INGHILTERRA E GALLES
Il governo Cameron interviene pesantemente sul sistema dei sussidi. Ormai non si contano gli abusi. Si cerca di eliminare la cosiddetta “poverty trap” che fa sì che molti cittadini non cerchino un lavoro perché incassano di più dalle rimesse dirette dello Stato
Cambia il "welfare state" britannico. La parola d’ordine è "più parsimonia" nel distribuire i numerosi sussidi. Una riforma che farà "guadagnare" al governo di David Cameron diversi milioni di sterline. L’imponente pacchetto di riforme ha scatenato una specie di rivoluzione sociale. I conservatori sostengono che vogliono eliminare abusi, mentre laburisti e Chiese cristiane dicono che a essere colpiti saranno i più poveri. Silvia Guzzetti, per il Sir, ha intervistato due commentatori cattolici molto noti, Clifford Longley, ex corrispondente religioso del "Times", e Charles Moore, ex direttore del "Daily Telegraph".
Riforme radicali. È imponente il pacchetto di riforme entrato in vigore in questi giorni. Riforme tra le più radicali degli ultimi sessant’anni, prevedono che chi riceve un aiuto per pagare l’affitto non debba avere una stanza in più rispetto alle proprie necessità. In questa situazione si trovano oggi 600mila famiglie che vedranno l’assegno settimanale ridotto del 14%. Con una raffica di licenziamenti nel settore pubblico, infine, lo Stato riuscirà a risparmiare circa 5 miliardi di sterline da qui al 2015. Cambierà anche il modo di calcolare i sussidi per le persone disabili. Non si guarderà più soltanto alla malattia ma al modo in cui la persona ne viene limitata. Dal 28 aprile un unico sussidio accorperà quelle che finora erano sei diverse fonti di reddito per i disoccupati. Così il governo cerca di eliminare la cosiddetta "poverty trap" che fa sì che molti non cerchino un lavoro perché guadagnano di più con i soldi dello Stato.
Una rivoluzione sociale. Per la Gran Bretagna si tratta di una specie di rivoluzione sociale. Per la prima volta il governo riforma e taglia in modo radicale quel "welfare system" che era l’orgoglio degli inglesi del dopoguerra. Sulle riforme introdotte da David Cameron è scontro. Secondo i conservatori, l’obiettivo della riforma è impedire che le persone approfittino del sistema di sussidi e protezioni messo a disposizione dei più poveri, scegliendo di non lavorare e facendosi mantenere da chi lavora. L’opposizione laburista sostiene, al contrario, che le misure costeranno alla famiglia media 900 sterline all’anno.
La "poverty trap". Secondo Clifford Longley, cattolico, commentatore per la Bbc, "ci sono una serie di problemi strutturali col ‘welfare system’. Il più grave è appunto la cosiddetta ‘poverty trap’, ovvero l’abitudine dello Stato a compensare un salario non sufficiente a mantenere una famiglia. Se il lavoratore guadagna di più, lo Stato rimuove il sussidio. In questo modo le persone non trovano incentivi a migliorare la propria condizione perché se guadagnano 1 sterlina in più, il loro sussidio viene tagliato di 80 pence e rimangono con soltanto 20 pence". "Il governo sta cercando di cambiare questa situazione introducendo il cosiddetto ‘credito universale’", continua Longley: "Un individuo metterà dentro un computer tutte le proprie circostanze individuali e il sistema calcolerà tutti i bisogni di quella persona, se si tratta di un portatore di handicap, quanti figli ha, se è senza casa o senza lavoro e deciderà qual è il sussidio che gli tocca".
I problemi con un credito universale. "Questo sistema ha diversi problemi", spiega Longley: "Prima di tutto si dà per scontato che tutti abbiano un computer e i più poveri non possono permetterselo. Inoltre l’intero esperimento non è stato testato adeguatamente. Dovevano fare quattro schemi pilota e ne hanno abbandonati tre perché il sistema era troppo complicato. Rischiamo il collasso".
Anche Charles Moore è pessimista. "Il nostro ‘welfare system’ è diventato troppo costoso", evidenzia Charles Moore: "È la spesa più grande del nostro governo e Cameron ha ragione a intervenire. È anche un sistema immorale perché incoraggia le persone ad adottare un certo tipo di comportamento per ottenere un certo sussidio. Tuttavia è difficilissimo introdurre una riforma. I sussidi diventano subito un incentivo ad adottare un certo comportamento per ottenere i soldi. Se avvii un ‘benefit’ per le ragazze madri, per esempio, incoraggi quel tipo di comportamento. Sono pessimista anche sull’introduzione del ‘credito universale’ perché vi saranno problemi tecnici".