluppare un confronto su idee e progetti, ipotizzare percorsi e arrivare a proposte realizzabili”. Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano), racconta la visita del settimanale al Cern: “Abbiamo fatto lo stesso pellegrinaggio spirituale che ha fatto l’uomo della Bibbia, che nel tempo hanno fatto ricercatori, credenti e non, filosofi e saggi, per rispondere alle domande sulla creazione: da dove veniamo, verso dove andiamo, Chi ci ha creati?”. Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza), presenta l’iniziativa “Le primavere di Monza”, “voluta e promossa dal giornale, trovando la collaborazione del Comune ma aprendo le porte anche ad altri. Quattro serate: 27 aprile, 16 e 30 maggio, 6 giugno. Di assoluto prestigio gli ospiti che hanno accettato il nostro invito: la scrittrice cubana simbolo del desiderio di libertà nell’isola di Fidel Castro, Yoani Sanchez; il premio Nobel per la pace e avvocatessa iraniana Shirin Ebadi; il priore della comunità monastica di Bose, Enzo Bianchi; il sondaggista Nando Pagnoncelli. La curiosità di ascoltare loro si somma a quella di vedere voi, d’incontrare una volta di più le persone che poi comprano il giornale ogni settimana”. Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), argomenta sul tema del convegno nazionale Fisc, “Informazione in rete: carta stampata e web”, ospitato in questi giorni a Chioggia per i 100 anni del settimanale. “Stampa e web – dice Tosello – hanno molto da condividere e, allo stesso tempo, molto da offrire, insieme – nel territorio e oltre il territorio -, al vasto mondo di lettori e navigatori, anch’essi sempre più coinvolti nell’essenziale opera informativa”. Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria), spiega la scelta di “far scrivere ogni settimana un vescovo della Regione su un argomento da lui scelto”: “Nella confusione che domina la nostra società, pubblicare riflessioni, esortazioni, idee, sentimenti che provengono da persone qualificate quali sono i vescovi, al di fuori di ogni sospetto e di ogni interesse demagogico, è un fatto degno di nota”. Marco Zeni, direttore di Vita Trentina (Trento), dedica l’editoriale alla “visita ad limina” della Conferenza episcopale del Triveneto, che prenderà il via lunedì 15 aprile. Lucio Bonomo, direttore della Vita del Popolo (Treviso), commenta la decisione di “Magdi Cristiano Allam che, dopo appena 5 anni, ritiene conclusa la sua conversione al Cristianesimo”: “Pur rispettando una scelta così emblematica, tuttavia non possiamo celare un po’ di disappunto per certe conversioni mediatiche e ‘ad tempus’ che non fanno certo onore alla serietà con cui cerca di accreditarsi il catecumenato in Italia”. La Voce Alessandrina (Alessandria) ricorda, infine, “don Carlo Torriani, l’uomo che fu direttore del giornale diocesano per due volte, la prima come laico dal 1919 al 1924, la seconda dal 1946 al 1958, nel frattempo, nel 1937 era stato ordinato sacerdote”.