QUI BUENOS AIRES/4
Dai rappresentanti delle altre Confessioni cristiane, come da esponenti dell’ebraismo e del mondo islamico la stessa valutazione sul rapporto instaurato dal cardinale Bergoglio: si è sempre posto su un piano di rispetto, di affetto e di dialogo tra eguali
Un uomo di comunione, aperto al dialogo, capace di ascolto, sempre rispettoso dell’altro. È un coro unanime: qui a Buenos Aires i responsabili delle Chiese cristiane, ebrei e musulmani, definiscono così il cardinale José Mario Bergoglio. Con lui tutti hanno avuto un rapporto diretto e personale e amano raccontare la loro storia di amicizia con il cardinale cattolico divenuto Papa. "Il cardinale Bergoglio – dice Norberto Padilla, redattore della rivista ‘Criterio’, esperto di ecumenismo e dialogo interreligioso – ha mostrato sempre e in molti modi un profondo impegno sia nel movimento ecumenico, sia nel dialogo con l’ebraismo e l’islam. Ha partecipato a incontri di preghiera per l’unità dei cristiani, manifestando gesti di affetto e considerazione per i responsabili delle altre Chiese". Con i rappresentanti del giudaismo ha poi avuto un rapporto molto stretto, soprattutto con il rettore del seminario rabbinico latino-americano, Abraham Skorka, con il quale ha scritto un libro, ha condiviso un programma settimanale sulla tv dell’arcidiocesi e in occasione della celebrazione dei 50 anni del Concilio, Bergoglio gli ha conferito il titolo di dottore honoris causa dalla Universidad Pontificia Católica Argentina. "Con l’Islam – continua il redattore di ‘Criterio’ – ha sempre manifestato ai leader della comunità musulmana calore e affetto tanto da visitare il Centro islamico di Argentina tre volte. E poi nel 2012 ha partecipato ad Assisi al 20° anniversario della Giornata di preghiera e di riflessione per la pace con papa Benedetto XVI".
Ebrei: la rabbina Silvina Chemen. A Buenos Aires vive una delle più grandi e importanti comunità ebraiche del mondo. La rabbina Silvina Chemen ha una lunga storia di dialogo ebraico-cristiano e in molte occasioni ha potuto condividere incontri e celebrazioni con il cardinale Bergoglio. "Le porte del duomo – racconta la rabbina – erano sempre aperte per le celebrazioni interconfessionali e più di una volta ho avuto il privilegio di essere ammessa a usare il pulpito per dare il mio messaggio, lo stesso dal quale il cardinale pronunciava i suoi sermoni". L’ultima volta che l’ha incontrato, il cardinale l’ha fermata per dirle di aver letto un suo libro. "Mi ha detto che lo aveva letto attentamente e che l’aveva usato per le sue meditazioni". Papa Bergoglio apre ora nei cuori della comunità ebraica una porta alla speranza. "Porterà nel dialogo – dice la rabbina – lo spirito di apertura, di reciprocità, di silenzio quando parla l’altro, di gentilezza nell’ascolto. Noi argentini siamo abituati a costruire rapporti di amicizia. La speranza è che il dialogo non diventi l’annuncio del ‘politicamente corretto’, ma un impegno concreto nella vita". E aggiunge: "Francisco ci ha abituati a conoscerlo per com’è, che ogni gesto ha il suo messaggio ed è in coerenza con la missione che ha assunto con la sua vita, dall’inizio del suo sacerdozio fino ad oggi giungendo al più alto rango del papato. Mi auguro che mai si offuschi l’altezza della sua umiltà e la grandezza della sua semplicità".
Le Chiese cristiane. Molto apprezzate dai leader argentini delle Chiese cristiane le prime parole che papa Bergoglio ha pronunciato salutando i pellegrini di Roma dalla Loggia delle Benedizioni. "E adesso incominciamo questo cammino: vescovo e popolo", ha detto il Papa: "Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese". "Il cardinale Bergoglio – dice David J.Calvo, pastore evangelico luterano – aveva sempre con noi un rapporto molto cordiale: ci si sentiva accolti e riconosciuti; mostrava un profondo impegno per l’unità dei cristiani e un profondo rispetto per le tradizioni cristiane. Sono certo che il nuovo Papa approfondirà e renderà più caldo il cammino, lento ma inesorabile, dell’unità". Il pastore Calvo dice di apprezzare molto anche il contributo dato da Papa Benedetto XVI per l’approvazione del documento chiave sulla giustificazione tra luterani e cattolici. "Speriamo – aggiunge – che il cammino futuro ecumenico porti le nostre Chiese a una sempre maggiore fraternità e cooperazione nella fede".
Islam. I musulmani in Argentina sono circa 600-700mila, dei quali poco meno di 200mila residenti a Buenos Aires. Anche loro hanno accolto positivamente l’elezione del "Papa nuestro", sottolineando il rispetto che l’ex arcivescovo della capitale ha sempre dimostrato per i fedeli dell’islam. Il segretario generale del Centro islamico della Repubblica argentina (Cira), Sumer Noufouri, ha detto che considera Papa Francesco "un amico sincero della comunità islamica". "Durante il suo lavoro come cardinale – si legge in un messaggio di felicitazione diffuso dal Cira -, Bergoglio ha approfondito il dialogo interreligioso e il rispetto, e ha instancabilmente promosso spazi di comunicazione e di lavoro comune per la coesistenza armoniosa delle religioni della Rivelazione. È per questo motivo che solleviamo suppliche al Dio Clemente e Misericordioso, perché questo lavoro prosegua e si rafforzi portando all’umanità più comprensione, più rispetto ma soprattutto, la pace". Le relazioni dell’ex-arcivescovo Bergoglio con il Centro islamico della Repubblica argentina erano molto strette: l’allora arcivescovo di Buenos Aires andò in visita al Centro ben tre volte, l’ultima avvenne il 29 giugno 2010. "Ogni volta che è entrato in contatto con i musulmani in Argentina – racconta Omar Abu Arab, dirigente della comunità musulmana – lo ha fatto ponendosi sempre su un piano di rispetto, di affetto e di rapporto tra eguali". Il leader musulmano dice di nutrire speranze anche per la Terra Santa. "Se la giustizia non è un sogno lontano, ma una realtà sia per gli arabi sia per gli ebrei, le questioni della Terra Santa sono non solo di Papa Francesco, ma di tutti i cristiani. Bisogna porre fine alle sofferenze e allo spargimento di sangue per motivi religiosi".