IL CANCRO DELL'USURA

Salviamo la casa di famiglia

Il bilancio, preoccupante, della Fondazione antiusura di Bari. Monsignor D’Urso: ”La quasi totalità dei nostri finanziamenti corrisponde a mutui di consolidamento, serviti cioè a salvare l’abitazione che altrimenti sarebbe andata perduta”

"A Bari si stima che nel 2012 siano state 32mila le persone in condizione di povertà assoluta o relativa, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente, per perdita di lavoro o casa; i pignoramenti iscritti presso il Tribunale sono stati 1.307, con un incremento di 207 rispetto al 2011; i fallimenti sono stati 220; i concordati preventivi sono passati da meno di 10 degli anni precedenti a 49, senza contare le vittime di usura ed estorsione che sfuggono al controllo per mancanza di denunce". Sono alcuni dei dati forniti, stamattina, da monsignor Alberto D’Urso, presidente della Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari, nella conferenza stampa di presentazione del bilancio consuntivo 2012 e di previsione del 2013 della Fondazione. L’appuntamento si è svolto nella biblioteca del Centro culturale Marin della parrocchia Santa Croce, a Bari. "In questo mare di sofferenze la Fondazione fa quel che può", ha affermato il presidente.

Salvare la casa. "Anche quest’anno la famiglia è stata al centro della nostra attenzione. La quasi totalità dei nostri finanziamenti corrisponde a mutui di consolidamento, serviti cioè a salvare la casa di abitazione che altrimenti sarebbe andata perduta – ha precisato monsignor D’Urso -. Purtroppo, malgrado ogni nostro impegno, tante volte ciò non è stato possibile e questo ci ha profondamente addolorato. Ci consola la coscienza che è stato fatto quanto era in nostro potere". Dal 1996 ad oggi la Fondazione ha assistito oltre 50 vittime di usura ed estorsione, anche nei processi penali, ed è riuscita ad impedire la vendita di un certo numero di case di abitazione. "Nel 2012 il Consiglio direttivo – ha rammentato D’Urso – ha prodotto, a fronte di oltre 350 ascolti di persone/famiglie (a cui bisogna aggiungere tutte gli altri presso le 12 diocesi convenzionate), 318 delibere, così ripartite: 182 archiviazioni; 3 finanziamenti chirografari ex art. 15 L. 108/96; 53 mutui ipotecari; 6 sovvenzioni-microcredito; 23 beneficenze (di cui 5 per assistenze legali); 1 finanziamento con Fondi propri; 4 finanziamenti con Fondi regionali; 5 aumenti di garanzia; 5 anticipazioni; 36 su argomenti vari".

Il Prestito della speranza. A questa attività va aggiunta quella del Prestito della speranza. "Iniziata in sordina – ha sostenuto il presidente -, ha coinvolto un numero crescente di richiedenti. In totale le persone ascoltate in Fondazione sono state oltre cento e quelle prese in carico dalla banca sono state circa ottanta, con un ammontare di contributi che si è attestato intorno a 480mila euro". Dei beneficati, per ora, sono solo 23 quelli che stanno già rimborsando. Tenuto conto delle rimesse statali largamente insufficienti, "la ricerca di nuove fonti costituisce un necessario strumento per il prosieguo dell’attività – ha precisato D’Urso -. Un discreto aiuto è pervenuto dai fondi del cinque per mille che ci hanno permesso di coprire parzialmente le spese istituzionali". Sono aumentate poi "le pratiche in sofferenza, per le quali le banche hanno dovuto procedere al recupero legale del credito". In aumento è anche "il tasso di morosità, indice degli accresciuti disagi economici particolarmente avvertiti in questo tempo da chi ha contratto un mutuo".

Il sostegno delle diocesi. Il presidente della Fondazione ha anche lamentato che "nel 2012 non è stato rinnovato il bando di concorso per l’assegnazione dei fondi per la lotta all’usura da parte della Regione Puglia, come negli ultimi quattro anni; mentre puntuali sono giunte le rimesse da parte delle diocesi di Bari-Bitonto, Brindisi, Castellaneta, Lecce, Nardò-Gallipoli, Oria e Taranto, della Provincia di Bari, dei Comuni di Bari, Andria e Monopoli, della Camera di Commercio di Bari, della Banca Popolare Puglia e Basilicata e della Banca Popolare di Bari". Ricordando le convenzioni con il Banco di Napoli, con la Banca popolare di Bari, con la Banca popolare di Puglia e Basilicata, con la UBI Banca Carime e con la Banca di Credito cooperativo di Bari, monsignor D’Urso ha spiegato che "le convenzioni si sono mostrate particolarmente utili per assicurare capillarità al nostro servizio sul territorio". Nel corso dell’anno 2012 "sono stati erogati 79 mutui ipotecari, di durata variabile dai 15 ai 20 anni, per complessivi 7.536.529 euro".

La piaga dell’azzardo. "Da anni la Consulta nazionale antiusura e la nostra Fondazione documentano che l’azzardo è tra le principali cause del ricorso all’usura e del riciclaggio di denaro sporco", ha sottolineato D’Urso. In Puglia nell’anno 2012 "sono stati consumati circa 3 miliardi e 859 milioni di euro in gioco d’azzardo con postazioni ‘fisiche’; almeno altre 700 milioni di euro in modalità on-line sui siti internet (poker, casinò, scommesse e altre forme). La quota del Pil assorbito dal gioco è pari ad almeno il 6,8% del Pil regionale (comprendendovi la stima del gettito delle forme on-line non attribuibili con precisione). La spesa procapite attribuita è stata di 946 euro, ma quella reale si aggira sui 1.120 euro". Infatti, "manca la spesa lorda per gioco d’azzardo on-line, poiché non è disponibile il dato sulla localizzazione delle persone che si avvalgono delle piattaforme internet dei concessionari", ma applicando una stima "si può ragionevolmente concludere che nel 2012 il consumo lordo nella regione è stato di 4.450 milioni di euro (4,45 miliardi)". Perciò, ha concluso il presidente, "la Fondazione lancia un appello alle Istituzioni presenti sul territorio (Comuni, Province, Regione, Camere di commercio) invitandole a riunirsi intorno ad un tavolo di lavoro per studiare percorsi concreti da intraprendere, come ad esempio il cosiddetto bollino verde per tutti gli esercizi commerciali (bar, tabaccai…) che decidono di non ospitare slot-machine e ogni tipo di gioco d’azzardo".