DEMOCRAZIE MEDITERRANEE
Il ministro Riccardi all’incontro ”Religione e democrazia nel mondo arabo e in Europa, dopo le primavere arabe”, promosso dalla Comunità di sant’Egidio
"Nel Nord e nel Sud del Mediterraneo stiamo vivendo un passaggio epocale. Indietro non si torna nonostante qualcuno senta nostalgia delle dittature e dei totalitarismi. Bisogna fondare la democrazia con il contributo vitale della religione che raccoglie la vita dei fedeli. La qualità della democrazia si misura dal rispetto delle minoranze e del diritto". Lo ha detto il ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, aprendo oggi a Roma l’incontro "Religione e democrazia nel mondo arabo e in Europa, dopo le primavere arabe", promosso dalla Comunità di sant’Egidio.
Evitare semplificazioni. Nel suo saluto il ministro ha avvertito del pericolo della semplificazione dei rapporti tra Europa e mondo islamico. Quest’ultimo, ha detto, è "un mondo complesso, composto da centinaia di milioni di fedeli che vivono la stessa fede ma con esperienze storiche peculiari e diverse. Al suo interno ci sono pulsioni omogeneizzanti ma resta sempre un mondo complesso e ricco di diversità. Purtroppo ha aggiunto un’informazione isterica e rapida si nutre spesso dei messaggi dei semplificatori che sono nemici della pace e della comprensione. Bisogna rappresentare la complessità conoscendo dal vivo la realtà del nostro mondo contemporaneo". Una chiave di volta per evitare queste pericolose semplificazioni del mondo islamico "è l’amicizia e la conoscenza tra i protagonisti insieme allo sforzo di capire la realtà nuova".
Il contributo cristiano. Un elemento di diversità e "di interesse" nel mondo arabo è, secondo Riccardi, "la minoranza cristiana; essa rappresenta la parte dell’altro nel mondo arabo, l’alterità". Anche il Cristianesimo, come avvenuto in Europa quando si è misurato con la democrazia contribuendo alla costruzione della democrazia nel Vecchio Continente, deve poter dare il suo apporto alla democrazia nel mondo arabo. "Bisogna fondare la democrazia con il contributo vitale della religione che raccoglie la vita dei fedeli. La qualità della democrazia è stata la conclusione – si misura dal rispetto delle minoranze e del diritto".
Una presenza da rilanciare. Sui temi del suo intervento Riccardi è poi tornato con Daniele Rocchi del Sir, a margine dell’incontro. Incontri come questo ha detto servono anche a rilanciare "il ruolo italiano in questa parte del Mediterraneo dove l’Italia ha una presenza reticolare, fatta dallo Stato, dal mondo cattolico, dall’imprenditoria e dalla cultura. Dobbiamo rilanciare questa presenza perché il Mediterraneo è in movimento e ormai ha una pluralità di soggetti politici e partitici e non più un pugno di dittatori". In questa ottica vanno lette, ha spiegato Riccardi, "le tante visite condotte dal Governo italiano, con il presidente Monti e il ministro Terzi in testa. Io stesso sono stato in Egitto, Tunisia e Libano. Viviamo una nuova fase, vedremo…".
Cristiani in difficoltà. In questa nuova fase, tuttavia, non vanno taciute le difficoltà in cui versano i cristiani nel mondo arabo che rischiano così di non poter contribuire alla costruzione democratica dei loro Paesi. Come sta accadendo in Egitto dove il dialogo nell’assemblea costituente non segna passi avanti e ha visto i rappresentanti cristiani abbandonare in segno di protesta perché non adeguatamente ascoltati nelle loro obiezioni. Sul punto Riccardi è stato chiaro: "il problema dei cristiani in Egitto è di lungo periodo e attuale. La grande chiesa copta ha diritto ad un rispetto maggiore e incontri come questo di oggi sono pensati tenendo presente i cristiani che sono una presenza decisiva per l’Egitto ed il Medio Oriente. Se si eliminano i cristiani si elimineranno poi le altre minoranze, i musulmani di diverso pensiero, i pluralismi e si tornerà al totalitarismo. Oggi il mondo arabo deve scegliere tra democrazia e totalitarismo".
Una primavera italiana? Dalla sponda Sud a quella Nord del Mediterraneo, agli affari italiani, il passo è stato breve. Parlando di svolte storiche nei paesi arabi Riccardi ha fatto un punto veloce anche sulla situazione politica italiana alla luce del voto che ha visto l’exploit del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Fatti i dovuti distinguo il Ministro per la Cooperazione ha affermato che il Movimento dei grillini con questo risultato può essere considerato come "un qualcosa di una primavera araba in Italia. Le istituzioni vengono ritenute inadeguate dal popolo delle cinque stelle e la classe politica, devo riconoscere, non ha fatto di tutto per operare dei cambiamenti, penso per esempio alla legge elettorale. Comunque la storia è diversa. Noi abbiamo la libertà mentre lì c’erano dittature". Sul prossimo futuro il Ministro ha fatto trapelare un certo ottimismo specialmente per quello che riguarda l’invito rivolto dal presidente Mario Monti, in vista del Consiglio europeo di marzo, ai leader politici, Pier Luigi Bersani, Silvio Berlusconi e Beppe Grillo per uno “scambio di opinioni” sui temi del vertice. "L’incontro chiesto dal presidente Monti rientra nella prassi politica. Il presidente non essendoci un parlamento parla coi leader delle tre forze maggiori. Credo che accetteranno tutti e tre perché le scelte riguardano il Paese".