BASILICA VATICANA

Qui le pietre parlano

Presentato il documentario realizzato su iniziativa di Tv2000, nell’ambito della serie ”Tesori d’arte sacra, le basiliche papali di Roma”. In onda da domani sera e per cinque puntate

Andrà in onda da domani sera, solennità della Cattedra di San Pietro, su Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre, 142 di Sky e in streaming sul sito www.tv2000.it) il documentario in HD "San Pietro in Vaticano" che, per la serie "Tesori d’arte sacra, le basiliche papali di Roma", verrà trasmesso in cinque puntate di 30 minuti ciascuna (ore 22). L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Roma presso i Musei Vaticani dal direttore di Tv2000, Dino Boffo; dal cardinale Angelo Comastri, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano; da Antonio Paolucci, direttore degli stessi Musei.

Attoniti e ammirati. "Un’opera importante. A suo modo unica, che in un momento in cui la nostra fede è toccata in maniera singolare vogliamo dedicare a Benedetto XVI al quale la faremo avere quanto prima", ha detto Dino Boffo. "Già dallo scorso dicembre – ha spiegato – avevamo deciso di presentarla alla stampa e mandarla in onda in occasione della Solennità della Cattedra di San Pietro, ma pensavamo che tutto sarebbe avvenuto in un altro contesto. L’atto d’amore del Papa per la Chiesa ci ha sconvolto e ci lascia ancora attoniti e ammirati. La sua risposta alla domanda: ‘Mi ami tu?’ ci accompagnerà nel tempo e continuerà a percuotere e interpellare le nostre coscienze". "Ci piace pensare – ha concluso – che in una delle sue prime serate ‘libere’ potrà godere di quest’opera curata dal professor Paolucci con la sua nota passione". Sarà infatti il direttore dei Musei vaticani a "condurre" i telespettatori all’interno e all’esterno della basilica petrina nel documentario prodotto dalla Land Comunicazione per la regia di Luca Crescenti.

Una sola pietra. "La basilica di San Pietro sorge tra il Colle Gianicolo e il Colle Vaticano dove duemila anni fa non esisteva nulla", ha quindi spiegato il cardinale Angelo Comastri, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, richiamando l’arrivo a Roma di Pietro, "umile pescatore di Galilea", e l’incendio della città del 19 luglio del 64 d.C. che, imputato da Nerone ai cristiani, scatenò la sanguinosa persecuzione narrata da Tacito. I corpi dei martiri "vennero sepolti non lontano dall’esecuzione", ha proseguito il porporato, "dove la tomba di Pietro, poverissima, è ancora visibile e segnata da un’edicola". "Sul Colle Vaticano – ha proseguito – il vento della fede ha portato l’eco delle parole di Gesù: ‘Tu sei Kefàs (pietra in aramaico) e su questa pietra io edificherò la mia chiesa", e se oggi "in questo luogo si sente il sibilo di satana che aggredisce continuamente la Chiesa" si sente "anche la voce rassicurante di Cristo che dice: ‘Non temete, io ho edificato qui la mia Chiesa". Richiamando la sua venuta a Roma nel 2005 a seguito della nomina a Vicario generale per la Città del Vaticano, il cardinale Comastri ha rievocato le parole rivoltegli per l’occasione da Giovanni Paolo II: "A lei il compito di far parlare le pietre affinché tutti comprendano che qui c’è una sola pietra, quella su cui Cristo ha edificato la sua Chiesa. Tutto il resto è cornice". A margine dell’incontro il porporato ha definito la rinuncia del Papa al ministero petrino "un gesto di fede eroica e umiltà evangelica che farà riflettere a lungo molte persone". Rispondendo ai giornalisti ha affermato: "Fin dall’inizio vi sono state divisioni all’interno della Chiesa. Oggi ci sono delle tempeste, ma anche la certezza che è Gesù a reggerne il timone". Ad una domanda sull’ipotesi di un "Motu proprio" di Benedetto XVI in vista del conclave, ha replicato: "Siamo nel campo delle supposizioni".

Museo ubiquo e pervasivo. Nel corso dell’incontro sono stati anticipati dei flash del documentario, la cui prima puntata è dedicata ai "luoghi simbolo" della Basilica. A descrivere la profondità delle Grotte vaticane dove è sepolto l’apostolo Pietro risalendo poi in linea verticale fino all’altare, al baldacchino e alla Cattedra del Bernini verso il "cielo mistico" della cupola di Michelangelo, è Antonio Paolucci che, dopo essersi soffermato tra l’altro sul "miracolo" della Pietà michelangiolesca e sulle "ombre colorate" del Guercino, ha definito "meravigliosa la patria che abbiamo avuto in sorte". Il "carattere distintivo" dell’Italia, ha spiegato, "è che da noi il museo è ubiquo, ossia dappertutto, e pervasivo, ossia entra nel tessuto della nostra vita". Le puntate successive andranno in onda dalla sera di sabato 23 a quella del 26 febbraio. La seconda è un viaggio su ciò che resta dell’antica basilica costantiniana su cui Giulio III avviò la costruzione della nuova. La struttura e l’iconografia della Basilica saranno illustrate nella terza puntata. Altari e cappelle saranno al centro della quarta, che si aprirà con uno spazio dedicato alla Pietà, mentre l’ultima sarà dedicata al Museo del tesoro di San Pietro. L’iniziativa "Tesori d’arte", ha concluso Paolucci, comprende anche il racconto di altre basiliche romane: San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura e Santa Maria Maggiore.