MEETING CERNOBBIO
Il cardinale Angelo Scola: ”Qui si costruisce l’identità delle persone a partire da due differenze che, proprio nel contesto familiare, trovano un loro equilibrio: la differenza dei sessi e quella tra generazioni”. Nei tre giorni di ”Family at work” presentati gli Atti dell’Incontro mondiale delle Famiglie di Milano 2012. Giovani protagonisti nei laboratori. Proposta l’interlocuzione con i mondi dell’economia, della politica e della cultura
Un pacchetto di proposte e buone prassi da presentare al mondo dell’economia, della politica e della cultura, consapevoli di come, nonostante la crisi in atto o proprio a causa di essa, la famiglia resti il pilastro a cui ancorare la nostra società. È questo l’impulso che viene dal "Family at work", l’appuntamento, concluso ieri con l’intervento del cardinale di Milano, Angelo Scola, che per tre giorni ha radunato a Cernobbio, sul lago di Como, famiglie da tutta la Lombardia. "Ci sentiamo al primo atto, scena prima e non certo a un punto di arrivo", ha spiegato Fabrizio Pozzoli, portavoce di Oasi per la Famiglia, associazione che ha curato l’organizzazione dell’evento promosso dalle diocesi lombarde, in collaborazione con il Forum lombardo delle associazioni familiari ed il Comune di Cernobbio.
Una voce da ascoltare. Un scelta, quella della location, non casuale: proprio Cernobbio, a pochi chilometri dalla sede del "Family at work", raduna ogni anno il ghota internazionale dell’economica e della politica per il meeting Ambrosetti. "Non sappiamo ancora come – ha proseguito Pozzoli – ma certamente troveremo il modo di far conoscere le proposte emerse in questi giorni, perché crediamo che la politica abbia non solo il dovere, ma anche il diritto di ascoltare la nostra voce". Gli fa eco anche Francesco Belletti, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, per cui "questo passo è fondamentale". Il presidente del Forum, intervenendo alla tavola rotonda conclusiva, ha ricordato la tragedia di Civitanova Marche, dove un’intera famiglia si è suicidata, richiamando l’esigenza di "rompere l’isolamento in cui troppo spesso si trovano le famiglie".
La sfida del Family 2012 inizia ora. La tre giorni di Cernobbio si colloca nella scia dell’Incontro mondiale delle famiglia di Milano, i cui atti sono stati presentati proprio in occasione di "Family at work". "Crediamo sia importante far circolare questi documenti – ha spiegato don Luca Violoni, segretario del Family Day 2012 – perché la vera sfida incomincia adesso". I documenti sono stati presentati da monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia che ha ricordato come "quello di Milano sia un evento da tradurre in tutti i modi possibili: primo fra tutti mostrando la bellezza della famiglia". "L’Incontro mondiale – ha proseguito Paglia – ha mostrato l’urgenza per noi cattolici di riaffermare la centralità della famiglia non solo nel campo della pastorale, ma anche della politica e della cultura, come risorsa per la società". Nel suo intervento il presule ha ricordato i rischi che ancora oggi si corrono. "Appuntamenti come questa tre giorni – ha concluso – ci aiutano a camminare nella direzione opposta a quell’abisso di individualismo in cui la cultura dominante ci spinge ogni giorno".
La voce dei giovani. Durante l’intera tre giorni i giovani sono stati tra i protagonisti, non solo nell’organizzazione, come volontari, ma anche nel formulare linee e proposte di discussione. Nella giornata di venerdì, in particolare, circa 250 studenti provenienti da diverse scuole superiori della Lombardia si sono ritrovati per lavorare attorno a quattro laboratori: economia, cultura, solidarietà e cooperazione, media. Tra le criticità evidenziate quello dell’alternanza scuola-lavoro, la debolezza della famiglia nell’educare al sacrificio e alla condivisione e la dipendenza dai social network. Con loro ha interloquito il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, che li ha invitati, prima di tutto, a non "perdere di vista il gusto delle relazioni e della prossimità". "Al di là di quelle che sono le sfide e i problemi di oggi il vero nodo da risolvere è la perdita della prossimità". "È bello – ha affermato il vescovo – che voi abbiate avuto la possibilità di passare del tempo insieme e lavorare ad un progetto comune. Dobbiamo imparare a riappropriarci di un tempo veramente libero e di parole capaci di far passare la bellezza della nostra esperienza umana". All’incontro era presente anche il professor Stefano Zamagni che ha sollecitato i giovani a riscoprire la logica del dono e, parlando dei social network, ha detto: "State attenti a non confondere i contatti con le relazioni perché le nuove tecnologie aumentano i contatti, ma sono le relazioni a dare la felicità".
Famiglia come luogo di incontro con Dio. Un tema quello delle relazioni ripreso nel suo intervento conclusivo anche dal cardinale Angelo Scola che ha ricordato come proprio la famiglia sia il "luogo dove, lentamente, si costruisce l’identità delle persone". "Un’identità – ha precisato – che si costruisce a partire da due differenze che, proprio nel contesto familiare, trovano un loro equilibrio: la differenza dei sessi e quella tra generazioni". "Chi manca il confronto tra queste due dimensioni – ha spiegato il cardinale -, non cresce e non diventa persona". Un compito particolarmente importante per i cattolici che hanno nella famiglia un luogo privilegiato di "testimonianza". "Proporre la famiglia nella sua integralità sacramentale – ha concluso Scola – significa viverla come luogo dell’incontro con Dio".