CARDINALE BAGNASCO
Il presidente della Cei ad un convegno a Genova organizzato dalla Regione Liguria: ”L’Italia ha bisogno di un Governo stabile per affrontare il problema dell’occupazione e delle riforme strutturali”. La Chiesa ”ha sempre una porta aperta per tutti”. Papa Francesco è ”un grande dono” del Signore
Per uscire dalla crisi è necessario "avere più fiducia gli uni gli altri, una fiducia intelligente tra istituzioni diverse, tra il pubblico e il privato, in modo che non ci si guardi con aria di sospetto ma con fiducia e quindi con solidarietà reciproca". È l’auspicio espresso stamani dall’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a margine del convegno "Felici di crescere", organizzato dalla Regione Liguria nel Palazzo Ducale. Il porporato ha invitato pubblico e privato a "a guardarsi con maggiore fiducia in ordine ad una integrazione e ad un sostegno molto più concreto ed efficace" perché "bisogna crescere molto e velocemente". Serve, ha spiegato, "maggiore fiducia, maggiore stima reciproca e quindi maggiore capacità di collaborazione e sostegno reciproco". Ogni istituzione, ha aggiunto, ha "competenze proprie" e queste "non devono mai essere sentite antagoniste ma complementari". Devono inoltre "crescere i rapporti per il rilancio industriale, imprenditoriale, occupazionale, di cui abbiamo bisogno".
Nuovo governo lavori per occupazione e riforme strutturali. A margine del convegno il cardinale ha parlato della formazione del nuovo Governo, ricordando che "Bersani ha l’incarico di verificare i numeri, come ha detto il Presidente Napolitano". "Vediamo il risultato – ha proseguito – perché l’Italia ha bisogno di un Governo stabile per affrontare veramente, in modo risolutivo, il problema dell’occupazione, innanzitutto, e delle riforme strutturali". Alla domanda su quali auguri rivolge al prossimo Governo, il porporato ha risposto: "Prima bisogna che ci sia un Governo" e "l’augurio è di far fronte alle esigenze perché, qualunque sia il Governo, ci auguriamo che riesca a rispondere efficacemente a queste esigenze".
La povertà fa crescere malessere. Il cardinale ha parlato di crisi e di povertà che "fa crescere il malessere generale". L’aumento della povertà nel nostro Paese, ha affermato, rappresenta "un dato inquietante che fa crescere il malessere generale però non deve spegnere la speranza e la voglia di riscatto". Per questo il cardinale ha indicato di andare avanti "nel segno di una speranza, di una fiducia, verso un rilancio". Il cardinale ha parlato anche del rischio della fine dei fondi per la cassa integrazione che mette in dubbio il sostegno di circa 10mila lavoratori in Liguria. "Spero – ha detto – che il nuovo Governo possa rispondere a questa esigenza che è un’urgenza oltre che un’esigenza". Per questo, "ci auguriamo tutti" che il nuovo Governo "trovi risposta pronta ed adeguata".
La Chiesa è vicina alla gente. Da parte sua, ha affermato il presidente della Cei, "la Chiesa è vicina alla gente con la struttura della rete delle parrocchie, dei sacerdoti, con una presenza umile e discreta". La Chiesa "ha sempre una porta aperta per tutti, una porta che è sempre più spalancata perché tantissime persone cercano, innanzitutto, un po’ di attenzione e, possibilmente, una parola di incoraggiamento". Infatti, ha proseguito, "non c’è nulla di peggio di sentirsi da soli, con una prospettiva incerta". Per questo "la presenza della Chiesa, secondo le proprie disponibilità, vuole essere un aiuto concreto, un momento, un luogo di ascolto di attenzione e di incoraggiamento".
Seguire le orme di Papa Francesco. A conclusione del convegno, il cardinale ha parlato anche di Papa Francesco spiegando che "è un grande dono che il Signore ci ha fatto". "I cardinali – ha affermato – lo hanno eletto con molta consapevolezza, responsabilità e fiducia. Adesso gli stiamo tutti vicino, come sempre, per seguire i suoi passi". Alla domanda se verrà presto in Liguria, il cardinale ha risposto: "Non lo so, speriamo".