GIOVANI SALESIANI
Cursi (Mgs): ”Ma noi cogliamo l’occasione per annunciare la Buona Notizia ai nostri coetanei”
"Come Chiesa dobbiamo imparare che solo se sapremo perdonarci fra di noi, rimettendoci i nostri debiti, riusciremo a farci amare: abbiamo bisogno dell’amore dei giovani". Così Renato Cursi, coordinatore nazionale del Movimento giovanile salesiano (Mgs – www.mgsitalia.it), in un’intervista a Riccardo Benotti per il Sir, all’indomani delle celebrazioni per la ricorrenza di san Giovanni Bosco. Nel 125° della morte del sacerdote torinese, il rettore maggiore don Pascual Chávez Villanueva ha inviato una lettera ai giovani del Movimento sul tema "Andate e testimoniate la gioia della fede".
Per don Chávez, l’evangelizzazione è "terreno carico di sfide, ma anche fecondo di grandi opportunità". Come possono contribuire i giovani?
"Noi giovani possiamo contribuire umilmente, ma significativamente, nella misura in cui siamo intimi amici di Gesù. Don Pascual giustamente ci interpella e questi appelli risultano ancora più urgenti in un tempo in cui la comunicazione tra generazioni è purtroppo vissuta molto spesso in maniera conflittuale: a scuola, nei colloqui di lavoro, nei media, nella politica. In questo tempo, dunque, una sana comunicazione tra pari assume un valore fondamentale e l’evangelizzazione è la comunicazione più sana che ci sia. Probabilmente anni fa il giovane evangelizzatore doveva decostruire le credenze ideologiche del proprio coetaneo, oggi trova spesso nel suo compagno il vuoto del nichilismo. Il nulla spirituale che ci avvolge è una sfida tremenda, ma al tempo stesso l’opportunità di annunciare una buona notizia".
La lettera contiene anche un invito a non vivere la fede "da solitari". È difficile, per i giovani, vivere la fede all’interno della Chiesa?
"È difficile per i giovani riconoscersi nella Chiesa degli scandali, dei privilegi, degli scismi, dei divieti. È più facile per i giovani che si sentono amati da questa Chiesa e che, a loro volta, imparano ad amarla. Quale dunque la soluzione a questa quotidiana contraddizione? Amare i giovani, ma non solo: far sì che essi sentano di essere amati, come chiedeva san Giovanni Bosco. La nostra Chiesa deve rinnovarsi ogni giorno in questo amore, che deve però sapersi comunicare. Quello che colgo nel mio quotidiano e negli amici che incontro è la manchevolezza nel testimoniare l’amore della Chiesa. Come Mgs Italia stiamo intraprendendo, forse in ritardo, un cammino di progressiva comunione con gli altri movimenti, associazioni e con le diocesi in seno alle quali viviamo il nostro servizio. La sfida ulteriore è la comunione al di fuori dei confini nazionali: da anni come Mgs Italia siamo sempre più attivi nel costruire una rete europea di giovani che annunciano con la propria vita l’amore di Cristo secondo la spiritualità giovanile salesiana".
Da dove partire per la "vera rivoluzione sociale" dell’evangelizzazione richiamata dal rettore maggiore?
"Dalla testimonianza e dalla cultura. La testimonianza è un’opportunità alla portata di ogni giovane nel suo quotidiano: in casa, a scuola, con gli amici, nello sport, nelle altre attività del tempo libero, nella coppia, nell’università, sul posto di lavoro. Ogni giorno possiamo dire la verità, fare un gesto di carità, perdonare, pentirci dei nostri peccati, incontrare Gesù nell’Eucarestia: tutto questo fa di ogni giorno una splendida opportunità di testimonianza. Ognuno di questi gesti è infatti potenziale stimolo di rivoluzione per la società intera, soprattutto se diventiamo capaci di farne strumento di cambiamento laddove individuiamo ‘strutture di peccato’. Qui interviene l’altro luogo, la cultura, intesa come discernimento, studio e combattimento affinché siano rese possibili le condizioni dell’amore, della verità, della giustizia e della pace. Anche ai giovani è richiesto, con l’aiuto degli adulti, in nome di una nuova alleanza intergenerazionale, di contribuire a smascherare e correggere le ‘strutture di peccato’ della società. Come Mgs, ci proponiamo di riflettere nei prossimi mesi sull’apostolato, su come rinnovare questo impegno sociale dell’evangelizzazione e sullo studio della dottrina sociale della Chiesa".
Dal suo osservatorio, la preghiera è una pratica diffusa tra i giovani?
"Nelle ultime convocazioni di questi anni, i ‘grandi’ si sono spesso detti sorpresi, stupiti dalla capacità di noi giovani di adorare in silenzio il Signore Gesù, dall’intensità della nostra preghiera. Molto spesso allora la nostra difficoltà consiste nel saper tradurre la profondità di questi momenti straordinari di convocazione nella preghiera quotidiana, nella confidenza di ogni giorno con il Signore. Ma i giovani pregano, non vi sia alcun dubbio: sono in pochi a credere di non credere. Molti di più credono che ci sia qualcuno o qualcosa cui innalzare una preghiera, ma non vogliono o faticano a riconoscerlo nel Dio che gli annunciamo con tutte le nostre contraddizioni. Al proposito di purificare il nostro cuore, segue dunque l’impegno a fondare ed annunciare ‘scuole di preghiera’, luoghi che accompagnino il giovane ad incontrare ed imparare da Gesù stesso, lui unico Maestro, l’arte della preghiera".
Qual è l’impegno del Movimento giovanile Salesiano per questo Anno della fede?
"Sono molte le iniziative che i gruppi locali e regionali del Movimento si apprestano a vivere nella riscoperta della nostra fede, nonché nello studio del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa cattolica. A livello nazionale, il Mgs ha accolto l’invito della Cei di favorire la partecipazione dei propri giovani alla Gmg di Rio de Janiero attraverso le delegazioni diocesane, rinunciando a convocarli come Movimento. Ciò non impedisce che questi giovani chiamati ad ‘andare e fare discepoli tutti i popoli’ saranno aiutati a prepararsi durante l’anno nei propri gruppi. Non verrà meno neanche l’impegno che una piccola delegazione rappresenti il Mgs Italia in occasione della Festa mondiale del Movimento che si terrà a Rio de Janeiro il 24 luglio. Il Mgs si trova inoltre a vivere un momento speciale e prezioso della propria storia: si cammina infatti verso il 2015, bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco, padre e maestro della gioventù. In questo triennio di preparazione al bicentenario, il Movimento ha scelto di regalarsi un’opportunità di preghiera, riflessione e testimonianza nella forma del Confronto italiano, che si terrà dal 10 al 16 agosto 2013 nei luoghi della vita di don Bosco e Maria Domenica Mazzarello: Torino, Mornese, Chieri e Colle don Bosco. Più di 1.500 giovani da tutta Italia, con rappresentanti anche dal resto d’Europa e dal Medio Oriente, sono invitati ad essere ‘Testimoni della Gioia’ in quest’Anno della fede".