DIETRO LE QUINTE
Il racconto dei cardinali elettori francesi dei minuti e delle ore successive all’elezione. A cominciare dalla sorpresa per la scelta del nome. Il Papa Francesco che conserva la sua croce pettorale e va incontro al cardinale Dias, claudicante, per abbracciarlo. E poi tutti stretti stretti in ascensore. A cena, rivolgendosi scherzosamente ai cardinali, ha detto: ”Spero che siate perdonati”
I minuti immediatamente successivi alla elezione, il rapporto cordiale, semplice e alla mano con i cardinali, i suoi interventi in aula. A raccontare ai giornalisti il "dietro le quinte" del Conclave e della storica giornata di ieri, 13 marzo, sono stati i cardinali elettori francesi che oggi hanno incontrato la stampa, dando "a caldo" le loro impressioni e raccontando con semplicità e profondità l’esperienza unica, solenne, gioiosa dell’elezione di un Sommo Pontefice.
Il momento in cui Papa Francesco ha accettato la nomina. È il cardinale di Lione Philippe Barbarin a dare ai giornalisti particolari inediti di quanto è successo nei minuti immediatamente successivi all’elezione del cardinale Bergoglio a sommo Pontefice. Quando il Cardinale Decano, a nome di tutto il Collegio degli elettori, ha chiesto al cardinale Giorgio Mario Bergoglio se accettava la sua elezione, il cardinale argentino ha risposto sì ma ha anche aggiunto "sono un peccatore" e si è lasciato andare "come ad un gesto disarmante". Poi, quando gli hanno chiesto come voleva essere chiamato, lui ha risposto "Franciscus" ed ha aggiunto, "a causa di San Francesco" e il collegio cardinalizio ha accolto quel nome "con una certa sorpresa". A quel punto poi il cerimoniere mons. Marini gli ha offerto la Croce pettorale dorata, ma il Papa ha detto che preferiva mantenere la propria. Prima poi di salutare ad uno ad uno i cardinali, papa Francesco – accorgendosi delle difficoltà motorie del cardinale Ivan Dias – è andato verso di lui per abbracciarlo. Poi è tornato, e ha salutato i cardinali scegliendo però di non sedersi al trono papale ma di rimanere in piedi. Poi a cena – ricorda il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi – nella casa Santa Marta, rivolgendosi scherzosamente ai cardinali, ha detto: "Spero che siate perdonati".
La scelta e le votazioni. "Colui che è stato scelto – commenta il cardinale Jean Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux – non era certamente nella lista dei favoriti sui media, non era certamente tra i papabili, ma è colui che i cardinali hanno scelto a causa della sua personalità. Si è rivelato chiaro che il cardinale Bergoglio era l’uomo giusto, che aveva le qualità giuste per governare la Chiesa, per essere il nuovo Papa". Quando lo avete capito? "L’abbiamo capito – risponde il cardinale André Vingt-Trois – molto semplicemente quando abbiamo cominciato a vedere che il numero dei voti che otteneva stavano aumentando. E quando il consenso ha cominciato a cristallizzarsi sulla sua persona, è stato chiaro che era lui l’eletto". Il cardinale Barbarin nega che in questi giorni di conclave ci siano stati tra i cardinali elettori pressioni o movimenti per l’elezione di un candidato piuttosto che un altro. "Non ho consultato nessuno – ha detto – per fare la mia scelta. Sono stati giorni di forte preghiera, vissuti nella consapevolezza dell’abisso che esisteva tra la povertà della mia scelta e la grandezza dell’avvenimento".
L’età e la personalità. Evidentemente alla fine, l’età non ha contato, sebbene le cause delle dimissioni del precedente papa siano state decise per la fatica e l’età avanzata e che tutto faceva presupporre un Papa più giovane. E invece è stato scelto il cardinale Bergoglio perché – ha detto il cardinale Ricard – "la sua personalità è stata determinante. D’altronde papa Giovanni XXIII, pur essendo stato eletto Papa anziano, è stato un Pontefice decisivo per la storia della Chiesa". E il cardinale Vingt-Trois ha aggiunto: "L’energia spirituale non è proporzionale all’energia spirituale".
Riforma della curia romana. È il cardinale Ricard a dire come nel corso delle Congregazioni generali, dai cardinali è stata espresso più volte il desiderio di una riforma della curia romana, chiedendosi anche espressamente, se tutti gli organismi presenti in curia servano effettivamente alla Chiesa e all’evangelizzazione. Sicuramente – ha quindi aggiunto – il Papa valuterà la necessità di una maggiore collegialità attraverso "una presenza più vicina con i responsabili dei dicasteri"; un maggior "lavoro insieme tra le congregazioni e i Pontifici Consigli soprattutto quando trattato gli stessi temi"; una "maggiore trasparenza". "Dal nuovo Pontefice si attende – ha aggiunto il cardinale di Bordeaux – una riforma della curia così come d’altra parte sta avvenendo nelle amministrazioni delle diocesi". Ma "non sarà una riforma brutale", ha subito aggiunto il cardinale di Parigi, Vingt-Trois. Sarà condotta con "la dolcezza, la pazienza, la costanza della carità".
La macchina del Papa è rimasta vuota. Ultimo particolare inedito lo ha raccontato ai giornalisti il cardinale Ricard. Finita la cerimonia di saluto alla piazza, il Papa e i cardinali si sono avviati all’uscita, usufruendo dell’ascensore. Il Papa è entrato per primo e i cardinali non osavano entrare. E invece lui ha fatto segno a tutti di entrare e sono scesi con l’ascensore stretti, stretti. Arrivati alle macchine, Papa Francesco ha scelto di entrare nel pulmino dei cardinali e la "macchina del Papa" è rimasta vuota. Che cosa gli avete detto nel salutarlo? Tutti e tre i cardinali gli hanno assicurato "grande gioia" e che avrebbero "continuato con tutti i cattolici di Francia a pregare per lui". E papa Francesco, rivolgendosi al cardinale Ricard ha detto: "Ne ho bisogno".