MEDIA EDUCATION
L’assemblea nazionale ”Med” 2013. Un ricordo del fondatore recentemente scomparso. Dal 6 al 13 luglio la 22ª ”Summer School” sul tema ”Media e inclusione sociale”
Era il 28 febbraio 1996, quando don Roberto Giannatelli raccolse un piccolo gruppo di ricercatori universitari, professionisti dei media ed educatori, e insieme a loro crea il "Med", l’Associazione italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione (info: www.mediaeducationmed.it). Da qui la nascita del concetto di Media Education, che ha come scopo quello di "cooperare all’edificazione di una società in cui le persone e le comunità possano esprimersi da protagonisti". Quest’anno nell’ambito dell’Assemblea nazionale che si è svolta il 2 e il 3 marzo presso la sede del Technotown a Villa Torlonia, la Media Education si è confrontata con il tema della cittadinanza digitale nel corso di una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Antonio Calvani, dell’Università di Firenze, Mario Morcellini, dell’Università di Roma, e Cristina Loglio, consigliere culturale dell’eurodeputata Silvia Costa.
Il "Med" tra ricerca e azione. L’appuntamento annuale si è aperto con un ricordo del fondatore, recentemente scomparso, attraverso la proiezione di una sua intervista. In quell’occasione don Roberto ricordava uno degli scopi fondanti dell’associazione e, cioè, di "tenere unite la teoria e la pratica, di far lavorare a stretto contatto chi fa ricerca nelle Università e chi lavora ‘sul campo’, ricercatori e insegnanti, nella convinzione che questo contatto sia, non solo di reciproco nutrimento, ma faccia anche da antidoto affinché la teoria non si trasformi in sterile accademismo e la pratica non si appaghi di una dimensione priva di auto-riflessione e spessore scientifico". "Investigare, pensando a dove vogliamo arrivare" questo era il suo motto.
L’educazione e la cittadinanza digitale. Richiamandosi alla filosofia di don Giannatelli, Antonio Calvani ha aperto la tavola rotonda sul tema della cittadinanza digitale. In particolare il suo intervento ha preso in esame gli effettivi risultati dell’utilizzo delle tecnologie digitali nella scuola. "Contrariamente a quanto si è indotti a pensare – ha spiegato l’esperto – i risultati sono assai modesti, in molti casi si può verificare anche un abbassamento degli apprendimenti, dovuto verosimilmente alle difficoltà di gestire i fattori di sovraccarico, distrattività o estroflessione che le tecnologie possono introdurre". "Sono le metodologie e non le tecnologie che fanno la differenza – ha concluso Calvani – ed è per questo che è importante educare i ragazzi ai media, rifuggendo un approccio protezionista perché non hanno bisogno di essere tutelati, ma piuttosto educati ad auto-tutelarsi".
Il ruolo delle istituzioni europee. "La penetrazione di internet tra i bambini e gli adolescenti europei ha spinto le istituzioni dell’Ue a riflettere su questo fenomeno e, in particolare, sulle opportunità e i rischi della Rete", ha sottolineato Cristina Loglio, che ha affiancato l’eurodeputata Silvia Costa nell’elaborazione della relazione sulla "Tutela dei diritti dei minori nel mondo digitale" presentata a Strasburgo lo scorso novembre. "La Rete è ormai indispensabile per l’integrazione sociale, formativa e lavorativa dei giovani, ma le istituzioni europee devono adoperarsi perché siano garantite ai minori condizioni di educazione, d’informazione, di regole per una navigazione sicura e di responsabilizzazione degli operatori, delle imprese e degli educatori", ha concluso l’esperta.
Elezioni politiche in chiave digitale. Il dibattito ha poi preso in esame la campagna politica durante le ultime elezioni in Italia. "Quella che è stata unanimemente giudicata come una brutta campagna – ha rilevato Mario Morcellini – ha però riservato una sorpresa non indifferente". "Non è stata – come la retorica nuovista vorrebbe – la campagna dei social media, è stata, piuttosto, la prima campagna in cui l’ecosistema comunicativo costituito dai media mainstream, con la televisione in testa, e dai social media, anzitutto Twitter, ha funzionato, per molti utenti, come un unicum, un flusso d’informazioni in entrata e in uscita, provenienti da fonti ‘istituzionali’ e da ‘dialoganti’ comuni", ha rilevato Morcellini.
Nuovi momenti d’incontro. A conclusione dell’evento è stata presentata la prossima "Summer School" in Media Education, in programma dal 6 al 13 luglio a Corvara. In questa 22ª edizione si affronterà il tema "Media e inclusione sociale". La riflessione partirà dal ruolo che i nuovi social media possono rivestire nella costruzione o meno di società inclusive. "Se, da un lato, essi possono aumentare le opportunità di partecipazione e integrazione di gruppi sociali, comunità svantaggiate o a rischio di marginalità, favorendo così coesione sociale e inclusione, dall’altro – hanno sottolineato gli organizzatori dell’iniziativa – si può accentuare il processo che produce marginalizzazione ed esclusione come conseguenza del cosiddetto digital divide". Si tratta di una nuova occasione d’incontro, riflessione e confronto per il "Med" e i suoi partecipanti, fedeli alla filosofia di don Roberto, per il quale anche se "il futuro è difficile da prevedere, non bisogna mai fermarsi, ma cercare di essere sempre al passo con i tempi".