AZIONE CATTOLICA
A Torino il dodicesimo dei sedici appuntamenti promossi dall’Azione Cattolica in preparazione alla Settimana sociale che si terrà a settembre proprio nel capoluogo piemontese. L’arcivescovo Nosiglia: ”La famiglia è uno dei pilastri per costruire un ambiente civile davvero libero”
corsivo . Tocca "nodi antropologici per il futuro della società umana", costituisce "uno dei pilastri per costruire un ambiente civile davvero libero". Ed è la "condizione fondamentale per una società in cui vengano davvero rispettati i diritti di tutti". Questa la famiglia in sintesi secondo monsignor Cesare Nosiglia, che ieri pomeriggio nell’Auditorium del Sermig (Servizio missionario giovani) di Torino ha aperto l’incontro sul tema "La corresponsabilità della famiglia oggi: una risorsa per il futuro della società", il dodicesimo dei sedici appuntamenti promossi dall’Azione Cattolica in preparazione alla Settimana sociale che si terrà a settembre proprio nel capoluogo piemontese.
La famiglia, un fatto sociale. Nonostante possa sembrare che la famiglia sia "un ghetto in cui a volte ci confiniamo, c’è altro in gioco" secondo Pietro Boffi, responsabile del Centro di documentazione del Centro internazionale studi famiglia: "C’è una prospettiva estremamente più ricca e vitale, pertinente alla vita delle persone e che va detta". Dai dati Istat, commenta l’esperto, "risulta che cittadini giudicano positivamente le relazioni in famiglia": soddisfatto si definisce il 90% degli intervistati, di cui il 35,6% "molto soddisfatto", con un picco tra i 25 e i 34 anni. Talvolta, però, ammonisce Biffi, "la famiglia è una risorsa disfunzionale se non riesce a far crescere l’umano", e se un’ambiguità si nasconde dietro alla parola "risorsa in quanto ammortizzatore sociale". Le famiglie sono "generatori di esternalità positive", ha spiegato citando l’economista Stefano Zamagni, ossia "fatti sociali che vanno al di là dei confini". Secondo diversi punti di vista: "prima di tutto, per il fatto di generare figli, che avviene sì nella sfera privata ma ha effetti immediati sul piano collettivo". Secondariamente, "è in famiglia che viene ridistribuita la ricchezza, specialmente oggi che sono soprattutto gli anziani a dare una mano alle famiglie dei figli".
Non badare solo a se stessi. Infine, la famiglia "è l’istituzione che più di ogni altra sostiene e tutela i soggetti deboli", complice il fatto che finora "sono prevalsi interventi di breve periodo, a corto raggio, senza uno sguardo complessivo sul ruolo che i nuclei famigliari svolgono nella nostra società". La corresponsabilità, secondo Boffi, nasce proprio dall’ "essere risorsa" della famiglia, della quale però mancano la conoscenza e la consapevolezza nel "ruolo di sottosistema societario". Gli "elementi di esternalità" rendono la famiglia attore fondamentale che non può mancare nella società e in Italia, in questo senso, "la carenza è forte; ha origine qui la difficoltà della corresponsabilità: abbiamo uno Stato che non sa vedere la famiglia come un sottosistema societario. Il suo ‘essere risorsa’ assume così effetti perversi, rischiando di provocare isolamento nel familismo amorale che ha come motto ‘io bado solo a me".
Dalla burrasca alla sostenibilità. Della "crisi di fiducia nella nostra capacità di farcela" e della strategia di "partire dal bene pubblico riconoscendolo come patrimonio prezioso" ha parlato Filomena Marangi, responsabile dell’Area famiglia e minori del Consorzio socio-assistenziale "Monviso solidale". "Siamo in piena burrasca", ha dichiarato, e anche gli addetti ai lavori "assistono inermi allo smantellamento dei sistemi di servizi". L’esperta ha poi auspicato la "costruzione di un welfare sociale sostenibile, fatto di nuovi percorsi", e illustrato le attività del Consorzio che opera nel Piemonte "coprendo" 58 comuni con tavoli di lavoro permanenti, forme attive di associazionismo familiare e centri per le famiglie.
Una dimensione dello spirito. "Vogliamo che la famiglia rifluisca come passione per la vita della società, non di parte e per una parte, ma per il bene comune e di tutti", ha annunciato in chiusura all’incontro Franco Miano, presidente di Azione Cattolica. "Troppe volte l’impegno è confinato in ambiti ristretti, in una società che pensa ad altro. Invece la famiglia – ha proseguito – ci sta a cuore come cattolici e come intera società. Così come teniamo all’accoglienza della vita, alla centralità della persona, all’impegno culturale di sensibilizzazione e interazione in un dibattito così forte e articolato, di cui siamo ben consapevoli". Di qui lo sforzo di "esigere dalla politica maggiore attenzione alla vita della famiglia, su tutti i fronti: culturale, politico e della solidarietà". Senza dimenticare di "raccontare la bellezza della vita famigliare, pur nelle difficoltà che essa attraversa, testimoniare con forza il miracolo dell’amore, pur nella consapevolezza di tante situazioni problematiche. La responsabilità ha concluso – è la risposta che viene data alle domande della vita, la capacità di cogliere la parola del Signore per ognuno di noi: corresponsabilità è, prima di tutto, una dimensione dello spirito".